la ristrutturazione della vecchia stalla e i confini

Ho comprato un rudere che una volta era adibito a stalla. Una parete era il muro divisorio fra le due stalle che poi la mia vicina ha demolito. Sempre la mia vicina asserisce che quel muro è di sua proprietà. Il mio geometra asserisce che il muro in proprietà al 50% era un muro di pietre fatto a volta che si vede chiaramente essere stato abbattuto, per fortuna solo in parte, dal confinante per cui per me il confine si trova a metà del muro abbattuto mentre per la mia vicina il muro di mattoni che lei ha fatto costruire in quanto demolendo la sua parte è caduta anche la mia è di sua proprietà ed anche il confine. Dalla foto interna della stalla si vede bene la ricostruzione moderna. Un altro particolare è che dall’entrata principale c’è una pietra fatta ad angolo che presuppone il confine massimo della casa che secondo noi appartiene a noi. La nostra vicina dice di no. Quali consigli mi potete dare per far chiarezza sui confini. E’ vero che esiste una situazione di fatto ed anche un libretto delle misure?

Purtroppo non ci sono consigli speciali da dare in materia, l’unico sistema, se non si riesce a risolvere la questione negoziando con la vicina, è quella di instaurare una causa di regolamento dei confini.

Queste cause sono sempre basate sull’acquisizione di una CTU tecnica, ciò significa che verrà nominato un tecnico dal Tribunale che, in base all’osservazione dei luoghi e della documentazione disponibile, farà le sue osservazioni circa il luogo in cui più probabilmente corre la linea di confine. Naturalmente, con la causa di regolamento di confine può incrociarsi, e spesso si incrocia, una questione di usucapione: può darsi che un tempo la linea di confine fosse su un punto ma che oggi vada considerata su un altro punto perchè magari è intervenuto l’acquisto per usucapione di una porzione di terreno o di un corpo, o parte di, di fabbrica.

Trattandosi di immobili, nonostante il costo e la lunga durata dei procedimenti giudiziari, conviene quasi sempre, per tutelarne il valore, promuovere le relative causa, anche per potere un domani venderli senza questioni a potenziali acquirenti, in caso di necessità di realizzo, quindi il mio consiglio sarebbe quello di promuovere la causa, perchè almeno, al termine della stessa, o prima se, una volta notificata la citazione, ci sarà modo di trovare un accordo, si sarà raggiunta la certezza sull’estensione dell’immobile.


About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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