l’arredo della casa familiare in caso di separazione va lasciato dentro la stessa?

Ho un bimbo di 18 mesi, nato nel luglio 2009, nel dicembre 2009 il mio compagno, padre del bimbo, ci ha costretti ad andare via di casa con minacce e intimidazioni, nell’aprile 2010 la prima udienza al tribunale dei minori, ho chiesto affidamento e casa familiare, ma il giudice ci ha rimandato a visite dagli ass sociali e quindi udienza ancora in pendenza. Io sto ancora dai miei, mentre il mio ex compagno nel frattempo mi ha portato via tutti i mobili dalla casa familiare (in affitto) ma io mi chiedo se tutto quello che c’era dentro non sia anche patrimonio del mio bambino e quindi se abbiamo diritto o no a un ripristino o almeno a un rimborso. Lui ha dichiarato un falso finanziamento per questi mobili, falso perchè sono stati pagati in contanti, con nostri risparmi…. Un giudice dei tribunale dei minori tiene conto di queste cose?

È giusto quello che dici, l’arredo della casa familiare non avrebbe dovuto essere asportato, perchè in caso di assegnazione a tuo favore della casa familiare sarebbe dovuto servire per la cura di vostro figlio. La giurisprudenza è molto chiara sul punto, citiamo ad esempio una recente pronuncia del Tribunale di Cassino:

«Nel giudizio di separazione, l’assegnazione della casa coniugale ad uno dei coniugi ai sensi dell’art. 155 c.c. ricomprende, di regola, non il solo l’immobile, bensì anche i beni mobili, gli arredi ed i servizi che vi si trovano. Tuttavia, nulla esclude che possa essere oggetto di accordo tra le parti il prelievo di alcuni mobili dalla casa familiare, specie se di proprietà esclusiva di uno dei coniugi» (Trib. Cassino, 19/10/2007)

La cosa è abbastanza logica, perchè l’assegnazione della casa serve a dotare il minore di un ambiente di vita, anzi a consentirgli di conservare l’ambiente di cui godeva prima della separazione, è ovvio che se la casa è sfornita di arredo non può fornire le utilità di abitazione che le sono proprie.

Detto questo, sicuramente nel caso della nostra lettrice è importante collaborare spontaneamente, pienamente e lealmente con i servizi sociali. Un giudice infatti tiene conto delle cose che si possono provare in giudizio, non dei discorsi che fanno le parti ma che sono slegati da riscontri documentali o da altre prove. Davanti al Tribunale dei minorenni, sono molto importanti le relazioni dei servizi sociali, che potranno accertare la attuale situazione abitativa del piccolo figlio della nostra lettrice e fare altresì un sopralluogo presso la casa familiare per vedere in quale stato si trova e se sono stati asportati mobili o meno.

A beneficio di tutti i lettori va ricordato che per evitare che le vittime di violenze e minacce siano costrette ad abbandonare la propria casa, lasciandovi dentro la parte «prepotente», è prevista la possibilità di richiedere ordini di protezione, sia al giudice civile che a quello penale, per un approfondimento relativamente ai quali rimando al mio libro.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. poco dopo il parto vi ha mandato fuori casa ……capisco la "foga" di partorire (a tutti i costi) che han le donne MA forse hai partorito con l'uomo sbagliato ? chieditelo !

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