Quando una questionde di diritto si riduce ad una questione di soldi

La tua domanda: In data 16/06/2009 ho fatto un ordine presso il sito  *****.com per un tot di € 49,50 tra cui c’era una cartuccia ricostruita di euro 19,80 che è risultata difettosa in quanto stampava con colori falsati. Ho rispedito la suddetta cartuccia e richiesto la sostituzione. In seguito me ne hanno inviata un’altra nelle stesse identiche condizioni cioè difettosa.Ho richiesto pertanto la sostituzione di questa seconda cartuccia, ma a tutt’oggi non ho ricevuto più la sostituzione del prodotto. Volevo sapere se oltre il diritto di sostituzione il cliente ha anche il diritto di rimborso. Come mi devo comportare in merito?? Non è tanto una questione di soldi (visto l’importo minimo) ma di fare valere un diritto.

A  norma dell’art. 1519 quater del codice civile “il  venditore è responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità  esistente al momento della consegna del bene. [..] Il consumatore può chiedere, a sua scelta, al venditore di riparare il bene o di sostituirlo, senza spese in entrambi i casi, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro. [..] Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene.  ”

Quindi in conclusione, qualora non ti venga riparato il bene in un termine congruo, hai diritto alla sostituzione o alla restituzione del bene e quindi del prezzo pagato.  Dal momento che sei già stata paziente, nel chiedere semplicemente la sostituzione del bene viziato e sei stata nuovamente delusa dall’insuccesso dell’operazione, puoi richiedere il rimborso di quanto pagato, in quanto non sei stata soddisfatta diversamente.  In quest’ultimo caso la richiesta la potrai effettuare mediante lettera raccomandata A/r .

In extrema ratio, potresti far valere le tue ragioni davanti al giudice competente, ovvero il Giudice di pace, anche se come spesso accade il valore dell’importo non è rilevante rispetto a quello di una “causa” e quindi tale soluzione non sarebbe conveniente. Quindi come vedi, nostro malgrado, anche una questione volta “a far valere un diritto”, purtroppo si riduce spesso ad una questione di “soldi.”

Comments

  1. Giuseppe says:

    Prima di andare dal GdP suggerirei di tentare una conciliaizone presso la locale Camera di Commercio, procedura sempre gratuita per il consumatore, tranne, nel caso la controparte voglia accettare di partecipare, per il compenso del conciliatore (intorno ai 40 € in questo caso) che però si può chiedere venga posto a carico della controparte a titolo di indennizzo per i disagi patiti e patendi. Se la controparte non accetta di partecipare alla conciliazione, si chiederà il relativo verbale alla Camera e con quello si potrà poi far presente al GdP che si è provato ad evitare di doverlo "disturbare" ma la controparte non ha collaborato e quindi si è costretti ad intentare causa… nella quale verrano opportunamente quantificati tutti i danni e disagi subiti per la lunga vicenda.

  2. Salvatore Gianluca S says:

    l'esperienza insegna che il tentativo di conciliazione citato rimane spesso vano. Inoltre per un importo pari a 50 euro corrispondente al valore della cartuccia della stampante, difficilmente credo che il rivenditore, partecipi a tale tentativo

  3. Giuseppe says:

    Concordo, infatti quello che intendevo è che alla fine si potrà andare dal GdP dimostrandogli che si è prima cercato di fare in modo di non "disturbarlo" per simili questioni… ricordo ancora la faccia che faceva il GdP che seguiva la mia causa per spese spedizione bolletta (pubblicata qui sul blog, con titolo "la gente di Solignani"), della serie "quanto mi scocciate con questo tipo di cause…" 😉 Alla fine però il cittadino/consumatore ha diritto costituzionale ad andare in giudizio anche per queste cose, augurandosi che il GdP apprezzi che si sono provate prima strade del tipo ADR.

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