cosa si può fare dopo che si è vinta una causa di equa riparazione

Ho intentato un ricorso per equa riparazione l’anno scorso e ora ho ottenuto la condanna del ministero al pagamento di un risarcimento di 8000 euro. Però il mio avvocato dice che per adesso i pagamenti sono bloccati e non è possibile ricavare nulla nonostante la sentenza a mio favore. Vorrei sapere se è vero e se ci sia una possibilità effettiva di ricevere i soldi che mi sono stati riconosciuti. Possibile che non ci sia qualche bene o qualche somma intestata al ministero che il mio avvocato non riesca a farsi assegnare per conto mio? Non vorrei che mi stesse mentendo allo scopo di intascare i soldi al posto mio.

Evviva la fiducia :-)!

Comunque, il tuo avvocato ha ragione, quando dice che i pagamenti sono bloccati e non si possono fare pignoramenti. Gli ultimi interventi del Governo hanno reso quasi impossibile per il cittadino ottenere quello che gli è stato riconosciuto con sentenza. Con la legge 27 febbraio 2009 n. 14, all’art. 7 – novies  è stato stabilito quanto segue: «non sono soggette ad esecuzione forzata le somme incassate dagli agenti della riscossione e destinate ad essere riversate agli enti creditori ai sensi dell’art. 22 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, e degli artt. 8 e 9 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 237». Questa legge è entrata in vigore il 1° marzo 2009 (avevano fretta) e da quale momento non si sono più potuti fare i pignoramenti presso Equitalia, la società che raccoglie le tasse e i contributi da tutti i cittadini per versarli allo Stato e dove si soddisfacevano, prima, coloro che avevano il diritto ad un pagamento riconosciuto da una sentenza.

Quindi pignoramenti non se ne possono fare. C’è però una cosa che si può fare, che è quella che facciamo noi in questi casi (ci è arrivata anche ieri una sentenza): il giudizio di ottemperanza davanti al Consiglio di Stato a Roma. Con questo procedimento, il Consiglio di Stato condanna il Ministero della Giustizia nuovamente ad eseguire il pagamento e, per l’ipotesi in cui non provveda, nomina un commissario ad acta, cioè un funzionario dell’amministrazione finanziaria, che, se appunto il Ministero non paga, va presso il Ministero, prende i soldi e li consegna all’avente diritto. Questa è appunto secondo noi la strada praticabile in questi casi e che consiglierei anche a te di seguire.


About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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