il capo dello Stato italiano… risponde alle mail

Mi piace molto questa notizia, oramai un po’ vecchiotta ma sempre interessante, presa da “Repubblica” che evidenzia come il Presidente della Repubblica abbia sentito l’opportunità di rispondere con un proprio comunicato stampa alle migliaia di email che gli erano arrivate. Al di là dei profili politici e costituzionali che la cosa potrebbe presentare, con una accentuazione giudicabile forse eccessiva del ruolo e della figura del Presidente della Repubblica, mi piace molto sottolineare come gli strumenti di internet siano definitivamente usciti dal virtuale e siano in grado di generare campagne di effettivo impatto sulle istituzioni e anche momenti di dialogo, sia pure minimi come questo. Non è vero che internet è utile solo negli USA perchè c’è Obama, anche nel nostro Paese si sta muovendo qualcosa, soltanto ci vorrà molto più tempo e molta più pazienza (ts).

ROMA – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha diffuso una nota di precisazione in merito agli appelli che, in queste ore, sono giunti al Quirinale per sollecitare il capo dello Stato a non promulgare il decreto di riordino della scuola elementare (ancora all’esame delle Camere), una volta approvato dal Parlamento. E – nel giorno dell’ennesima protesta del mondo delle università – ricorda che “Il presidente della Repubblica non può esercitare ruoli che la Costituzione non gli attribuisce”. Il riferimento è anche a una delle iniziative lanciate per contrastare la riforma del ministro dell’Istruzione, ovvero una catena di sms in cui si invita ad andare sul sito internet del Quirinale e poi, cliccando su “posta”, a mandare una email a Napolitano “per chiedergli – si legge nell’sms – di non firmare il decreto Gelmini. Se ne arrivano almeno 2000 – è scritto ancora nel messaggino – si può bloccare”.

“Giunge in questi giorni al presidente della Repubblica – si legge in una nota del Colle – un gran numero di messaggi con i quali da parte di singoli, e in particolar modo di insegnanti, nonché da parte di talune organizzazioni, gli si chiede di non firmare il decreto legge 137 o, più propriamente, la legge di conversione di tale decreto. Pur nella viva attenzione e comprensione, da parte del presidente, per le motivazioni di tali appelli, si deve rilevare innanzitutto che il Parlamento non ha ancora concluso l’esame del provvedimento in questione”.

“Inoltre – prosegue la nota – secondo la Costituzione italiana, è il governo che si assume la responsabilità del merito delle sue scelte politiche e dei provvedimenti di legge sottoposti al Parlamento, che possono essere contrastati e respinti, o modificati, solo nel parlamento stesso”.

“Il capo dello Stato – conclude la nota – non può esercitare ruoli che la Costituzione non gli attribuisce: la stessa facoltà di chiedere alle Camere una nuova deliberazione sulle leggi approvate incontra limiti temporali oggettivi nel caso della conversione di decreti-legge, ed il presidente ha in ogni caso l’obbligo di promulgare le leggi, qualora le stesse siano nuovamente approvate, anche nel medesimo testo” (13.10.2008, la Repubblica).

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Gabriele Bottaro says:

    Ho scritto una lettera al premier Berlusconi alcuni mesi fà a palazzo chigi, ma a tutt'ora non mi è pervenuta risposta. Ho scritto perchè ho bisogno di aiuto. Mi può aiutare? confido in una risposta. grazie

  2. rigoni.giuseppe says:

    Caro presidente, scusami se ti do del tu, ma vedi, il rispetto che ò per cio che rappresenti travarica i rapporti tra le persone, L'italia moderna ha sempre avuto i suoi presidenti, ed anche i suoi politici corrotti, in passato la consuetudine voleva che, quando i politici travaricavano nell'assurdo, come sta succedendo adesso, ebbene in quei momenti, i presidenti che ti hanno preceduto, li hanno sempre convocati in Quirinale, dandole l'ultimato se non il buon servito.
    Tu al contrario aspetti, che la politica decanti se stessa, in un conflitto tra chi domina la scena e la magistratura, indegno di uno stato democratico, come mai ti ostini a fare silenzio? aspetti forse che la menzogna del (mandato popolare) si consolidi? E che a prevalere siano i nemici dello stato? Rigoni G.

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