sono stato citato per una usucapione, ma penso che la controparte non abbia nessun diritto. Cosa faccio?

Tre anni fa ho ricevuto in donazione da mia nonna un terreno edificabile che confina con una strada pubblica. Questo terreno non è gravato da “servitù di passaggio” poiché di questa servitù:
– non c’è trascrizione nei registri immobiliari,
– non c’è menzione nell’atto di provenienza a mia nonna rogato nel 1957;
– non c’è menzione nell’atto notarile del 2007 con il quale mi è stato donato.
Due anni fa l’Amministrazione Comunale mi ha chiesto e ho acconsentito alla cessione bonaria e gratuita  di una striscia di terreno della mia proprietà , larga circa un metro e lunga tutto il fronte stradale, per la costruzione del marciapiede. L’anno scorso durante la costruzione del marciapiede ho chiesto al Comune un passo carraio di cinque metri e ho chiuso lo stesso con due paletti (circa cm 50 di altezza) e un catenella in ferro e lucchetto.
In questi giorni il proprietario di un terreno (edificabile, ma coltivato come il mio per produzione ad uso familiare) intercluso che è posto distante dal mio senza  confinarmi mi ha citato in Tribunale perché vuole che rimuova la catena in quanto sostiene di passare sul mio terreno a piedi e con mezzi meccanici da oltre 50 anni, vuole usucapire un diritto di passaggio. Sul mio terreno riguardo alla servitù di passaggio  non vi sono “segni visibili di opere di natura permanente, obiettivamente destinate al suo esercizio e che rilevino in maniera non equivoca l’esistenza del peso gravante sul fondo servente, ecc.ecc…”.
Né mia nonna né io lo abbiamo mai visto passare sul terreno in questione.
Ho saputo che se anche fossi stato acquirente (per donazione) di un fondo servente e nell’atto di trasferimento non fosse stato fatto cenno della servitù e non ci fosse stata la sua trascrizione, come terzo acquirente sarei in buona fede e non avrei l’obbligo di rispettare tale diritto.
Domanda: nel caso che mi riguarda, che ho avuto in donazione tre anni fa un fondo libero da servitù devo temere l’usucapione? Cosa devo fare per difendere la mia proprietà?

Anzitutto preciso che l’usucapione non ha nulla a che vedere con quanto indicato negli atti notarili di trasferimento dell’immobile.

Infatti chi intraprende una causa di usucapione lo fa proprio perché ritiene di avere maturato un diritto che non sarebbe previsto da alcun atto  pubblico ma che (a suo parere) gli spetta in virtù del possesso da lui esercitato per un certo periodo di tempo.

Detto questo, se in realtà Voi non avete mai visto passare questa persona e se non vi sono segni visibili, mi pare strano che sia stata instaurata una causa di usucapione.

In ogni caso voglio precisare che, se ti è stato notificato un atto di citazione in Tribunale, devi assolutamente rivolgerTi ad un legale che studierà attentamente l’atto che ti è stato notificato, nonché i relativi documenti, e preparerà una adeguata difesa.

Infatti tieni conto che, anche se  nel tuo caso non ci fossero i presupposti per l’usucapione (come sembrerebbe dalla tua narrazione) se non  ti difendi adeguatamente in Tribunale (attraverso l’assistenza obbligatoria di un legale)  il Giudice non potrà saperlo in quanto avrà a disposizione solo la versione “raccontata” dalla controparte.

Comments

  1. Luigi Fazia says:

    Credo che la mia domanda non sia stata chiara. Siccome ho saputo che: se un concedente aliena un proprio fondo gravato da una servitù che non è stata trascritta né menzionata nell’atto di trasferimento, il terzo acquirente non è tenuto a rispettare tale servitù; desideravo sapere se nel caso che mi riguarda (ho avuto in donazione tre anni fa un fondo libero da servitù) per analogia posso anch’io non essere tenuto a rispettare tale servitù ? C’è qualche sentenza che fa al mio caso? Questa che segue è pertinente al mio caso?
    Servitù non trascritta è vincolante per il terzo acquirente del fondo servente solo se è indicata nel titolo – Cass. 03.02.1999, n. 884
    La servitù non trascritta è vincolante per il terzo acquirente del fondo servente solo se è chiaramente indicata nel titolo con cui la proprietà dell'immobile gravato è stata trasferita al medesimo, non essendo sufficiente che, in luogo della descrizione della servitù esistente, l'atto di trasferimento contenga frasi generiche ed indeterminate, ricorrenti nei formulari notarili, che restano prive di effetti giuridici. Siffatte espressioni, infatti, in mancanza della legale certezza della conoscenza della servitù da parte del terzo acquirente, derivante dalla trascrizione dell'atto costitutivo, non danno neppure la certezza reale di tale conoscenza, che si consegue soltanto mediante la specifica indicazione dello ius in re aliena gravante sull'immobile oggetto del contratto.
    Grazie.

  2. Michele Peri says:

    Avevo capito il Tuo punto di vista e la Tua domanda.
    Però, come avevo scritto nella risposta originaria, se Tu sei stato citato per una causa di usucapione la controparte non si basa, per far valere il suo diritto, su di una servitù risultatnte dagli atti notarili, bensì su di una situazione di fatto (il possesso continuato) che non ha nulla a che fare con quanto previsto dagli atti stessi.
    In ogni caso tengo a precisare ancora una volta che questo blog è uno strumento volto unicamente a dare spunti di carattere divulgativo sulla legislazione del nostro paese in generale.
    Nel tuo caso, se sei stato citato in Tribunale, hai assoluta necessità di una consulenza di carattere professionale con analisi dettagliata dell'atto che ti è stato notificato nonché dei relativi documenti.

Di la tua!