la chiusura del fondo gravato da servitù di passaggio

A seguito di successivi frazionamenti e donazioni un’appezzamento di terreno con abitazione centrale che è collegata alla pubblica su due lati da una parte da una strada asfaltata e dall’altra da una sentiero vicinale in terra (inpraticabile in caso di pioggia) conta sette diversi proprietari, 6 dei quali vi hanno abitazioni ed annessi. Al momento il proprietario dei due appezzamenti esterni (il settimo), che non vi risiede e non ha alcun immobile su tali terreni agricoli, che si affacciano sulle strade comunali pur non avendo un accesso diretto a questa “via privata”, che attraversa tutte le proprietà, la percorre a qualsiasi ora del giorno e della notte sia con automezzi che con trattore a cingoli. Visto che i suoi 2 appezzamenti di terreno hanno ognuno accesso alla pubblica via che delimita la proprietà è possibile far decadere la sua servitù che gli deriva dal fatto di essere il figlio dell’ex proprietario di una parte della casa colonica posta al centro dell’appezzamento. Sempre in relazione a servitù di passaggio ora il mio appezzamento di terreno con annesso colonico è rimasto intercluso all’accesso sulla pubblica via. L’accesso è possibile attraversando il cortile di una abitazione sulla quale abbiamo una servitù di passaggio. Ora il proprietario di questa abitazione vorrebbe installare uno o due cancelli. I cancelli dovrebbero, così ci ha detto, essere del tutto automatici, vale a dire predisposti all’apertura solo per avvicinamento. A parte le considerazioni sull’utilità di un cancello che si apre chiunque di avvicini, volevo chiederVi se la cosà è legale anche in considerazione del fatto che la ns. proprietà è recintata e provvista di cancello con video citofono e che questi nuovi cancelli si troverebbero a diverse centinaia di metri dal ns. cancello. Inoltre come ci dovremmo comportare qualora anche dietro ns. diniego e diffida si proceda comunque nell’installazione di tali cancelli ?

Per quanto riguarda il primo quesito, e cioè la possibilità che una servitù costituita a suo tempo per interclusione, venga meno o si estingua per effetto del venir meno della situazione di interclusione e quindi per il cambio dell’assetto viario della zona, ti rimando ad un precedente post in cui ci siamo già occupati della materia.

Per ciò che riguarda, invece, il secondo aspetto, si tratta di un problema molto complesso, che riguarda il contemperamento tra le esigenze del proprietario di poter chiudere in qualsiasi momento il suo fondo e la tutela dei diritti esistenti di servitù di passaggio, risolto in modi molto contrastanti dalla giurisprudenza. Oggi si tende a ritenere che il proprietario di un fondo servente, sul quale grava cioè una servitù di passaggio, possa chiudere lo stesso, dando comunque le chiavi del cancello ai titolari della servitù e sistemando o consentendo di sistemare gli impianti tecnologici (come ad esempio i citofoni) in modo da consentire un uso corretto da parte di tutti i soggetti interessati all’operazione.

Qualora il proprietario del fondo servente, nonostante un vostro diniego, procedesse comunque all’installazione dei cancelli, lo strumento è quello del ricorso per provvedimenti d’urgenza ex art. 700 e di tipo possessorio, però va valutato bene, alla luce di quanto richiamato nel paragrafo precedente, il fondamento di tale eventuale iniziativa.


About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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