adozione, assitenti sociali e Tribunale per i Minorenni

Egregio dottore, ho una compagna che è una ragazza madre. All’età di 17 anni è stata violentata da un delinquente della zona e lei non ha voluto riconoscere la paternità. Vivendo a casa dei genitori che l’hanno adottata all’età di 7 anni con una procedura molto anomala nel senso che sia la carta di identità, il certificato di nascita hanno il luogo di nascità diverso. Con atteggiamenti non troppo chiari nei suio confronti al momento di sapere che era incinta l’hanno inviata fuori di casa. Attraverso un barbone della stazione e dopo una sua parente ritorna a casa. Voleva abortire e la madre l’ha proibito; dopo la nascita i suoi genitori si sono affezionati alla bambina e hanno mantenuto un rapporto quasi sereno con la figlia adottiva, la figlia ha iniziato a lavorare come barmar in bar della zona per aiutare sua figlia. Un giorno vengono interpellati dall’assistente sociale che con una imposizione forzata le fa firmare un documento di abbandono a cedere la bambina ai propri genitori. Al momento della comparizione con il giudice la ragazza non è stata avvertita e i genitori hanno avuto la piccola in affidamento temporaneo successivamente l’assistente sociale con il psicologo stanno cercando di capire se la madre è in grado di curare e mandenere la figlia attraverso una relazione da inviare al giudice. I miei questiti sono: 1 – Può questa ragazza difendersi a queste ingiustizie attaccando legalmente l’assistente sociale che imponeva di dare la bimba al padre che vive in carcere con una condanna di spaccio di droga all’ingrosso ed armi con condanne di oltre 18 anni? 2 – Possono i genitori adottivi rubare alla propria figlia la piccola? E da una mia indagine la figlia fu prelevata in Romania da un carcere di massima sicurezza Jilava durante il periodo brutto della Romania senza l’assenso dei genitori e senza una documentazione valida quindi un certificato di nascita con indicazione della maternità e paternità e senza la traduzione dell’ambasciata italiana in Romania. 3 – qual’è l’iter che l’assistente sociale e il psicologo devono fare a convingere il giudice per restituire o togliere la bambina alla madre? Posso come suo compagno dare le mie condizioni economiche e la mia casa (attualmente vive con me) come garanzia? Inoltre, sono dipendente statale (dirigente di biblioteca). Il psicologo ha voluto parlare con me e lei ha capito che esiste una procedura molto strana da parte dell’assistente sociale che anche all’epoca ha seguito l’adozione di questa ragazza madre. Ha chiesto un confronto tra lei e i genitori della ragazza. Intanto non posso sposarla perchè il certificato di nascità è fasullo e il comune non può rilasciare nessuna documentazione inoltre la scuola non può rilasciare nessun titolo acquisito dalla ragazza. Questi genitori hanno causato un danno enorme e non vogliono dare nessun aiuto economico e morale alla ragazza che dopo aver firmato il documento l’hanno inviata via di casa. Dopo il mio intervento di forza attraverso il 113 i polizzioti imponevano di rispettare le condizioni del giudice. Se potete darmi una indicazione come meglio aiutare questa ragazza. In attesa di una vostra risposta sperando che arrivi prima del 29 aprile data di incontro con il psicologo, l’assistente sociale e i suoi genitori avere dei dati da poter contestare, porgo i miei più distinti saluti (Francesco, via posta elettronica)

Ti rispondo subito solo per dirTi che la questione è troppo complessa e delicata per essere affrontata in un blog.

Tra l’altro ci sono tante altre cose che dovrei sapere per risponderTi: parli di due vicende che sovrapponi e non è facile capire, da quello che scrivi, come stanno le cose.

Il mio consiglio è che facciate seguire l’intera vicenda da un buon avvocato perchè da soli dubito che ne riuscirete a venire a capo data la complessità delle questioni.

In bocca al lupo.

About Antinisca Sammarchi

Avvocato tra Casalecchio di Reno (dove vivo) e Vignola. Convivo e abbiamo la fortuna di avere la compagnia di due splendide gatte europee, Triplette e Mimì.

Comments

  1. Risposta diplomatica. Io quando ho letto questa lettera sono inorridita, intanto per il pessimo italiano di una persona che si presenta come dirigente di biblioteca, e poi per una storia così inconsistente che anche in un contesto così pressapochista come ha fama d'essere quello italiano risulta difficile a credere.

    Io personalmente, pur essendo convinta che tribunali, psicologi e assistenti sociali possono sbagliare, sento odore di bruciato…

    • Michele says:

      Lei si sente in dovere di correggere l'italiano e non la sua presunzione. Mi chiedo l'aspetto umano dov'è?
      Questa storia è vera ma lei non è vero.
      E' un qualunquista che è convinto che la legge italiana sia da cambiare ma in realtà nessuno ha forza di denunciare queste situazioni.
      La legge italiana è molto complessa e giusta, ma il contorno che è fasullo, cioè tutti quelli che cercano di capire molte volte non sono in grado di giudicare.

      Ringrazio il dottore ho già consultato un avvocato.

      • Io non ho corretto l'italiano, ho preso solo atto del tipo di linguaggio usato. L'aspetto umano passa anche attraverso il capire come si esprime l'altro, perché esiste un linguaggio paraverbale, oltre a quello non verbale che in questo contesto non può trovare posto.

        Comunque sono una donna, perché si rivolge a me al maschile? Che significa qualunquista? E' un altro termine che suona bene e che usa dunque in maniera indiscriminata?

        Lei è convinto che la legge italiana sia giusta? Per caso la conosce? Sa "quanta" legge c'è in Italia?

        Io sono arrivata a leggere questa lettera perché tratta problemi che ho a cuore, ma ci sono troppe cose che non mi suonano, forse semplicemente perché una storia con tante sfaccettature è stata condensata per forza di cose in un riassunto che non le rende giustizia.

        Dall'affermazione "Ho già consultato un avvocato" sembrerebbe l'autore dell'e-mail, anche se quella era firmata Francesco e il commento invece Michele, ma insomma, dal mio punto di vista, non è che faccia differenza.

        Buona serata.

  2. Solo a titolo informativo: noi -di prassi- per tutelare l'anonimato cambiamo sempre i nomi delle persone che ci inviano quesiti.

    • La ringrazio, avevo immaginato qualcosa del genere. Qualcuno usa omettere totalmente il nome, indicando "lettera firmata" al posto dell'autore.

      Mi auguro comunque che per la situazione di Michele e della sua compagna si trovi una soluzione che possa dar loro finalmente un po' di serenità.

Di la tua!