Fondo non intercluso e servitù di passaggio coattiva

Buona sera,
sono 1 di 7 proprietari di casette a schiera. Per arrivare alle ns. case occorre attraversare una strada privata con un cancello automatico. Alla fine della strada ci sono 2 posti auto scoperti (uno è di mia proprietà) e una scala per la discesa nel mio orto e in quello di un mio vicino. Da ns. orti ai 2 posti auto scoperti c’è un muro alto più di 2 metri.
Il confinante dei ns. orti possiede un terreno edificabile, vuole costruire una abitazione e sostiene di avere il diritto di passaggio dalla strada che passa davanti alle ns. case perchè intercluso. Per arrivare al suo fondo però esiste una strada ad uso agricolo che utilizza regolarmente per passare con il trattore.
Utilizzando la strada agricola c’è circa 1 km di strada per arrivare alla via pubblica mentre utilizzando la ns. strada ci sarebbero poche centinaia di metri.
Il ns. confinante sostiene di poter ottenere la servitù di passaggio da un giudice, passare dai nostri orti e costruire una rampa di cemento per collegarsi alla ns. strada. Io e i miei 6 vicini di casa non abbiamo intenzione di concedere il passaggio.
Il nostro confinante ha possibilità di ottenere il permesso da un giudice di costruire una rampa e passare per la ns. proprietà? Cosa ci conviene fare?

Le disposizioni di riferimento per rispondere al quesito da Te posto sono gli ‘artt. 1051 e 1052 c.c. :

art. 1051 c.c. “Il proprietario, il cui fondo è circondato da fondi altrui, e che non ha uscita sulla via pubblica né può procurarsela senza eccessivo dispendio o disagio, ha diritto di ottenere il passaggio sul fondo vicino per la coltivazione e il conveniente uso del proprio fondo. (…)”

art. 1052 c.c.: “Le disposizioni dell’articolo precedente si possono applicare anche se il proprietario del fondo ha un accesso alla via pubblica, ma questo è inadatto o insufficiente ai bisogni del fondo e non può essere ampliato. Il passaggio può essere concesso dall’autorità giudiziaria solo quando questa riconosce che la domanda risponde alle esigenze dell’agricoltura o dell’industria

In virtù delle norme sopra esposte, siccome da quanto scrivi il Tuo vicino vorrebbe costruire una abitazione privata e non un edificio con  fini industriali o agricoli, potrebbe essere per lui abbastanza complicato ottenere dal Tribunale una servitù di passaggio coattivo sui Vostri fondi.

E’ evidente, però, che  se vi facesse delle offerte economicamente vantaggiose potete comunque prenderle in considerazione e costituire una servitù volontaria.

Comments

  1. Barbarese Vincenzo says:

    Buongiorno, ho una casa servita da un unico accesso di appena 80 cm di larghezza per 10 mt di lunghezza. Mi trovo quidi in evidenti difficoltà per poter accedere alla mia abitazioni anche con un ombrello aperto, non immagginate cosa ho dovuto passare per poter costruire.

    La mia domanda è: avendo per confinante, un fondo di proprietà altrui che si affaccia alla strada pubblica, posso avere il passaggio coattivo o altro da questo fondo per poter accedere alla mia casa, faccio presente che bonariamente il proprietario di questo fondo mi ha già risposto negativamente, grazie e saluti

  2. nicola bettetini says:

    Il mio confinante “A” è catastalmente intercluso, ma ha occupato e costruito parte del mio terreno “B” per arrivare alla strada. Avendo lui realizzato il cancello di fronte ad un terzo confinante “C”, questo lo ha recintato lasciandoli lo “specchio” del cancello. Pertanto “A” pretende di passare da quel cancello sullo “specchio” “C” e quindi occupare tutto il mio terreno impedendomi qualsiasi accesso carraio e utilizzo ai miei.

    • Non ho capito quasi niente, né soprattutto cosa vorreste sapere o fare, del resto in questi casi di solito è indispensabile vedere qualche foto, mappa, documenti, ecc.. Ti consiglio di rivolgerti ad un legale per un approfondimento fatto come si deve.

    • riprovo: “il Ricorrente” ha costruito la recinzione su una parte del mio terreno fino ad arrivare alla strada, ma il cancello lo ha costruito su “C”, quindi attraverso “C” passa sull’altra parte rimasta libera del mio terreno (Resistente), il giudice gli ha dato ragione perchè il Comune gli ha concesso.
      Io (salvo diritti di terzi, dice la concessione) non posso più entrare nella mia tenuta, quindi sono “esiliato” nella città ove risiedo e ove l’Arpa dice a tutti di andarsene, e mio padre è morto (il terzo è morto) per le malattie citate dall’Arpa, il Comune accetterebbe la “cessione volontaria” del mio lotto.
      Il valore stimato della mia tenuta e di quelle attorno a me connesse sembrano superare i 12 milioni di euri.

      • Bisognerebbe leggere il provvedimento del giudice e consultare tutta l’altra documentazione del caso, oltre che approfondire l’intera situazione. Rinnovo il mio consiglio di acquistare una consulenza da un avvocato.

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