Mio zio si è impossessato della mia casa

Gentili avvocati, vi contatto nuovamente per un quesito che avevo rivolto un po di tempo fa circa un problema attinente la mia proprietà. Sono proprietario di un immobile acquistato dai miei genitori quando io ero ancora minore nel 1991. Nel 1998 per motivi di lavoro io e i mie genitori ci siamo trasferiti in un altra zona della città lasciando in questa casa vivere mia nonna. circa 2 anni fa il figlio di mia nonna, mio zio, si è trasferito a vivere in questa casa con lei dietro sua autorizzazione  ma dopo la sua morte ha ben pensato di non voler rilasciare la casa. Ovviamente, per relazioni affettive non abbiamo mai chiesto allo zio rimasto li di lasciarla fino a circa 2 mesi fa. Attualmente siamo infatti in locazione con un contratto che scadrà a luglio e che non verrà rinnovato e abbiamo quindi necessità di tornare nel precedente appartamento. Dopo aver esposto la nostra decisione e chiesto il rilascio in modo informale ci è stato risposto picche , lo zio ha infatti cambiato la serratura,minacciandoci seriamente e per di piu stiamo pagando una cifra molto elevata per la ristrutturazione delle facciate dello stabile e a breve dovremmo lasciare la casa dove attualemte viviamo. Dopo aver contattato diversi avvocati ,abbiamo ricevuto pareri discordanti , c’è chi ci ha suggerito di muoverci penalmente, altri civilemnte.Alcuni hanno detto che ci vorranno anni , mentre un altro avvocato civilista ci ha detto che tramite l’azione di reintegra nel possesso in circa 6-7 mesi dovremmo rientrare nel possesso della casa. Avendo fatto diverse ricerche ho visto che l’azione di reintegra nel possesso ex.1168 puo essere chiesta entro l’anno dal sofferto spoglio (di fatto mio zio vive li da 2 anni ma solo circa 2 mesi fa ha cambiato serratura e ci ha comunicato la sua “decisione “di non lasciare l’immobile);in novembre lo zio ha portato la sua residenza in un altro stabile posto in una zona altamente residenziale della città ma contunua a vivere nella nostra casa. potrebbe questa azione  di reintegrazione essere concretamente esercitabile secondo lei? la tempistica di circa 6/7 mesi è veritiera?.Lui ci ha chiaramente riferito che si opporra con numerosi avvocati ma contro un contratto che da un punto di vista legale risulta veramente inattaccabile quale potrebbe essere l’opposizione?. Quello che mi chiedo è che potrebbe questo zio contestare , non so , la proprietà e detreminare la trasformazione del rito speciale in uno ordinario con un amento della tempistica considerevole o questa azione risulta la piu consona al caso?. è veramente assurdo che si possa perdere in questo modo una casa, che senso ha pagare notai,ici e case quando la proprietà , diritto fondamentale, viene usurpata in questo modo?. tutti hanno detto che non posso entrare in casa e riprendere il possesso ma la tentazione è veramente molta. in fondo, anche con un abuso o eccesso di diritto che conseguenze potrei subire? non sarebbe a un certo punto meglio beccarsi le conseguenze di un’azione forzata piuttosto che incanalarsi in un procedimento che mi portera via tempo , denaro e mi da poche certezze ? il mio e quello della mia famiglia sta diventando veramente un serio problema economico date le numerose spese che stiamo affrontando. in attesa di una vostra risposta, cordiali saluti.

Il rimedio della reintegrazione nel possesso è sicuramente giusto. Impossibile però paralre di 6/7 mesi. Non perchè necessariamente il processo debba durare anni (perfino 7/8), ma perchè non è possibile preventivare a tavolino la durata di un processo civile.

Come giustamente anticipavi tu, il termine per chiedere la reintegrazione è di un anno dal sofferto spoglio. Se si è trattato di spoglio clandestino, tale termine decorre dalla scoperta del medesimo ma la giurisprudenza è concorde nel ritenere che l’anno non decorra dall’effettiva scoperta bensì dal momento in cui lo spoglio poteva essere scoperto con la normale diligenza.

Il nostro codice di procedura tuttavia consente un ulteriore rimedio, appositamente per i casi d’urgenza: il ricorso ex art. 700.

Si tratta di un rimedio sicuramente più rapido del primo, ma per ottenere un provvedimento di questo tempo occorre dimostrare il pericolo di un pregiudizio grave e irreparabile. Tale pregiudizio potrebbe essere dato dalla imminente scadenza del tuo contratto di locazione con la conseguente difficoltà di trovare un altro tetto.

Diventa poi fondamentale dimostrare la titolarità del diritto di proprietà della casa.

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