Si può appellare la sentenza di separazione?

Salve, cercherò di condensare la problematica. Mi ritengo un padre fortunato in quanto esco da una separazione con l’affidamento, sia pur condiviso, di mia figlia, assegnazione della casa coniugale, ecc. Nel corso dell’ultima udienza il giudice ha tra l’altro detto alla signora che avrebbe dovuto provvedere a versare in favore di due delle mie tre figlie, economicamente non autosufficienti, una somma di 50 euro a testa, invitando anche la signora a cercarsi un lavoro per ottemperare a quanto lo stesso diceva. Per la terza, a specifica domanda del giudice, asserivo che la stessa lavorasse, sia pure saltuariamente ed era in attesa di contratto presso un panificio. Ordunque quando riesco ad avere i  mano la sentenza, con mio grande stupore mi accorgo che il giudice ha completamente stravolto le proprie affermazioni. Ovvero stabilisce che la madre debba provvedere in via esclusiva ai bisogni della maggiorenne (che lavora) in quanto il sottoscritto non aveva avuto a che ridire sul fatto che mia figlia stesse vivendo con la madre (cosa che è totalmente falsa in quanto mia figlia vive da sola dal 23 aprile 2009 – l’udienza c’è stata il giorno 5 marzo 2009). Le altre due invece sono state affidate in toto al sottoscritto (1 è iscritta alla facoltà di Architettura e l’altra scuola superiore). La signora ha facoltà di vedere la minore, ma sono esattamente 2 anni che  mia figlia è stata dimenticata dalla “madre”. Mi sembra che sia intervenuto a mi insaputa un qualche accordo tra il “mio avvocato” e quello della signora, tralasciando la cifra che costui mi ha richiesto come parcella, per me SPROPOSITATA (manco se avessi commesso un omicidio). Che cosa si può fare? Ringrazio e complimenti per il vostro Blog. Cordialmente

Momentaneamente fa testo esclusivamente la sentenza del giudice che, però, può essere appellata secondo la legge. In alternativa, se si tratta di modificare solo alcuni aspetti di provvedimenti non definitivi, si può proporre un ricorso in qualsiasi momento al medesimo giudice.

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