sono obbligato a mantenere mio fratello invalido?

Vorrei sapere se, in quanto fratello minore, ho l’obbligo di mantenimento verso mio fratello maggiore, affetto da depressione ossessiva compulsiva. Sottolineo che è un elemento violento e che non è facile coesistere con questa persona. Percepisce una pensione di invalidità. È possibile non avere più obblighi legali con questa?

Le disposizioni di riferimento sono gli artt. 433 e ss. del codice civile, che regolano la tradizionale materia degli «alimenti». Lo stesso art. 433 prevede la «graduatoria» delle persone tenute al mantenimento dei propri parenti, a seconda del grado di parentela e quindi di vicinanza familiare. Solo al sesto ed ultimo posto, la legge mette i fratelli. L’art. 439, inoltre, restringe la misura del mantenimento, specificando che gl alimenti, tra fratelli, sono dovuti «nella misura dello stretto necessario».

Prima dei fratelli, dunque, vengono il coniuge, i figli, i genitori o gli ascendenti in mancanza di genitori, i generi, i suoceri. Se esiste un parente o affine appartenente a questa categoria i fratelli sono esclusi dal mantenimento, se non esiste, tuttavia, il mantenimento può essere chiesto anche ai fratelli.

Il nostro lettore, nella sua domanda, non specifica se è fratello naturale o legittimo. La distinzione è importante, perchè se nel caso dei fratelli legittimi, cioè nati da genitori uniti in matrimonio, l’obbligo esiste indiscutibilmente, nel caso invece dei fratelli naturali, nati ad esempio all’interno di una convivenza, è molto più discusso che vi sia l’obbligo di mantenimento.

La disciplina codicistica degli alimenti è prevista in base ad una lunga tradizione sulla base della valorizzazione del vincolo familiare, ma ad oggi ha perso, a seguito dell’assunzione da parte dello Stato di vari compiti di cura e contribuzione, specialmente verso gli invalidi, gran parte della sua importanza, anche se ci sono sempre possibili conflitti, e contenziosi, tra gli enti che hanno tali compiti e la famiglia. Nel tuo caso, ti converrebbe informarti adeguatamente presso i servizi sociali competenti per territorio. Va da sè che tu, alla peggio, puoi essere obbligato a versare un contributo per il mantenimento di tuo fratello, ma se questa persona ha un disturbo di questo genere non sei comunque obbligato a tenerlo in casa con la tua famiglia, potendo collocarlo presso una struttura, per il pagamento della retta della quale occorre vedere con precisione quali strumenti di intervento sociale ci sono nella tua zona di residenza.

Comments

  1. quindi nel caso in cui il fratello sia single e i genitori siano venuti a mancare… tocca ai fratelli occuparsene. nel caso necessiti di ricovero presso strutture (case per anziani o strutture simili) la retta sia spaventosamente cara… per cui alla fine se non hai i soldi per pagare(rimani con 480 euro considerati minimo vitale) ti tocca tenerlo a casa e sopportarne le conseguenze mandando a rovina la tua famiglia…. o no???

    • Dipende da caso a caso, poi come dico nel post in molte ipotesi ci sono i servizi sociali che se ne fanno carico. Inutile parlarne in via generale.

      –?cordialmente,

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      • quello che dice Sara è proprio il mio caso: fratello naturale,single,violento,senza voglia alcuna di lavorare in poche parole una persona ingestibile nel nucleo famigliare.

        Essendo fratello naturale come posso fare a togliere ogni legame con lui?Il comune o qualche altro ente può intervenire?.

        Avendo mio fratello anche una casa intestata, sono obbligato a pagare io la retta presso qualche centro o deve pagarsela lui avendo a disposizione una pensione di invalidità?

        Mi scuso se sono stato poco chiaro,ringrazio anticipatamente per una risposta.

  2. roberto says:

    Ciò vale anche se si ha un fratello invalido al 67%, quindi che non ha diritto alla pensione di invalidità, ma che non vuole andare a lavoro? E soprattutto non vuole farsi vedere da uno psichiatra e quindi curare?

    • Uno stato di incapacità “colpevole” non dovrebbe dar diritto agli alimenti, però a livello pratico non sarebbe affatto semplice accertare in materia di colpevolezza o meno al riguardo…

      • roberto says:

        Oltre a ciò che le ho detto, minaccia, ricatta e a volte alza anche le mani per ottenere ciò che vuole. Fa il disabile o sano a seconda di come gli fa più comodo. Usa i suoi soldi (e non ha problemi invalidanti) per andarsene in vacanza. Ma poi vuole i nostri soldi, e si comporta da invalido, quando deve essere mantenuto e non gli va di fare determinate cose.

        Persona peraltro “laureata in giurisprudenza”.

        Oltre agli alimenti, legalmente, uno è obbligato anche acconsentire a tutto ciò che vuole? (l’ultima volta che gli ho negato una cosa è scappato di casa, tanto che abbiamo dovuto chiamare la polizia e i vdf per farlo ritrovare). Uno è obbligato a mantenere, tenere dentro casa, ed essere costretto alla sua volontà, una persona del genere? Che peraltro non vuole l’aiuto da parte degli assistenti sociali, ma costringe a me di doverlo aiutare?

        Chi è che è preposto a monitorare i comportamenti di questo soggetto, per poi portarlo in giudizio, che per me non è un invalido, ma un delinquente?

        Vuole che io non vada a lavorare fuori, perché lui fuori dalla nostra città non vuole andare, e io non posso andare perché lui mi minaccia a dovermi occupare di lui, come vuole lui (impedendomi quindi anche di farmi una famiglia).

        • Non ho capito bene il tuo caso la descrizione che ne fai non è molto precisa, ti consiglierei di parlarne con un avvocato e di valutare la nomina di un amministratore di sostegno.

          • roberto says:

            Mi scusi se sono stato poco chiaro. Le chiedevo se un fratello con il 67% di invalidità, laureato in giurisprudenza, che si rifiuta di andare a lavoro (nonostante ci siano concorsi pubblici per la sua categoria, o comunque altri lavori che può svolgere) può avere il mantenimento o gli alimenti da parte di un giudice.

            Poi le volevo chiedere chi sono gli ascendenti prossimi, quali sono gli obblighi di legge verso un “fratello” (ovvero che significa obbligo di mantenimento dello “stretto necessario” verso un fratello).

            Non conoscevo la figura dell’amministratore di sostegno.

            Grazie, buona giornata e buon lavoro

            • Non ha molto senso parlare di queste cose in generale, tutti i casi di persone che si trovano in stato di bisogno sono diversi, qualche considerazione si può fare solo conoscendo il caso in tutti i suoi dettagli. Però, se la cosa non è ancora diventata attuale, io rimanderei ogni valutazione al riguardo, mi attiverei solo nel caso in cui la cosa diventasse effettivamente concreta, anche perché nel frattempo molte cose possono cambiare, quindi non ha effettivamente senso occuparsi di ipotesi… in ogni caso, ti consiglio di farti seguire da un legale, che potrà compiere tutti gli atti necessari per tutelarti come ad esempio inviare diffide intrattenere rapporti con i servizi che eventualmente seguono tuo fratello e così via, per evitare di arrivare ad una situazione spiacevole per te.

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