tiziano solignani

avvocati dal volto umano

che cos’è il procedimento per decreto ingiuntivo

Ho un’azienda, devo recuperare un credito e il mio avvocato mi ha detto che procederà con la richiesta di un decreto ingiuntivo, poi mi ha spiegato un po’ come funziona la cosa ma io non ci ho capito molto, sarebbe possibile ottenere qualche ulteriore chiarimento?

Il ricorso per decreto ingiuntivo è il procedimento più comune per il recupero dei crediti aziendali e, qualche volta, anche privati. Si tratta di un procedimento speciale, che ha lo scopo di essere molto più veloce di quello ordinario, che, come noto, dura normalmente diversi anni.

Per poterlo usare, devi avere una prova scritta del tuo credito (non sono sufficienti, ad esempio, dei testimoni). La prova scritta, nel caso delle aziende, è costituita dalla fattura accompagnata dall’estratto autentico, che si ottiene da un notaio, delle scritture contabili che attesta che la fattura stessa è regolarmente inserita nei libri contabili della società. A volte si allegano anche i documenti di trasporto, che qualche volta sono addirittura firmati dal debitore per ricevuta della merce.

Se disponi di questa prova scritta, puoi presentare appunto un ricorso al giudice del luogo dove la tua azienda ha sede – salvo, tuttavia, che il debitore non sia un consumatore: in questo caso dovrai andare dal giudice del luogo di residenza del cliente – in cui chiedi al giudice di ordinare al debitore di pagare.

Se il ricorso viene accolto, una copia del ricorso con il provvedimento del giudice che ordina al debitore di pagare viene notificata al debitore stesso.

Entro 40 giorni dal giorno della notifica, poi, possono succedere due cose:

  • il debitore non fa opposizione; in questo caso, il decreto diventa definitivo, esattamente come una sentenza emessa in una causa ordinaria: il debitore non può più contestare di dover pagare quanto ti deve; il decreto, poi, diventa anche titolo esecutivo, cioè sulla base di esso può essere promosso un pignoramento nei confronti del debitore;
  • il debitore fa opposizione: in questo secondo caso, si apre una causa ordinaria, quella che dura diversi anni, e lo “scopo” di questo procedimento, quello di essere uno strumento veloce in mano ai creditori, va in buona parte perduto; se l’opposizione, però, non è fondata a sua volta su prova scritta, alla prima udienza della causa il giudice può stabilire che il decreto sia provvisoriamente esecutivo, cioè il debitore deve comunque intanto pagare – il decreto diventa titolo esecutivo come se non fosse stata fatta opposizione – e la causa in seguito proseguirà solo per stabilire chi dei due ha ragione  (e se risulterà aver ragione il debitore, il creditore dovrà restituire quanto nel frattempo ricevuto).

In alcuni casi, come quando ad esempio il debitore è già stato protestato, è anche possibile ottenere un decreto immediatamente esecutivo, cioè che è già titolo esecutivo al momento in cui viene emesso, senza bisogno di aspettare che diventi definitivo o che sia dichiarato tale nella prima udienza del giudizio di opposizione. In questi casi, il debitore deve comunque pagare subito quello che prevede il decreto, poi può fare opposizione se ritiene di avere giuste ragioni per richiedere indietro quanto è stato costretto a corrispondere.

Per quanto riguarda le spese (legali) del procedimento, il giudice, quando concede il decreto, ordina anche al debitore di pagare le spese legali sostenute sino a quel momento e le successive. Se il creditore, quindi, riesce poi a mettere in esecuzione il decreto e quindi a farsi pagare, riesce solitamente anche a rientrare delle spese; se non ci riesce, è bene notare che in ogni caso il suo legale sarà da pagare ugualmente, come spiegato in questo nostro precedente post. I nostri preventivi sono sempre limitati alla sola fase di ingiunzione, con esclusione di quella di eventuale opposizione, dal momento che si tratta di due tipi di lavoro estremamente diversi tra loro: uno della durata di pochi mesi e un altro della durata di diversi anni; in ogni caso, i nostri preventivi sono di solito formulati con la tariffa di tipo “flat” che, per questo genere di procedimenti, è particolarmente comoda.

Pur essendo un procedimento più semplice, insomma, presenta molte variabili e non è facile, oggettivamente, per noi avvocati fornire al cliente un quadro preciso di queste situazioni, dal momento che possono intervenire, strada facendo, molte variazioni: rimane comunque la strada più veloce per il recupero dei crediti, nella maggior parte dei casi, quindi tanto vale iniziare in questo modo e poi si valuta man mano che il procedimento prosegue.

2 commenti »

  vincenzo wrote @

tutto questo se hai a che fare con una persona onesta, ma se la persona o azienda è onesta non c’è bisogno di decreto ingiuntivo perchè basta accordarsi e magari dilazionare il debito.
Purtroppo quando un’azienda non paga è perchè non ha la liquidità necessaria per pagare o addirittura ha premeditato la truffa.
A me è successo di effettuare richieste di decreto ingiuntivo con le seguenti procedure e conseguenze:
SOLITA LETTERA DI SOLLECITO DELL’AVVOCATO
DECRETO INGIUNTIVO (il cliente non si oppone)
PIGNORAMENTO DI BENI (il cliente sapendo che sarebbe arrivato l’ufficiale giudiziario gli fa trovare quanta più spazatura può, merce che avrebbe gettato in discarica o quasi)
ASTA PER LA VENDITA DEI BENI PIGNORATI
L’ASTA VA DESERTA
SI RICOMINCIA TUTTO DACCAPO (ma a questo punto e meglio lasciar perdere e mettersi il cuore in pace).
Alla beffa vanno aggiunte le varie spese legali e del tribunale.
La Legge in Italia non tutela noi poveri piccoli imprenditori, conviene fare molta attenzione a chi si vende la merce.

  Tiziano Solignani wrote @

Quello che scrive Vincenzo è molto vero ed è la ragione per cui, prima di partire con qualsiasi procedura di recupero del credito, bisogna fare una valutazione circa la “solvibilità” del debitore.

Non è molto vero, invece, che se la persona o l’azienda debitrice sono onesti non c’è bisogno di procedure giudiziali, perchè ci sono veramente 1000 casi diversi al riguardo: una persona può non pagare perchè ritiene che vi sia un vizio che poi magari non c’è, perchè si dimentica, succede anche questo, perchè c’è caos amministrativo (che però non è colpa del creditore!) e per migliaia di altri motivi.

Ci sono anche tanti procedimenti di recupero che vanno a buon fine, l’importante è valutare bene prima di partire.

E in ogni caso se l’unica prospettiva è quella di fare un pignoramento mobiliare, meglio rinunciarci.


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