Ponteggio in una strada privata in comproprietà

Salve,
io e il mio compagno abbiamo acquistato qualche mese fa una casa fornita, a lato, di un vicolo in comune ad un’altra abitazione, per accedere ai garage nella parte retrostante. Il passaggio è a usocapito. Metà del vicolo è di nostra proprietà e metà è di loro proprietà. Vorremmo procedere alla ristrutturazione dell’immobile, ma i nostri vicini esigono che l’impalcatura lasci libero il passaggio per i loro veicoli (è stato richiesto uno spazio di 2,25 mt.) Noi consultando diversi costruttori di impalcature possiamo arrivare ad un massimo di 2,15 mt. Ci è stato rifiutato il permesso a montarla. Premetto che l’impalcatura è indispensabile per circa 40 gg. per rifare il tetto. Abbiamo proposto un compenso per il disagio, abbiamo cercato dei garage nelle vicinanze e abbiamo valutato anche altre soluzioni per non creare problemi, ma i nostri vicini ci negano qualsisi accomodamento. Capiamo le loro necessità ma anche noi dovremmo avere qualche diritto a ristrutturare una casa vecchia che prima o poi creerà problemi di sicurezza, visto che è da diversi anni inutilizzata.
Vogliate gentilmente darci un consiglio.
Grazie mille.
Distinti Saluti

In relazione al problema da Lei evidenziato Le segnalo che, a norma delle leggi civili, il proprietario deve permettere l’accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità, al fine di costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino oppure comune. Se l’accesso cagiona danno, è dovuta un’adeguata indennità.

Nel Vostro caso, si configura, però, un conflitto tra tale Vostro diritto e quello del comproprietario della strada a continuare ad usufruire del passaggio.

Tale conflitto potrebbe essere risolto a Vostro vantaggio in ragione di alcuni precedenti in giurispudenza che potrebbero essere invocati a Vostro favore e tenedo conto del fatto che (da quanto da Lei scritto) l’unico modo per effettuare i lavori di ristrutturazione sarebbe montando i ponteggi proprio in quella porzione di strada.

Sarebbe quindi il caso di scrivere ufficialmente ai vicini al fine di dare loro un “ultimatum” spiegando che, ove la situazione non si riesca a risolvere in via amichevole, sarà necessario rivolgersi alla competente Autorità Giudiziaria, con inutile aggravio di spese per tutte le parti.

Rimaniamo naturalmente a disposizione, anche per un eventuale preventivo, nel caso sia intenzionata a procedere.

 

Comments

  1. ciao , puoi indicare quali sono gli articoli del codice civile che dicono che ho diritto di passare sul fondo comune per afre i lavori sul mio fondo e quali sono i precedenti giurirpudenziali? grazie mille

  2. SALVATORE says:

    Spett.le avvocato ho acquistato diversi anni fà un viale di accesso alle nostre propretà, in comproprietà con mio fratello, premetto che questo viale ,la prima parte è nostra mentre la seconda è di altre persone che hanno la proprietà con accesso pedonale e carrabile ormai aquisita da anni sempre attraverso questo viale.
    Purtroppo con mio fratello non vado più d'accordo da ormai diversi anni,ed ogni volta tenta sempre qualcosa di nuovo per crearmi disagi.
    Ultimamente ha tagliato la cancellata che delimita la sua proprietà che confina con il suddetto viale ,e visto che il muretto dove è posta la cancellata è di circa 40 cm di altezza ha creato anche se in modo rudimentale un cancello ad ante battenti largo circa 2 metri con ante che aprono nel viale stesso di larghezza di circa 3 metri ed ha creato a mò di salita una gettata di calcestruzzo nel viale stesso per accedere in una seconda parte della sua proprità alla quale accede già tranquillamente dalla pubblica strada.
    Vorrei sapere, gentilmente ,con quale diritto può fare questo e che diritto ho io di protestare.grazie

    • Mi dispiace, ma non ci ho capito molto, bisognerebbe vedere delle fotografie e/o delle piantine per capire lo stato dei luoghi.

      In generale, posso dirti che se quanto realizzato da tuo fratello si può configurare come spoglio o anche semplice molestia nel tuo godimento del viale, puoi presentare un ricorso, abbastanza veloce, appunto possessorio. Analogamente, se questo concreta una violazione del tuo uso contemporaneo del bene si può presentare un ricorso d'urgenza. La, a mio giudizio buona, prassi del nostro studio, in questi casi, è quella di presentare un ricorso «per provvedimenti d'urgenza», dove si chiede la tutela sia sotto il profilo del possesso sia sotto quello proprietario o «dominicale» ex art. 700 cod. proc. civ..

      In alternativa, visto anche il rapporto di parentela, si può valutare un approccio di mediazione o conciliazione.

      –?cordialmente,

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