quando viene venduta all’asta la casa familiare

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Nel 2006 il giudice in sede di divorzio mi assegna per intero l’immobile di cui sono compropietaria per 1/2. Dal 1994 è in corso la procedura fallimentare della società di cui il mio ex marito era socio ed amministratore, nel settembre del 2009 viene venduta all’asta la sua metà. La banca non mi notifica l’avviso di vendita, il giudice non controlla gli avvisi. Il mio ex marito è debitore per somme da mancato versamento alimenti per cui i miei avv.ti si insinuano nella vendita per il recupero delle somme e non mi comunicano che ho la possibilità di partecipare all’asta. Ora mi ritrovo atto di citazione per richiesta di divisione e frutti civili del nuovo comproprietario. Nel 2009 mi sono rivolta direttamente al giudice per contestare la procedura, lei riconoscendo l’errore mi disse di rivolgermi ad un legale per fare opposizione ( di che tipo?). Nessun avvocato però ha voluto procedere. Ho contattato il nuovo comproprietario proponendogli pari somma sborsata ma si rifiuta di transare. Vuole i soldi dell’affitto. Ma esiste la seguente norma che prevede che ai sensi dell’articolo 6 comma 6 della legge 74/1987 il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare (in quanto avente per definizione data certa) è opponibile al terzo acquirente in data successiva anche se non trascritto, per nove anni decorrenti dalla data dell’assegnazione, ovvero anche dopo i nove anni ove il titolo sia stato in precedenza trascritto.

Il problema è che il provvedimento di assegnazione della casa familiare è stato fatto quando la casa era già stata pignorata in seno alla procedura fallimentare, addirittura oltre 12 anni dopo. È per questo motivo che non è opponibile alla procedura fallimentare e ai terzi che acquistano beni al momento in cui vengono venduti dalla massa attiva, altrimenti basterebbe a tutti quelli che vengono dichiarati falliti fingere di separarsi dalla moglie, o comunque dal coniuge, facendo in modo che la casa familiare sia assegnata all’altro per poterla sottrarre al fallimento e ai creditori.

Questo per ciò che concerne la regole di base del caso concreto. Per quanto, invece, riguarda il tipo di opposizione che avresti potuto presentare per il mancato invio dell’avviso di vendita a te come comproprietaria dell’immobile, penso che si trattasse di una opposizione agli atti esecutivi, per la quale i termini sono ampiamente scaduti. Non so, e non ho modo di sapere, per quale motivo i legali che hai consultato non abbiano voluto procedere, di fronte ad una tua richiesta o dubbio che come tali sono sempre legittimi credo avrebbero dovuto spiegarti per quale motivo non ci fosse, o non ci fosse più, possibilità di procedere – può anche darsi, semplicemente, che quando sei andata da loro i termini fossero già scaduti. Relativamente, infine, al fatto che non ti avrebbero avvisato della possibilità di acquistare la casa all’asta, non so cosa dire anche questo dipende dal tipo di incarico che avevi conferito loro.

A questo punto, comunque, non puoi più far nulla circa l’avvenuta vendita probabilmente, quindi purtroppo l’unica strada è tentare di continuare a negoziare con il proprietario di 1/2 della casa, eventualmente offrendo una somma più alta, oppure vendendo la tua porzione, con l’ipotesi di acquistare, con il ricavato sommato a quello di cui disporresti per l’acquisto dell’altro 1/2, una diversa abitazione. Scegli un legale che possa assisterti con precisione, pazienza e che abbia buona facoltà di mediazione e negoziazione.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio» e «9 storie mai raccontate».

Comments

  1. stefania says:

    Gent.mo avvocato, preciso che la prima sentenza di separazione ad opera del presidente del tribunale, risale al 1991, in cui il giudice mi assegnava in godimento anche la metà di appartamento del mio ex marito,(scorporando però il garage di pertinenza, che invece in sede di divorzio mi viene assegnato) in vista del fatto che allora la nostra figlia era minorenne. Data di assegnazione anteriore al pignoramento. Ritengo che i legali della banca creditrice delle somme nei confronti della società del mio ex marito avrebbero dovuto notificarmi l avviso di vendita, compreso il pignoramento, e i miei legali non mi hanno mai spiegato che si sarebbero insunuati nella vendita, anzi mi hanno sempre detto, anche se a conoscenza dei debiti contratti dal mio ex marito, che nessuno creditore avrebbe mai messo all'asta un bene assegnato in sede di separazione, per giunta un mezzo. Mia figlia propose a diversi avvocati l opposizione da lei prospettata ma nessun avvocato ha accettato l incarico!! a distanza di una settimana dalla scoperta della vendita. La ringrazio, cordialmente

    • Sì se la prima assegnazione della casa familiare è del 1991, quindi anteriore al fallimento, la cosa è ancora più strana, anche se confermo che bisognerebbe vedere per vedere il fascicolo e studiare il caso in tutti i suoi dettagli per vedere e capire bene cosa è successo e soprattutto cosa si può fare, credo comunque molto poco oramai.

      –?cordialmente,

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  2. salve avvocato mi serve sapere un consiglio che nessuno attualmente mi puo’ dare compreso il tribunale per i fallimenti immobiliari le spiego brevemente il mio caso:io nel 2008 insieme alla mia ragazza compriamo un immobile intestandolo a tutte e due e accendendo un mutuo dove risultiamo io lei e il padre come mutuatanti,il mutuo lo sempre pagato io da solo pur dall’atto di mutuo risulta che dobbiamo pagarlo in tre persone ma lo sempre e solo pagato io fino ad oggi dal mio conto corrente bancario,nel 2010 ci sposiamo nel 2012 la mia ex moglie mi chiede la separazione non ci accordiamo perche voleva tutto casa per intero e mantenimento andiamo in giudiziale dove siamo in seconda udienza ma questa e un altra storia ,non abbiamo figli adesso io chiaramente mi sono rivalso nei confronti della mia ex moglie e del mio ex suocere perche fino ad oggi non hanno mai pagato la loro quota di mutuo e infatti il tribunale mi ha emesso due decreti ingiuntivi esecutivi nei loro confronti adesso io vorrei fare questo nei confronti del mio ex suocero fare un pignoramento presso terzi lui ha una pensione, e nei confronti della mia ex moglie un pignoramento sulla casa sul suo 50percento di proprieta’ per chiede poi al giudice l’assegnazione dell’immobile al 100percento chiaramente adesso sono rimasti da pagare altri 26 anni di un mutuo che e’ di 30anni pero i 26 anni rimasti ad oggi vorrei continuarli a pagare io ma tenermi la casa per intero che ho sempre pagato io,esiste questa procedura senza perforza andare all’asta visto che il creditore sono io?ho chiesto e nessuno mi sa dare una risposta tutti dicono che devo metterle perforza il suo 50percento all’asta e cosi?e se si puo’ fare piu o meno quali potrebbero essere i costi della procedura dopo il pignoramento ?e fattibile?grazie la saluto avvocato.

    • Mi pare che l’assegnazione della quota si possa chiedere, ovviamente bisognerebbe vedere il caso più in dettaglio. Se hai ottenuto due provvedimenti di ingiunzione, devi anche avere un avvocato che conosce bene la tua situazione, ti consiglio di parlarne con lui. Buon 2013.

  3. la ringrazio avvocato celerissimo come sempre nelle sue risposte la ringrazio e le auguri anche io un buon 2013 auguri e saluti

  4. Mio fratello, dichiarato fallito, ha una casa in comproprietà con me, nostra madre e due zii. Per tutti noi questa è la nostra abitazione principale. Adesso tutti noi vorremmo venderla, ma mio fratello, dichiarato fallito, non vuole e si oppone. Può farlo? Grazie

    • Per venderla intera devono concordare tutti i comproprietari, non importa se falliti o meno, a meno che il bene non sia nella disponibilità del curatore a seguito di ingresso nel fallimento.

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