assegno una tantum

Sono separato consensualmente dal 2004. Non abbiamo avuto figli e pago 500 euro di alimenti.Ho un impiego fisso e guadagno 2600 euro mensili netti. Ho una casa di proprietà con un mutuo da pagare di 500 euro. Mia moglie è artigiana e, credo, svolge diverse attività saltuarie e in nero, e quindi risulta disoccupata. Mi chiede per un divorzio consensuale 60.000 euro una tantum come assegno divorzile. Vi sembra equo? Come viene normalmente determinato (esite un algoritmo) l’assegno divorzile? In alternativa, se smetto di pagare gli alimenti, quale procedura deve seguire il suo avvocato, e quali sono i tempi e i costi per ottenere la distrazione del mio stipendio. Grazie (Giovanni, via posta elettronica)

Partiamo dalla fine: non Ti aiuterò a violare la legge!

Se smetti di pagare il mantenimento non solo puoi vederTi pignorato il Tuo stipendio (con tempi variabili da Tribunale a Tribunale) ma rischi anche una denuncia ex art. 570 cod. pen. con tutto quel che ne consegue.

Cosa ne consegue? Apertura di un procedimento penale a Tuo carico, identificazione di persona indagata, rinvio (eventuale) a giudizio, devi cercare un legale che Ti difenda, eventuale costituzione di parte civile da Tua moglie, risarcimento del danno, …

A questo, si può affiancare il giudizio civile di pignoramento: quidni precetto, atto di pignoramento, udienza, …

Per quanto riguarda l’assegno una tantum mi è impossibile dire se è equo o meno: in sostanza è una cpaitalizzazione dell’assegno di mantenimento.

Si presume che una persona riceva ancor la somma X per Y anni, quindi molto dipende anche dall’età della persona.

About Antinisca Sammarchi

Avvocato tra Casalecchio di Reno (dove vivo) e Vignola. Convivo e abbiamo la fortuna di avere la compagnia di due splendide gatte europee, Triplette e Mimì.

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