La validità degli accordi per il caso la convivenza vada male

La tua domanda: Nel caso due persone decidano di cominciare una convivenza. Entrambi con un lavoro dipendente (Lui Dirigente, Lei Impiegata), entrambi con una prima casa di proprietà (nel medesimo paese), LUI con anche un altro paio di case ereditate; La coppia decide di vivere i primi 2/3 anni c/o la casa di lui (più piccola) per poi trasferirsi un domani nella casa di lei (con una cameretta in più per il possibile nascituro).Nel caso entrambi siano consenzienti nello stipulare un patto pre-convivenza in cui si stabilisce che:
1) in caso di separazione ciascuna persona tornerà a casa propria senza possibilità di rivalsa alcuna sull’altra, 2) eventuali lavori di ristrutturazione fatti sulla casa di LEI (dove la coppia si trasferirà) rimarranno come maggior valore a favore di LEI, 3) nulla sarà preteso sulle altre case di LUI,4) si concede la condivisione (solo per la mamma con il bambino) della seconda casa di villeggiatura(intestata a LUI), 5) lìassegno per il mantenimento del figlio sarà convenuto consensualmente tra le parti oppure da opportuno tribunale dei minori.
Le domande sono:
a) questi accordi valgono? è meglio firmarli alla presenza di un avvocato?
b) se la coppia con figlio si ferma a vivere a casa di LUI e LEi continua a disporre di una casa di proprietà nella medesima via, LUI richia di vedersi sottrarre la casa dal Tribunale per permettere alla madre con bimbo di continuare a vivere lì?

Non c’è una risposta unica a questa domanda.

Alcuni degli accordi di cui sopra potrebbero sicuramente essere validi (ad esempio quelli relativi ai lavori di ristrutturazione), mentre altri rischiano fortemente di non avere alcun valore legale (in particolare quelli che riguardano il figlio e l’eventuale assegno di mantenimento che dovesse essere previsto).

Sicuramente è consigliabile rivolgersi ad un legale sia per stendere gli accordi nel modo più chiaro e legalemente corretto possibile sia per evitare di  accordarsi preventivamente su punti sui quali la legge non lo permette.

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