tiziano solignani

avvocati dal volto umano

come funziona il sistema tariffario a tariffa?

Vorrei affidarvi una posizione da seguire, ho visto le opzioni tariffare dei compensi in base alla quota lite e quella “flat” del forfettone, ma vorrei capire come funziona il sistema, da voi indicato come tradizionale, “a tariffa”?

Questo modo di calcolare i compensi dovuti all’avvocato è quello tradizionale, che si è utilizzato da sempre in esclusiva fino alle riforme Bersani che hanno abrogato i minimi tariffari, introdotto la possibilità di stipulare compensi parametrati al risultato (patto di quota lite) e quella di accordarsi per compensi di tipo “flat” cioè per un intero procedimento o per anno o frazione di anno di durata dello stesso.

In base al sistema tariffario tradizionale, l’avvocato matura il diritto ad un compenso in base ad ogni cosa che fa in relazione alla posizione che sta seguendo. Facciamo un esempio. L’avvocato Tizio viene incaricato di seguire una causa di usucapione. Apre la relativa pratica, prendendo una carpetta e mettendoci dentro tutti i documenti, e già solo per questo matura una voce di compenso (che, tecnicamente, si chiama “posizione e archivio”); esamina la pratica e matura un diritto (voce “disamina”), riceve il cliente in appuntamento e anche qui, per ogni appuntamento, matura un compenso. Riceve una telefonata, analogamente, anche qui, per ogni telefonata matura un compenso. Prepara l’atto di citazione, lo notifica, esamina la relazione di notifica, partecipa alle udienze e così via: ognuno di questi momenti, conferisce il diritto ad una voce di compenso.

L’avvocato annota tutto quello che fa in relazione ad una pratica, poi, alle attività svolte, applice quanto previsto dalle tariffe forensi previste dalla legge, e presenta il conto (cosiddetta “parcella”) al cliente, che, se il conto è corretto, è tenuto a pagarlo indipendentemente da come sia andata la causa e dalla somma che eventualmente il giudice ha condannato controparte a rifondergli.

Il vantaggio di questo sistema tariffario è quello di essere estremamente analitico e di tenere in considerazione ogni aspetto del lavoro svolto dall’avvocato; lo svantaggio, per il cliente, è quello di non potere mai sapere con precisione, specialmente quando inizia una causa che può essere destinata a durare anche molti anni, quello che va a spendere, cosa che è invece possibile con le opzioni tariffarie di tipo flat o a quota lite.

Per questo motivo, è un sistema tariffario che si tende progressivamente ad abbandonare a favore di forme di tariffazione più gestibili da parte dei clienti. Tuttavia, se un nostro assistito vuole affidarci una pratica optando per il “vecchio” sistema di tariffazione a tariffa, per noi non c’è nessun problema ad accettarlo, anche considerando che probabilmente alla fine il nostro lavoro sarà pagato di più.

Le tariffe, naturalmente, variano a seconda del tipo di procedimento, dell’autorità giudiziaria e del valore della causa. Per chi volesse approfondire, le tariffe si trovano pubblicate su numerosi siti web, come ad esempio qui (purtroppo non è una materia facile da comprendere per gli utenti – visto che spesso anche diversi avvocati non le padroneggiano del tutto). Una volta ricevuta la parcella, la si può sempre far controllare da un altro legale o dall’Ordine cui appartiene chi l’ha emessa.

Naturalmente, il consiglio finale non può che essere quello di munirsi, sempre e comunque, di una adeguata forma di tutela giudiziaria.

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