Vendita di un immobile di persona malata gravemente

Le espongo la questione: mia suocera, madre del mio defunto marito e’ malata gravemente, è ancora lucida mentalmente ma non può camminare più e non vede bene. Non essendo autosufficiente abita in paese presso la figlia vedova con 2 figli. La sua casa di proprietà con 2 appartamenti e un pezzo di terra intorno è stata lasciata incustodita! Premesso che sono quattro fratelli (due sorelle e un fratello del mio defunto marito), le due figlie femmine (di cui una vive all’estero) insieme alla madre stanno “tramando” alle spalle dei miei 3 figli, e uso questo termine perchè non mettono a conoscenza neanche l’altro fratello (che ha 2 figlie) più grande di loro dei loro progetti di donazione, di vendite arbitrarie senza consultare gli altri eredi! Il fratello di mio marito ha chiesto un mio appoggio perchè vorrebbe che la proprietà venga venduta e il ricavato diviso in parti uguali fra gli eredi: cioè la madre, le 2 sorelle, noi (io e i miei 3 figli) e lui. Come dovremmo comportarci? Come possiamo evitare scontri e far valere le leggi vigenti in materie ereditarie? Intanto la proprietà sta perdendo valore così abbandonata: l’anziana vive a casa in affitto della figlia. C’è da aggiungere che questa figlia ha vissuto per vent’anni in uno degli appartamenti di famiglia senza chiedere agli altri eredi e senza pagare nulla, anzi creando problemi con ICI non pagati. Può darmi un consiglio? vorrei evitare scontri di famiglia… Grazie mille,

Salve,

da qunato Lei dice la proprietaria della casa, pur essendo malata molto gravemente, è ancora abbastanza lucida.

In questi casi le ipoitesi sono 2:

1) la proprietaria, pur molto malata, è ancora capace di gestire autonomamente i propri interessi. Se effettivamente le cose stanno in questi termini nessuno può venedere, donare o fare qualsiasi altra operazione sul bene immobile senza che sia la proprietaria a volerlo, attraverso la sottoscrizione dei relativi atti davanti ad un notaio.

2) se invece la situazione della proprietaria è più grave, come potrebbe anche sembrare dalla Vosta descrizione, allora è il caso di richiedere al competente Giudice Tutelare presso il Tribunale la nomina di un amministratore di sostegno, il quale si occuperà poi dell’amministrazione dei beni della proprietaria e dell’eventuale vendita, se ce ne saranno le condizioni.

 

Comments

  1. nella vostra risposta non c'è però la tutela degli eredi ?! casomai l'anziana donna vende agli eredi un pugno di mosche?
    come la legge tutela gli eredi a non essere discriminati? adr

    • Infatti, non esiste una "tutela degli eredi" che non hanno alcun diritto sull'eredità prima che questa si apra, dal momento che ognuno delle proprie sostanze può fare quello che vuole mentre è in vita. Ci sono solo disposizioni volte a riportare in equilibrio una successione in caso di donazioni o di ripartizioni non conformi alle regole di legge e ai diritti riservati a certe categorie di soggetti. Ma una persona durante la sua vita, se è capace di agire, può spendere come vuole (tutti) i suoi soldi.

  2. Michele Peri says:

    Dunque, come scritto nella risposta, se la donna è ancora in grado di gestire autonomamente i propri interessi è nel suo diritto vendere i beni. Una volta poi che si aprirà l'eredità (dopo la morte della donna in questione) si potrà eventualmente valutare se c'è lesione della quota legittima degli eredi.

    Se, invece, la situazione della donna è più grave si potrà richiedere la nomina di un amministratore di sostegno, come già scritto nella risposta. In questo caso gli atti che la donna in questione può compiere autonomamente (ad esempio vendere beni) verranno limitati.

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