Mia figlia, dopo la separazione, non vuole più vedermi

Sono separato consensualmente dal 21 ottobre mia figlia di 13 anni ci è stata affidata congiuntamente ma vive con la madre nella casa per 1/3 anche mia. Durante l’udienza è stata convocata anche la bambina spinta dalla madre a venire. Dopo che il giudice l’ha ascoltata ha ritenuto opportuno che fosse la bambina a decidere quando aveva voglia di stare con me. Premetto che i miei doveri legali dopo la sentenza sono mantenimento di 600 euro per la bambina e 300 euro per la mia ex moglie più la metà delle spese mediche e scolastiche; tutti gli extra alla madre. Da quella data sono cambiate molte cose. La bambina non vuole più stare con me non vengo più informato dalla madre ne’ della situazione scolastica ne’ tanto meno della salute di mia figlia inoltre la mia ex mi vieta di andare a trovare mia figlia anche quando sta male;se provo a contattare telefonicamente la mia ex lei mi respinge la comunicazione. Durante questo periodo sono state avanzate richieste di soldi da parte di mia figlia per pagare gli extra che la madre non riusciva a pagare tutto questo tramite telefono perchè la bambina non vuole vedermi. Dopo la mia indignazione a non pagare anche mia moglie è intervenuta accusandomi davanti alla bambina di non essere un buon padre. A oggi mia figlia e la mia ex non rispondono alle telefonate ed io non so come devo agire per vedere mia figlia grazie attendo al più presto risposta.

Quando c’è di mezzo una separazione, soprattutto quando i bambini coinvolti si affacciano all’adolescenza, succede spesso che questi tendano a colpevolizzare ingiustamente l’uno o l’altro genitore perchè vedono nei litigi del papà e della mamma una sorta di sbaglio che deve essere punito.

Non conoscendo bene la situazione azzardo che, forse, è quello che è successo a Sua figlia, magari “spinta” dalla mamma, il genitore che, nella circostanza, frequenta più spesso.

Ma tutto questo, perfettamente naturale, non osta a che l’altro genitore renda visita e frequenti il proprio figlio, non solo in quanto diritto costituzionalmente garantito, ma anche e soprattutto perchè dovere nei confronti della prole che deve essere cresciuta, mantenuta ed educata da entrambi i genitori.

Inoltre, da quello che ho capito, esiste anche un provvedimento del giudice che Le consente questo diritto, visto soprattutto che l’affidamento è condiviso. Le ricordo che la collocazione esprime solo una naturale esigenza del minore a trovare stabilità presso un’unica dimora.

L’art. 155 nuovo testo del codice civile afferma che la potestà è esercitata da entrambi i genitori e che: Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”.

E’ chiaro che può essere accaduto che la bambina sia risentita nei Suoi confronti oppure (ma è solo un’ipotesi) che ella sia stata istigata per così dire dalla madre a serbare rancore nei Suoi confronti, ma questa non è certo una situazione legittima.

E così come il giudice ha sentito, prima di adottare la decisione, la bambina in base al disposto dell’art. 155 sexies c.c., così anche può chiedere di risentirla laddove Lei ne faccia richiesta spiegando la situazione e il rifiuto della piccola a intrattenere rapporti con Lei.

Non è escluso che il giudice, al quale puo’ senz’altro rivolgersi, possa sancire la necessità di sentire uno psicologo per una consulenza utile al fine di ripristinare il rapporto con la bambina, nell’interesse preminente della stessa.

Laddove poi, eventualmente, si dovesse appurare che la scontrosità della bimba sia dovuta a comportamento della madre volto a soggiogarla, ciò potrebbe essere motivo per richiedere l’affido esclusivo in suo favore.

Comments

  1. Non esiste giudice che possa costringere una figlia adolescente a nutrire un rapporto di affettocon il padre.
    Esiste il dovere da parte di una madre di aiutare la figlia a vivere una relazione il più possibile serena con l'altro genitore.
    E da parte del padre di diventare sempre più competente e bravo nei confronti della figlia.
    Le relazioni che già sono delicate nel periodo dell'adolescenza, lo possono diventare ancora di più a causa della separazione.
    Com'era la relazione del padre con la figlia prima della separazione? C'era attenzione, ascolto, dialogo? Se sì, tutto questo dovrà essere potenziato. Se no, dovrà essere reinventato, sempre con la collaborazione della madre.
    Sono necessari amore e pazienza e anche molto buon senso.
    Nessuno coinvolga i figli nelle proprie problematiche!

    • patrizia says:

      Concordo pienamente! Ho lo stesso problema con mio figlio che oggi ha 15 anni e non vuole piu vedermi ne’ sentirmi da due anni. Complice il padre che lo ha coinvolto e persuaso a decidere chi amare e chi frequentare. Reinventare la comunicazione, laddove in figlio sia plagiato non e’ cosa semplice. La legge sulla carta potrebbe e dovrebbe fare molto ma purtroppo la realta’ e’ sostanzialmente diversa. Il genitore con cui vive il figlio puo’ permettersi qualunque cosa. Inoltre le lungaggini burocratiche non aiutano. Sono amareggiata e indignata. Lasciarsi significa restare genitori e il nostro compito sarebbe aiutare i nostri figli ad allargare il concetto di amore, facendo in modo di considerare l’idea che anche se non sotto lo stesso tetto ci si puo’ amare e rispettare.

      • La separazione o comunque l’affido sono stati regolamentati? Nel caso, cosa ti impedisce ti far valere il titolo che attualmente governa la crisi familiare?

      • sta succedendo stessa cosa a me..la mia ex moglie e ex suocera hanno plagiato mio figlio di 15 anni..da 2 non parla con me..e non so proprio cosa fare..anche la psicologa poco professionale non ha cavato un ragno da un buco..chiedo aiuto a chi puo aiutarmi..mi scriva mail privatamente grazie

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