Mi chiamo xxx e ho 29 anni, ho visto per caso il vostro blog, volevo gentilmente porVi alcune domande su un caso personale che mi riguarda direttamente,e che ritengo un po complicato, Vi dico subito che io sono cittadino austriaco dalla nascita,ma sono nato qui in Italia,a xxx, ed ho frequentato le scuole e ho vissuto sempre qui,(in provincia di xxx per la precisione),chiarisco che non ho la cittadinanza italiana,solo la residenza ed il permesso di soggiorno permanente. Arrivando quindi al punto,volevo sapere,come si possono ottenere gli alimenti di ben 18 anni (e più) dal proprio padre,che mi ha lasciato all'età di un anno solo con mia madre,considerando che esso se ne è andato e risiede tuttora all'estero (in xxx esattamente) ed essendo egli cittadino xxx? Ho letto qualcosa sul sito giuridico europeo, ma non ho chiaro come devo agire, se devo rivolgermi alle istituzioni qui in Italia, in Austria o in xxx (dove ho uno zio giudice) Le confermo che so dove mio padre risiede e che ha un attività remunerativa in funzione, mia madre lo ha incontrato qualche mese fa (dopo anni in cui non si sapeva se fosse vivo e dove fosse) per testimoniare a suo favore per altri guai giudiziari che lo vedono coinvolto lì in xxx,tentando di mantenere un rapporto "pacifico" per convincerlo a svolgere quello che è il suo dovere di padre nei miei confronti,iniziando in primo caso a risarcire 18 anni e oltre di mantenimento da parte sua (anche se tempo dopo si è sposata con un italiano,ma penso che questo non riguardi il caso,dato che ha sempre lavorato). Purtroppo,dopo che la testimonianza è andata a buon fine e dopo parole di conforto nei nostri confronti (essendo al corrente che siamo in difficoltà finanziarie a causa della crisi e del poco lavoro,nessuno nel mio caso,cassa integrazione parziale mia madre,crisi in cui versano le aziende qui),non sembra esserci nessuna intenzione da parte sua di adempiere ai suoi doveri,e poichè è una persona dal cosiddetto "braccino corto",mi vedo costretto a fare pressione legale per ottenere ciò di cui ho diritto. Volevo quindi sapere, cosa devo fare ed è possibile chiedere anche danni morali o esistenziali, dato che tutt'ora mi sento come un figlio non voluto veramente, privato del suo affetto, preso in giro e in condizioni di precarietà lavorativa, considerando anche che non ho potuto finire gli studi universitari(che frequentavo con ottimo profitto,con borsa di studio parziale e che ho pagato con i soldi dei miei pochi anni di lavoro) a causa anche di un supporto famigliare economico che lui,almeno in parte, poteva darmi!
Il caso è piuttosto complesso e andrebbe, prima di prendere iniziative giudiziarie vere e proprie, studiato attentamente per verificare la sussistenza della giurisdizione italiana e i conseguenti problemi, in caso affermativo, a far valere la sentenza italiana nello stato estero in cui risiede tuo padre e di cui è cittadino.
In Italia puoi sicuramente fare innanzitutto una denuncia penale per mancata corresponsione degli alimenti, ai sensi degli art. 570 cod. pen., questa sicuramente "procedibile" nel nostro Paese, visto che il reato si è consumato in parte nel nostro territorio, che potrebbe essere utile per iniziare a intervenire sulla situazione. Nel procedimento penale che si aprirebbe, potresti poi costituirti parte civile e chiedere anche i danni morali derivanti dall'avvenuta commissione del reato.
Per quanto riguarda, invece, l'azione civile, la scelta di radicarla nel paese di residenza di tuo padre potrebbe essere interessante, perchè sicuramente il titolo colà formato non avrebbe problemi ad essere poi messo in esecuzione. Sicuramente l'azione si può fare in quel paese, su questo non ci possono essere dubbi. Quindi questa potrebbe essere una prima opzione. Non conosco però quali possano essere i costi della giustizia in quel paese, è sicuramente opportuno informarsi adeguatamente e chiedere qualche preventivo.
L'azione in Italia potrebbe essere una seconda alternativa, ma ne andrebbe attentamente verificata la fattibilità sotto il duplice profilo della sussistenza della giurisdizione, che io direi sussistere ma che andrebbe appunto approfondita con precisione, e della utilizzabilità del titolo all'estero.
A mio giudizio, nel tuo caso potrebbe essere consigliabile innanzitutto scrivere, tramite un tuo legale di fiducia, una lettera a tuo padre in cui gli chiedi di iniziare a corrispondere gli alimenti, nonchè gli arretrati dal momento della nascita ad oggi, prospettando, in caso contrario, l'inizio dell'azione sia civile che penale. Dopodichè, in caso che la diffida non avesse effetto, valuterei per prima l'azione penale, che è la più semplice, considerata la situazione, e solo in seguito quella civile, da radicare all'estero o in Italia secondo le considerazioni sopra svolte.


Grazie mille per la risposta,adesso ho un po di chiarezza,per conferma,quindi si agisce in base alla residenza mia(Italia) e quella del creditore(Pxxxxxxx),di conseguenza la mia cittadinanza non influisce,giusto? Volevo sapere ancora,se nel caso si proceda in Italia,quanto lunghi sono i tempi di esecuzione,ma sopratutto,come si fa a quantificare la somma degli alimenti arretrati e interessi,ho letto che lo può fare
un avvocato con le tabelle ISTAT,è vero? Lo chiedo perchè penso che la cosa si possa risolvere senza l'uso della legge o legali,ma vorrei comunque avere in mano una cifra calcolata giustamente su basi legislative da presentare al diretto interessato che, se non adempirà agli obblighi spontaneamente,mi vedrà costretto ad usare il metodo efficace "avvocato,tribunali & Co." Pensavo eventualmente,sapendo la cifra degli alimenti e interessi,di fare un documento notarile a convalida di ciò che deve versare,è un'idea sbagliata o è sempre meglio affidarsi ad un legale per avere un documento che comprova la cifra e l'obbligo dell'interessato di pagamento. Scusate se vi faccio perdere ancora del tempo,giuro che sono gli ultimi dubbi che vi chiedo di dissipare.Grazie e ancora Grazie!!!