Devo pagare mantenimento e mutuo. Cosa posso fare?

sono separato da un anno e la casa coniugale è stata concessa all’ex coniuge con un minore. Sulla casa, acquistata in comunione dei beni, pende un mutuo che viene pagato da entrambi al 50 %.. Io ultimamente non riesco a pagare la mia quota e l’ex coniuge mi ha riferito che paga lei e che mi eserciterà il pignoramento nei miei confronti….io non riesco ad arrivare alla fine del mese… percepisco 1100 euro al mese e verso 200 euro di alimenti per il figlio e 265 euro per il mutuo… devo togliere anche 350 euro per l’affitto….. posso vendere la mia quota di casa ? può pignorarmi lo stipendio ? sono disperato.. potete darmi un consiglio ? l’ex coniuge non vuole minimamente comprare la mia quota ed io non riesco a venderla a nessuno ……. resto in attesa di un vostro riscontro…..Grazie…

Potrebbe rinunciare alla casa, chiedendo alla moglie di accollarsi il mutuo integralmente chiedendoLe anche di liquidarLe la parte che ha pagato fino ad oggi.

Per quanto riguarda lo stipendio, si tratta di somme dovute a seguito di un atto esecutivo di un giudice, di conseguenza il creditore (la moglie) potrebbe effettivamente procedere a pignoramento.

Comments

  1. Gentile avvocato,

    nel caso una moglie, dato che il marito sta chiedendo la separazione, decide di licenziarsi dal suo part time per l'unico motivo (dimostrabile) che vuole gravare economicamente il più possibile su di lui e quindi chiedere al giudice un mantenimento maggiore può farlo? Oppure il marito, anche se ha un buon reddito, può far presente al giudice che essendo il motivo del licenziamento solo una ripicca e una vendetta nei suoi confronti e quindi chiedere che lei torni a lavorare alle medesime condizioni che le hanno permesso negli anni di occuparsi dei figli?
    La ringrazio tantissimo
    Giovy

  2. Se uno potesse liberamente decidere di licenziarsi allo scopo di farsi mantenere da un altro, allora non lavorerebbe più nessuno.
    E' chiaro che il giudice dovrebbe tenere conto di un simile comportamento anche ai fini dell'affidamento dei figli

  3. Per quanto riguarda il mutuo della casa al 50%non pagato DA PARTE DEL MARITO, alla banca non interessa chi non paga si rivale eventualmente su entrambi,.
    La moglie non può fare giudizialmente niente in quanto non è creditrice ma bensì la banca ma su entrambi i coniugi ed eventualmente la rivalsa è sulla casa.
    Quindi se la moglie si vuol mantenere la casa paga il mutuo per intero e diventerà proprietaria di una percentuale maggiore a fine mutuo oppure si accorderà per venderla.

    (da esperienza visuta)

  4. "Se uno potesse liberamente decidere di licenziarsi allo scopo di farsi mantenere da un altro, allora non lavorerebbe più nessuno."
    Gentile avvocato
    grazie per la risposta che appunto è di una logica inoppugnabile ma dato che la legge italiana consente ad una donna, basta che sia stata sposata qualche anno o qualche mese, di parassitare sulle spalle del lavoro di un uomo per TUTTA la vita, cosa profondamente ingiusta e illogica, mi aspetto le peggiori nefandezze e dato che sto con un uomo che a fatica sta cercando di separarsi sono profondamente angosciata.
    Temo che non riusciremo mai a farci una vita nostra perchè lei (che è del genere assatanato senza vergogna mentre esistono anche le ex dignitose che non ne approfittano lo so) ci starà sempre addosso a chiedere sempre più soldi. Volevo chiederle ma un giudice non può obbligare queste donne a provvedere a loro stesse con un lavoro come fanno tutte le persone normali? Ad esempio da un part time spingerle (è il nostro caso) a fare un full time in modo da potersi mantenere da sola e MAGARI porvvedere per la sua parte anche la mantenimento dei figli?La prego mi dica sta cambiando qualcosa nei Tribunali secondo lei che ha un'esperienza quotidiana i giudici iniziano a rendersi conto che dopo una separazione uno vorrebbe avere i mezzi per potersi rifare una vita? Altrimenti cosa ci si separa a fare?
    Mi scusi ma oggi sono aprticolarmente agitata e la sensazione di essere vittima di un'ingiustizia insieme al mio compagno mi stravolge la vita.
    Grazie molte per la sua disponibilità.

  5. La non volontà di cercare di provvedere a se stessi deve senz'altro essere tenuta in considerazione dal giudice che deve distinguere tra oggettiva impossibilità di ottenere un impiego e mancanza di volontà nel farlo. E di conseguenza deve provvedere. Qualcosa sta effettivamente cambiando, ma il processo è lento.

  6. barbara says:

    Io convivo con un uomo divorziato dal 4 aprile 2011 abbiamo un figlio di 6 mesi di là ha 3 figli che neanche lo guardano abbiamo una impresa di pulizie e siamo sull'orlo del fallimento la ex convive nella casa del mio compagno col suo convivente e i figli di cui 1 lavora l'altra non ha voglia e va a scuola ..è maggiorenne e l'ultima ha 10 anni..lavorano in 3 su 5 potrebbero lavorare 4 su 5 non pagano l'affitto noi invece abbiamo 60 euro di affitto + siamo soci lui 51 io 49 nell'attività che sta andando a quel paese dobbiamo interrompere 1000 euro di mantenimento al mese altrimenti io il bambino di 6 mesi e il mio copagno andiamo sotto al ponte premetto che la lasciato lei in più ci sputtana su facebook ma l'abbiamo denunciata e presto denunceremo anche la figlia maggiorenne che scrive cattiverie d continuo..Equitalia ci ha pignolato il conto corr della ditta ….

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