quando si trova a meno una cosa per cui si è già data la caparra

Ho ordinato della siepe sintetica in un negozio, lasciando una caparra di 100€. Dopo qualche giorno ho trovato lo stesso prodotto ad un prezzo inferiore in un altro negozio. Sono tornato nel primo negozio dicendo che l’avrei comprata lì se mi avessero fatto lo stesso prezzo. Loro hanno rifiutato ed hanno pure telefonato al secondo negozio dicendo che non potevano concedere un prezzo così basso perchè l’esclusiva era loro! Ora non mi vogliono più ritornare i soldi e nemmeno fare un buono per l’acquisto di qualcos’altro. Cosa posso fare?

Non puoi fare assolutamente niente, purtroppo. Avresti dovuto fare le tue ricerche, volte a trovare il negozio, tradizionale o on-line, dove lo stesso prodotto era disponibile al minor prezzo prima di concludere il contratto, ricerche peraltro oggi possibili con strumenti quali gli appositi motori di ricerca dedicati come trovaprezzi, twenga o kelkoo.

Non si può, salvo solo il caso che non sia il negoziante stesso a prevederlo tramite apposite condizioni di contratto (del tipo “se lo trovi altrove a meno, ti rimborsiamo la differenza“, che a volte si trovano in qualche sito di e-commerce o catena distributiva tradizionale), recedere da un contratto solo perchè lo stesso oggetto si è trovato disponibile presso un altro fornitore, altrimenti i contratti non avrebbero più un senso e una funzione. Non puoi nemmeno sostenere che non c’era stato nessun contratto ma solo una trattativa precontrattuale informale, dal momento che hai versato una caparra, che conferma senz’altro l’avvenuta conclusione del contratto.

La stessa disciplina contro le clausole vessatorie poste a tutela del consumatore fa sempre salvi gli accordi e i contenuti economici concordati tra le parti, che rimangono nella loro autonomia: ciò significa che il consumatore può lamentarsi, ad esempio, se è stato previsto per il contratto un giudice competente diverso da quello della sua residenza, o se è stato previsto un diritto di recesso solo in capo al fornitore e non anche a suo favore, ingenerando uno squilibrio, ma non può assolutamente mai (salve le disposizioni in materia di rescissione previste dal codice civile) lamentarsi, ad esempio, di aver pagato troppo quello che ha acquistato: ci deve pensare prima di fare l’acquisto.

Questo per quanto riguarda gli aspetti giuridici. Per ciò che concerne, invece, le politiche commerciali, purtroppo nel nostro Paese esse non esistono, a differenza di altri Stati, come ad esempio gli USA, dove il consumatore può sempre restituire quello che ha acquistato se non gli va più bene. In quei paesi hanno visto che, facendo politiche commerciali di questo tipo, la gente acquista più beni perchè c’è più fiducia, ma noi, in Italia, siamo ancora lontani da cose di questo genere, che comunque sono a discrezione della categoria dei commercianti e non mai imposte dalla legge che si deve limitare a dire cosa spetta a ciascuno, lasciando poi alle parti la facoltà di accordarsi direttamente in modo diverso.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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