perchè non abbiamo passato il turno

Facendo parte di quella folta schiera di europei ed italiani che sono
stati geneticamente modificati con l’inserimento del calcio nel
genoma, voglio dire anche io la mia.

Lippi ha fatto un grandissimo errore a rimettersi a fare il CT della
nazionale, e la federazione a riprenderselo, innanzitutto perchè le
minestre riscaldate hanno sempre un cattivo sapore, ma soprattutto
perchè adesso non sarà più ricordato come il CT che ci ha fatto
vincere il quarto mondiale ma come quello che ci ha fatto fare una
delle peggiori figure della storia della nazionale. Non sarebbe stato
meglio per Lippi fare come Mourinho che, vinto tutto, se ne è andato e
sarà sempre ricordato come un fenomeno? La federazione, poi, ha fatto
anche l’ulteriore errore di incaricare Prandelli dandone l’annuncio
prima del mondiale, cosichè Lippi era, come CT, già scaduto e sapeva
che se anche avesse vinto paradossalmente il mondiale se ne sarebbe
dovuto andare di nuovo. Per la Federazione, non era meglio prendere
Prandelli prima, e fargli anche fare il mondiale, oppure fargli
firmare il contratto dopo ma annunciarlo a mondiale chiuso? Mi sembra
la violazione di norme di elementare buon senso.

A parte questa se vogliamo anche banale considerazione preliminare,
dobbiamo realizzare come il calcio delle nazionali sia un calcio
completamente diverso da quello dei club, un po’, rispettivamente,
come le parate militari stanno alla guerra vera. Il calcio dei club,
seguito dai veri appassionati di calcio, è quello di alta o massima
qualità, quello delle nazionali sta a metà tra l’evento sportivo e la
manifestazione folkloristica ed infatti coinvolge anche tutte quelle
persone che sono indifferenti a campionato, champion’s league e così
via. Tra tutte le cazzate che hanno detto i leghisti riguardo alla
nazionale, c’è stata anche una verità, detta da Salvini, cioè che se
facessimo giocare questa nazionale (ma anche tante altre) con una
squadra con il Chievo, vincerebbe sicuramente e di diverse distanze il
Chievo.

La squadra di club ha una compattezza, una intesa tra i vari membri e
una preparazione atletica che non può avere un carrozzone raffazzonato
e messo insieme per l’occasione come una squadra nazionale.
Genericamente, si tende a credere che una squadra dove, in teoria,
sono stati selezionati i migliori talenti sia necessariamente più
forte di una squadra della parte destra della classifica, in realtà
non è assolutamente così, io vi dico che molte nazionali perderebbero
dal Bologna e probabilmente anche da molte squadre del campionato
cadetto. Vi siete mai chiesti perchè oramai da molti anni non si fanno
più incontrare le nazionali con le squadre di club? Perchè emergerebbe
in modo palese la inferiorità delle nazionali rispetto ai club.
Secondo voi, se l’Inter di oggi giocasse con questa nazionale italiana
(ma anche con il Brasile, l’Argentina, l’Olanda) non finirebbe sette a
zero, se non ancora di più?

E vi ricordate cosa è successo quando un grande club si è fatto
ingannare dalle prodezze fatte da certi giocatori al mondiale, che poi
hanno fatto un campionato da fare schifo? Parliamo di Schillaci alla
Juventus, ma anche di Rivaldo al Milan e tanti altri. Il mondiale
probabilmente è la vetrina rifila bidoni più potente che c’è
attualmente e ancora molti dirigenti di club non lo capiscono.

Una volta che abbiamo capito che il calcio delle squadre nazionali è
intrinsecamente molto diverso da quello dei club (e tale differenza è
oggi molto più acuta che in passato) credo che ci si debba regolare di
conseguenza, quando si fanno delle scelte. Lo stesso allenatore non è
tanto un trainer quanto un selezionatore, la sua incidenza sulla
squadra e sul suo funzionamento è sulla scelta di chi ne fa parte o
meno. E’ inutile che Lippi si dolga di non aver preparato la squadra,
per lo più dal punto di vista psicologico, perchè quella è una cosa
che può fare l’allenatore di un club, che lavora tutti i giorni con
calciatori che dipendono da lui, non certo un ct che fa una
preparazione di due settimane con giocatori che, finita l’avventura,
torneranno ciascuno al proprio club.

Lippi, dunque, va giudicato dalle scelte e da questo punto di vista
gli errori, anche in perfetta mala fede, sono stati tanti.
Innanzitutto, per i noti rapporti che lo legano al club juventino, ha
convocato 9 giocatori della Juventus e lo ha fatto solo per una
operazione commerciale, per cercare di farli quotare maggiormente sul
prossimo mercato, quando la juventus li andrà a piazzare cercando,
come tutti, di guadagnarci il più possibile per rimpinguare le casse,
e lo ha fatto dopo una stagione juventina fallimentare: Iaquinta non
ha quasi mai giocato ed era comunque cotto mesi fa, Camoranesi idem e
così via, per finire con la grandissima buffonata di Buffon, che si
“ritira” dopo un tempo per un problema che sa da tre anni di avere e
che decide di “curare” solo in mezzo al mondiale. La farina del
diavolo è comunque andata, giustamente, a male e questi bei brocchi la
Juve se li dovrà tenere o rassegnarsi a venderli al giusto prezzo,
peccato solo per gli Italiani che meritavano emozioni migliori
dall’evento.

A parte questo, le stesse scelte tecniche poi sono state sbagliate,
esattamente peraltro come 4 anni fa, dove Lippi ha fatto gli stessi
errori e il mondiale è stato vinto grazie alle prodezze di alcuni
difensori tra cui Grosso e Materazzi, che hanno segnato anche quando
non ne avevano affatto il compito, mentre gli attaccanti e i
finalizzatori selezionati da Lippi stavano a grattarsi la pera. Se
prendiamo atto, come dobbiamo fare, che il calcio delle nazionali è
diverso da quello dei club, perchè non c’è uno “spogliatoio” come nei
club, non c’è il trovarsi e ritrovarsi tra i giocatori che si ha in
una squadra che si allena e gioca insieme tutto il campionato, allora
dobbiamo puntare sugli improvvisatori, sui fantasisti, su quelli che
anche se gli fai un passaggio impreciso sanno prendere la palla e
farla diventare d’oro. Parliamo di Cassano, Miccoli, Borriello,
Balotelli, dello stesso Inzaghi. Tutte personalità in grado di
spaccare uno spogliatoio, ma tutti uomini che se li metti in campo
sanno inventarsi qualcosa e non stare lì a tracciare schemi che in
questi contesti in cui si recita a soggetto non sono ricamabili. Ed e’
sempre stato così, ricordiamoci dei mondiali negli USA dove le varie
partite venivano superate grazie alle invenzioni di Baggio, uno che
non a caso poi non è mai riuscito a fare molto di buono in tutti i
grandi club in cui è stato ed ha sempre prodotti di più in nazionale e
nei piccoli club.

In questo quadro di scelte sbagliate, a volte anche per interesse, si
innesta la straordinaria scarsità di condizione fisica, ma anche di
lucidità mentale, della partita di ieri, quasi davvero non ci abbia
mai creduto nessuno sin dall’inizio o ci fosse la convizione che fosse
giusto che l’avventura terminasse qui. Il primo gol segnato dalla
Slovacchia è frutto di un errore talmente marchiano che raramente si
vede nei campionati amatori. La prima cosa che ti insegnano quando sei
un bambino e vai a calcio è che se sei di fianco alla tua area non
devi mai e dico mai fare un passaggio verso il centro, ma solo ed
esclusivamente lungo la fascia. Montolivo cosa ha fatto? Un passaggio
al centro, l’avversario ha superato il destinatario del passaggio, ha
preso la palla e ha tirato in porta. Questo è solo un esempio, il
livello tecnico è stato bassissimo, davvero infimo, qualsiasi bambino
italiano davanti al televisore si è messo le mani nei capelli e ha
potuto dire “io quella cavolata lì non l’avrei fatta”.

Insomma, una vicenda che contiene al suo interno tanti segni dei
nostri problemi, sulla quale si potrebbe riflettere utilmente sotto
tanti aspetti.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Da lettrice affezionata vorrei dire la mia:

    posso esser in gran parte d'accordo, però vorrei fare un appunto sul passaggio su USA94: ricordiamoci che come il Principe Giannini ci ha "portati" ad Italia90 (e pochi se lo ricordano, anche se -vero- ci entravamo di diritto come Paese ospitante), chi ci ha portati ad Usa94 è stato Beppe Signori che seppur mantenuto un po' in secondo piano rispetto a RobiBaggio, ha continuato a fargli assist mica da poco! Ricordiamo quello da 40 m con la scenetta successiva di Baggio in ginocchio che lo chiama e gli dice di andar lì, con conseguente abbraccio…
    Insomma, ricordiamoci anche di chi non è il fenomeno da palcoscenico ma lo prepara al meglio 😉

  2. Ivar Scarpin says:

    C'è un argomento molto importante, lasciato tante volte da parte. Il fatto di voler cercare le spiegazioni dei propri fallimenti, nelle responsabilità altrui (arbitro qui, fuorigioco quà, ma non solo di calcio), riuscendo a giustifiare ad oltranza i ns. comportamenti, condannando invece quello degli altri (la paglia negli occhi di qualcun'altro), ci rinchiude ancora di più, ma trovando allo stesso tempo, la consolazione degli ignoranti. Il professore mi ha bocciato perché c'è l'ha con me … non sarebbe più semplice piuttosto .. studiare per diventare qualcuno?. Il cittadino medio deve cambiare, altrimenti la società non cambierà.

    • Molto giusto. Lippi, tra l'altro, si è "assunto le sue responsabilità", ma mi chiedo cosa voglia dire: restituirà forse il compenso che ha preso per un lavoro che ha svolto male?

      • Ivar Scarpin says:

        Assumersi le "Responsabilità" (infatti tra virgolette) così com'è stato fatto, è molto semplice, credo perfino io sarei capace di farlo.
        Ma comunque, al meno, non ha detto, come tanti politici, "sarà la storia a dover giudicarmi" (e nel frattempo tante vite ci passano sotto…).

  3. Claudio Bonassin says:

    Perdonami Tiziano ma, pur da ospite del blog e pur concordando in linea di massima su quanto dici, devo esprimere tutto il mio disappunto per l'ultima frase da te scritta:

    "Lippi, tra l’altro, si è “assunto le sue responsabilità”, ma mi chiedo cosa voglia dire: restituirà forse il compenso che ha preso per un lavoro che ha svolto male?"

    Non mi risulta che Lippi, per quanto professionalmente non all'altezza della situazione, abbia clausule di questo tipo nel contratto.
    Nè mi risulta che un qualunque professionista del settore sia tenuto a "rimborsare" in caso di gara non riuscita. Sarebbe grave il contrario, anche sotto forma di provocazione.

    Se vado da un legale non gli chiedo indietro la parcella nel caso di sconfitta, se vado da un maestro di sci non chiedo la restituzione del compenso quando è chiaro che a sciare non ho imparato; e così via a meno che non vi sia dolo…
    Ora spero non mi verrai a dire che Lippi volesse perdere, perchè mi pare una cosa davvero illogica.

    Noi siamo il popolo dell'automortificazione: ci è più facile biasimare gli insuccessi dei connazionali (vedasi certa stampa) piuttosto che sostenere nei momenti difficili ragazzi sottoposti ad un gran carico di stress, per propria o altrui colpa.
    Me ne dispiace davvero 🙂

    • Rispetto la tua opinione, peraltro espressa in modo molto garbato, ma credo che Lippi, per mantenere una categoria di ragionamento che tu stesso introduci, fosse in dolo, perché ha messo l'interesse della Juventus e di suo figlio Davide che fa il procuratore della maggior parte dei convocati davanti a quello di vincere o fare bene il mondiale. Non è che sicuramente volesse perdere, ma facendo delle scelte tecniche sbagliate e giustificate da motivi economici e di interesse personale ha accettato il rischio che la nazionale facesse lo schifo che poi ha fatto ma non gli è sostanzialmente importato, perché ha messo al primo posto i suoi interessi e quelli di suo figlio, noi giuristi parliamo al riguardo di dolo eventuale, che è per la legge sostanzialmente equiparato al dolo diretto. Un avvocato che perde una causa pur avendocela messa tutta è una cosa molto diversa da un legale che la perde perché anziché prepararla a dovere ha preferito andarsene in vacanza con la sua famiglia o peggio si e fatto corrompere, questo secondo legale non solo dovrebbe restituire il compenso ma anche risarcire il danno, così anche nel caso di Lippi il riferimento al regolamento contrattuale è non pertinente, qui si è cercato di far passare scelte tecnicamente sbagliate e fatte solo per interesse per scelte discrezionali e tecniche quando invece erano determinate solo da motivi economici. Qui è responsabile anche la federazione che ha consentito il ritorno di un uomo in così grave conflitto di interesse, pur dopo averlo allontanato una volta, quando i motivi per il suo allontanamento non erano affatto venuti meno o cessati.

      • Ivar Scarpin says:

        Credo che certi discorsi non vadanno banalizzati, si tratta dell'idiosincrasia di un popolo concentrato solo in questo tipo di successi, efimeri tra l'altro. La frase di restituire o meno i soldi era sicuramente "figurativa".
        Non mi sembra che a nessuno importe più di tanto, dover sostenere ad un lavoratore che guadagna €1000 al mese, che sicuramente sarà sottoposto a molto più carico di stress. Si tratta di responsabilità in sintonia degli incassi, anzi, si dovrebbe trattare.
        Tra l'altro, questo stress di cui si parla, è uno stress voluto: Supponiamo che sono un attore molto emergente, sicuramente spero che tutti i paparazzi del mondo si occupino di tutto quanto io faccia, ma quando avrò raggiunto la cima, questi stessi paparazzi, mi daranno disturbo, dobbiamo essere coerenti.

        Io parlo della vita, di un progetto di vita, non solo del calcio.

      • Ettore Bonassin says:

        Ciao sono il fratello di Claudio (avete qui sul blog tutta la famiglia, direi che è un successone 😉 )
        scherzi a parte leggo che secondo te ci sono gli estremi per dare un calcio nei benedettissimi a Lippi, ora lasciamelo dire che se fosse vero (cioè legalmente provabile) quanto scrivi molto probabilmente partirebbe da mezza tifoseria d'italia una bella class-action o quel che è, soprattutto vista l'incavolatura generale.
        Invece no, Lippi mi pare ancora al suo posto o giù di li.
        E poi dai, tu sei pure avvocato e scrivi queste cose, se Lippi le legge che fai gli dici che è la tua opinione o gli presenti delle prove tangibili? Ho letto pure la teoria di tante altre persone in rete tipo chi pensa che l'italia dovesse perdere per accordi sottobanco internazionali oppure chi è convinto che fossero tutti drogati e che vincendo avevano paura di essere scoperti. E' fantascienza i fatti sono chiari: Hanno sbagliato e hanno pagato, poi tutti ci hanno ricamato sopra e stop.

  4. Ivar Scarpin says:

    Mi tengo l'ultima frase (come barzeletta soltanto): Hanno sbagliato ed hanno pagato … datemi il pallone e non vi disturbooo piùùùù (canzone ben conosciuta, riferita a certi cittadini).

Di la tua!