quando la madre rifiuta il mantenimento del figlio maggiorenne

Sono  un ragazzo maggiorenne rimasto di recente senza lavoro dopo che il mio contratto a termine è scaduto.Attualmente vivo nella casa di mio padre che si è separato da mia madre alcuni anni fa.Mia madre è diventata di recente affidatari di una casa dell’ATER (casa popolare) dopo 5 anni circa di attesa.Nella richiesta di assegnazione dell’alloggio  ha dichiarato di avere 3 figli a carico (di cui uno sono io) e in base a questo gli è stato affidato un appartamento adatto alla sua esigenza. Io, con il consenso di mia madre, ho già provveduto a cambiare il mio indirizzo di residenza al Comune e si aspetta che ripristino luce acqua e gas all’appartamento in questione. Mia madre, inoltre, frequenta un uomo sposato con la quale io ho alle volte delle discussioni. Lei mi avverte sempre che se io non riesco ad andare d’accordo con quest’uomo, che non è né il convivente né il suo nuovo marito, non posso vivere con lei (che poi è il motivo per cui ora vivo con mio padre). Mi ha anche avvertito che se io vado a casa sua chiamerà la polizia che provvederà ad allontanarmi da lei visto che io sono maggiorenne e quindi non ho nessun diritto. La domanda a questo punto è scontata, mia madre ha ragione? La polizia nell’eventualità potrà farlo? Io come figlio che mia madre ha dichiarato di avere a carico, ho il diritto di vivere anch’io nella casa che gli hanno affidato o no?

Con questi pochi elementi (ad esempio senza conoscere la tua età) è difficile risponderti in modo esaustivo. Tuttavia ci  proverò per quanto possibile.

Il fatto che tu sia maggiorenne ha un’importanza relativa. Infatti tua madre anche se non mostra interesse verso il tuo sostentamento ha comunque degli obblighi nei tuoi confronti. In particolare, in via solidale con tuo padre ha l’obbligo di corrisponderti un importo per il tuo mantenimento fino a che tu non trovi un lavoro. Infatti  l’obbligo del genitore non cessa automaticamente col raggiungimento della maggiore età del figlio, anche laddove il figlio stesso abbia raggiunto un sufficiente grado di indipendenza economica. Detto obbligo, perdura finché il genitore non promuova la procedura di modifica ex art. 710 c.p.c., dando la prova che il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica, ovvero è stato posto nelle concrete condizioni per poter essere economicamente autosufficiente, senza averne però tratto utile profitto per sua colpa o per sua scelta. Sicché è tuttora un dovere del genitore contribuire al mantenimento dei figli anche oltre la maggiore età e finché questi non abbiano conseguito l’indipendenza economica.

 

 

Comments

  1. Al di là di qualsiasi cosa dica la legge, è sconvolgente una madre che caccia via di casa un figlio per "assecondare" un uomo sposato che, con tutta probabilità, va là di tanto in tanto a farsi una "passeggiata" senza alcuna responsabilità. Una donna che permette a un uomo di farle questo già di per sé mi fa pena, ma una madre che fa pagare questo conto al figlio… io chiaramente non so tutta la storia, magari ci sono altre ragioni, ma di primo acchitto non gode certo della mia simpatia.

  2. Grazie per la risposta,
    ma in particolare volevo sapere se è fattibile quello che crede mia madre.
    Nel senso, pure che io non sono al momento autosufficiente, può decidere di buttarmi fuori solo perché non vado d'accordo con il suo amico?
    Cerco di spiegarmi meglio, "l’obbligo di corrisponderti un importo" vuol dire che lei sarebbe tenuta a versare solo una somma in denaro? A quello potrei anche farne a meno, posso vivere alla giornata alla fin fine, lavorare non mi spaventa, voi che avete un blog con il motto "avvocati dal volto umano" dovreste saperlo anche meglio di me.
    Ma il punto è questo: un posto dove dormire è tenuto a darmelo o no?
    Oltretutto c'è la questione della casa popolare ottenuta anche grazie al fatto che dovrebbe viverci con i figli… insomma potreste darmi qualche dritta in questa direzione?
    Ho 23 anni comunque.
    Grazie

  3. Salvatore Gianluca S says:

    Purtroppo queste vicende sono molto complesse anche nelle piccole sfumature. Fino ad ora abbiamo sempre parlato di tua madre ma per la legge nei tuoi confronti, l'obbligo di mantenimento riguarda sia tua madre che tuo padre.

    L'art. 155 del Codice Civile stabilisce che il giudice onerato di pronunziare la separazione, debba anche determinare la misura e il modo in cui il coniuge non affidatario deve contribuire al mantenimento, all'istruzione e all'educazione dei figli. Tale contributo trova il suo fondamento nel fatto che, nonostante la separazione, entrambi i genitori restano obbligati a provvedere al mantenimento dei figli in proporzione alla rispettiva capacità di produzione di reddito. Per quanto riguarda la nozione di "diritto al mantenimento", esso è precisamente il diritto all'assistenza materiale occorrente per le normali esigenze di vita secondo le possibilità economiche della famiglia.

    Quindi, tua madre non può metterti alla porta su due piedi. Infatti se per lei potrebbe esser magari difficile pagarti un affitto o darti dei soldi, può assolvere al suo obbligo di mantenimento nei tuoi confronti, fornendoti l'alloggio. Ma non può aver tutto, ovvero metterti alla porta, senza offrirti un importo adeguato per il tuo mantenimento. In ogni caso, quindi, come accennavo nella precedente risposta, grava nei tuoi confronti un obbligo di mantenimento fino a che tu non trovi un lavoro adeguato e non raggiungi l'indipendenza economica.

    La Corte di Cassazione è intervenuta al riguardo affermando che "l'obbligo dei genitori di concorrere tra loro secondo le regole dell'art. 148 cod. civ. al mantenimento dei figli, non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età, ma continua invariato finché i genitori o il genitore interessato non provi che il figlio ha raggiunto l'indipendenza economica, oppure che è stato da loro posto nella concreta condizione di potere essere autosufficiente, ma non ne abbia tratto poi profitto per sua colpa" (Cass. 2 settembre 1996, 7990). La stessa Corte si è espressa successivamnte in tal senso anche con altre sentenze ed in particolar modo con la Sentenza 3 aprile 2002 n. 4765, I° sez civ, che parla proprio del mantenimento dei figli maggiorenni.

    Quindi tua madre ha l'obbligo di provvedere al tuo sostentamento ed in particolar modo al tuo alloggio.Diversamente potresti chiedere a tua madre un importo per il mantenimento se tu decidessi di stare da tuo padre. Infatti, la soluzione da trovare deve coinvolgere entrambi, sia tuo padre che tua madre.

    In ogni caso tua madre non può buttarti fuori di casa, ne moralmente, ne tanto meno legalmente.

  4. Salve,
    vorrei rispondere al commento di " Lady Ginevra":
    Il fatto è che quest'uomo (purtroppo per me) non va lì di tanto in tanto… sta lì quasi tutti i giorni e la aiuta sia a livello psicologico che finanziario. Purtroppo su mia madre c'è da dire anche che ha avuto una vita matrimoniale molto difficile; contro mio padre pendono accuse come violenza privata, maltrattamenti in famiglia ed altro ancora (io sono stato anche chiamato dal Tribunale come testimone per un grave episodio successo alcuni anni fa). Insomma uno di quei squilibrati che da quando hanno chiuso i manicomi girano per le strade. Tutto ciò in qualche modo la fa sentire "giustificata" moralmente dai fatti descritti nella mia domanda.
    Io spero solo che comunque, al di là di quello che abbiamo sofferto con mio padre, ci sono sempre PRIMA i figli e poi la sua nuova vita sentimentale. Proverò in futuro a farla ragionare, specie ora che so che le forze dell'ordine non hanno il diritto di tenermi lontano da mia madre. Vorrei comunque ringraziare Salvatore Gianluca Sotera per la risposta esauriente.
    Grazie mille e buon lavoro

  5. Salvatore Gianluca S says:

    in questi casi è sempre difficile dare una mano in concreto a chi ci scrive, in quanto l'aspetto familiare supera quello legale. In parole povere non ci si trova davanti due estranei che si contendono un bene, un diritto qualunque, ma una madre ed un figlio. Quindi il consiglio che preferiamo dare è quello di mediare, di sedersi accanto ad un tavolo ed esporre le proprie ragioni, cercando di venirsi incontro. Credo che farsi la guerra senza raggiungere un compromesso che assicuri serenità ad entrambi, sia comunque una sconfitta. In ogni caso, buona fortuna a te ed alla tua famiglia.

  6. Volevo rispondere stamattina, ma non avevo il tempo richiesto dalla delicatezza dell'argomento.
    E' segno di grande equilibrio da parte di Rocco riuscirsi a mettere nei panni di sua madre, come è giusto che pretenda che comunque i diritti di un figlio vengano prima.
    Purtroppo, se la madre è una persona debole, che ha sofferto molto, e oggi ha qualcuno vicino che la sostiene, trovarsi tra due fuochi può rivelarsi una situazione troppo difficile per lei. Non mi pare una donna che sappia gestire la conflittualità e allora, al di là dei legami di sangue, tende a mettersi istintivamente dalla parte di chi è più forte e la può aiutare.

    Assolutamente ingiusto, ma assolutamente umano.

  7. Se ho un figlio che mi procura solo guai prendendo multe anche elevate,guida senza patente e fa incidenti perché beve…premetto che è disoccupato e ha 38 anni…cosa posso fare per tutelarmi?posso mandarlo via di casa?potrei fargli togliere la residenza da casa mia anche se non la prende da nessuna altra parte ?come posso fare per evitare dei pignoramenti in quanto ha la residenza con me?grazie infinite

  8. Salve ho 33anni,ho perso mio padre già da tempo e con mia madre non ho alcun rapporto da molti anni. Non ho mai chiesto nulla, non voglio avere, ne dare.. Ma Un dubbio mi sorge, come figlia in caso le accadesse qualcosa,legalmente dovrei rispondere io.. è possibile evitarlo? Anche perché ho paura che potrà appellarsi al diritto di nonna, posso tutelare me e la mia famiglia? Grazie

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