l’accertamento di conformità per opere interne eseguite in assenza di DIA.

Ho necessità di presentare un accertamento di conformità per alcune OPERE INTERNE eseguite in ASSENZA di D.I.A. ed ho alcuni quesiti che vorrei sottoporre. Premesso che i lavori interessano un appartamento il cui soggiorno aveva una superficie inferiore ai 14 mq (l’edificio è ante DM 1975) e consistono nello spostamento del vecchio bagno per ottenere un soggiorno con angolo cottura con superficie conforme ai disposti del DM 1975 ma a discapito della superficie di una camera che, con il nuovo assetto, non raggiunge più il limite minimo di 14 mq. stabilito da una norma del regolamento edilizio (“ogni u.i. deve avere almeno una camera con superficie minima di 14 mq.”). Chiedo: E’ sanabile questo tipo di intervento in quanto di adeguamento igienico-sanitario? (non si rispetta una norma igienico-sanitaria stabilita dal R.E. ma adeguo l’u.i. alla normativa nazionale vigente). Questo è uno dei casi in cui è necessario il parere tecnico-discrezionale dell’USL per riuscire a ottenere la sanatoria (o comunque l’assenso all’esecuzione delle opere)? Cosa succede se le opere non sono sanabili? Il comune può ordinare la rimessa in pristino per opere cosiddette “minori” o irrora una sanzione amministrativa e l’appartamento può comunque essere reso agibile?

 

Purtroppo non riesco a risponderti e quindi ad esserti utile, in quanto tale materia, è disciplinata spesso in modo molto diverso da comune a comune. Per essere certo di non commettere errori e di non incorrere in sanzioni dovresti provare a porre questi quesiti all’ufficio tecnico del tuo comune di appartenenza.

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