La provvigione del procacciatore d’affari

Mio figlio ha svolto l’attività di procacciatore d’affari per una ditta individuale (con lettera di incarico); nella specie, andava in giro per gli uffici comunali a far stipulare contratti per xxx. I contratti venivano stipulati con il codice del titolare della ditta, praticamente come se li stipulasse tale soggetto, ma in realtà era mio figlio che portava avanti la trattativa e che concludeva il contratto. Per ogni contratto, la società xxx pagava una provvigione a questa ditta e, di conseguenza, la ditta pagava mio figlio. E’ successo però che, ad un certo punto, la ditta ha cominciato a non pagarlo più; il rapporto si è interrotto di fatto e, quando ci sono stati i pagamenti relativi agli ultmi 2 mesi di lavoro, questa ditta ha omesso di corrispondere degli importi provvigionali di molti contratti (circa 1500,00 euro in meno). Oltre a questo, mio figlio aveva consegnato a questa persona circa € 900,00 perchè dovevano costituire una società che non si è più formata, ma di questi soldi neanche l’ombra. Le domande: Come potrebbe mio figlio provare che quei contratti sono stati stipulati grazie al suo intervento? Quali argomenti potrebbero essere utili a “convincere” questa persona che deve pagare? Grazie per la disponibilità.

La lettera d’incarico vale sicuramente come contratto per cui, ogni eventuale inadempimento comporta la relativa responsabilità contrattuale dell’inadempiente.

Immagino che nella lettera fosse indicato il preavviso di recesso che, comporta, in caso di mancato rispetto del termine, un’indennità per chi lo subisce.

Si tratta ora di dimostrare che il vero artefice delle mediazioni contrattuali è stato Suo figlio e non il titolare della società. Ciò sicuramente è difficile in quanto è stato utilizzato il codice di un altro, ma è pur vero che esiste una lettera d’incarico che dimostra che Suo figlio ha lavorato per questa società proprio nel periodo in cui sono stati conclusi i contratti in questione e ci sono dei testimoni (i contraenti) che possono contribuire a sostenere questa pretesa.

Io consiglierei di ricorrere in giudizio per ottenere quanto dovuto oltre al risarcimento per recesso ingiustificato e, infine, per i 900 euro anticipati per la costituzione della società poi non avvenuta.

Si tratta di chiamare a testimoniare chi ha concluso i contratti con Suo figlio e di produrre tutta la documentazione necessaria. Si può procedere con un decreto ingiuntivo e poi agire per ottenere un sequestro conservativo a garanzia del proprio credito.

Di la tua!