Dialogo reale tra un assistito e il suo avvocato.

Sapete che il tema dell’interazione avvocato/cliente mi è molto caro… Recentemente mi è capitato un caso paradigmatico di come a volte il cliente non sia per niente in grado di comunicare efficacemente con il suo legale e quest’ultimo debba necessariamente ricondurre la transazione in termini corretti se vuole essere utile al suo assistito. Eccolo qui a voi, il tutto si è svolto via posta elettronica

> Domanda ciao tiziano, come stai? ti trovo prossimamente su skype? avrei bisogno di chiederti una cosa.
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> Risposta chiedimi via mail non lo apro quasi mai qui tutto ok spero bene anche per voi…
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> D ciao tiziano,
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> allora cerco di essere sintetica… anche se conoscendomi è difficile!! 🙂
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>  1. se una persona trattiene effetti personali di un’altra e manifesta di non volerli restituire o di volersene disfare senza il consenso dell’altra (anzi, dopo ripetuti tentativi ignorati di farsele spedire) è considerabile come reato???
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> 2. nel caso lo fosse, cosa si può fare per obbligare a restituire gli effetti personali trattenuti??
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> 3. la persona che tiene le cose ha affermato più volte di non accettare nemmeno di darle a terze persone incaricate di ritirarle, ricattando con frasi del tipo “o tu fai quello che dico io o butto tutto”… c’è una via legale per prendersi tutto senza correre rischi che le cose vengano buttate?? tenendo conto che in ogni caso dovrebbe occuparsi del ritiro una persona esterna alla situazione e non il diretto interessato… che ne so… presentarsi con i carabinieri forse??!!
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> 4. nel caso le cose venissero buttate o danneggiate c’è una possibilità di farsele risarcire?
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> 5…… e tanto per avere un’idea….. procedendo per vie legali a quanto ammonta il danno in termini di portafoglio e di tempo????
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> a grandi linee sono in mezzo a questa situazione, con conseguente ansia e stress… puoi illuminarmi?
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> R F., mettiamo via le astrazioni e i “se”: raccontami esattamente quello che ti è capitato, con tanto di nomi e cognomi, cosi potro capire bene, e sapere cosa dirti. scrivi pure molto, io leggo veloce.
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> D  ok… ci provo…
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> dunque… quando io e … siamo venuti via, esattamente …, molte delle cose che avevamo sono state messe in scatoloni e abbiamo chiesto ai suoi genitori di conservarle per un periodo in casa loro, tenendo conto che se nel giro di un anno fossimo tornati ce le saremmo riprese, altrimenti avremmo fatto in modo di farcele inviare…. ok, tutti d’accordo su questo.
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> i rapporti di … coi suoi son sempre stati altalenanti e difficili, ma bene o male sembrava la cosa potesse andar bene cosi, non fosse che in questi anni ogni minuto brontolavano dell’ingombro in casa loro… abbiamo piu volte cercato di convincerli a chiamare un falegname o a contattarlo noi per loro, far fare una cassa e spedire il tutto, o chiamare una ditta di spedizioni che operi anche a domicilio, in modo da dare un taglio alla litania, e chiesto alla sorella di … di occuparsene lei che stava piu vicina, e a quel punto sempre facevano marcia indietro dicendo che potevamo lasciare tutto li ed evitando di pensare seriamente a spedire tutto quanto… della serie mica mi si può togliere il gusto di brontolare, mi lamento ma faccio in modo che le cose non cambino…
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> a … hanno deciso di venire qui per vedere i bimbi, sapevamo che sarebbe stata una convivenza difficile ma bene o male abbiamo accettato… per un mese è andato tutto bene, poi la madre di … ha cominciato a scazzare su ogni cosa, brontolare su tutto, impicciarsi a un livello assurdo rendendoci la vita difficile, e nonostante questo siamo stati zitti pensando che sarebbero ripartiti prima o poi.
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> per fartela breve l’ultima settimana è stata peggio di “shining”, il padre di … ha tentato di alzare le mani con lui e da quel momento i rapporti si sono congelati, io e loro non ci siamo nemmeno salutati quando sono ripartiti e non li abbiamo risentiti.
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> l’unico modo per avere notizie è comunicando con la sorella di …, che alla fine può fare ben poco. la prima settimana dopo la loro partenza le abbiamo chiesto di andare a prendere le nostre cose e spedircele, ma è stata fermata in malo modo e intimata di farsi gli affari suoi, e in quel momento erano già state buttate via varie cose dalle nostre scatole… e la cosa ha cominciato a rodermi perchè la maggior parte delle cose era mia, cose che ero riuscita a malapena a “salvare” quando me ne sono andata da … e che ora rischio di perdere un’altra volta… il valore di per sè non è molto, ma tra le altre ci sono ricordi di mia madre, foto di mia figlia da piccola, cose assolutamente senza valore ma che rivoglio perchè sono mie.
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> abbiamo chiesto nuovamente che le dessero alla sorella, varie volte, e ogni volta la risposta è un’accozzaglia convulsa di chiacchiere e la minaccia di buttare tutto… ho detto che avrei mandato qualcuno a prenderle e mi hanno detto per l’ennesima volta che non avrebbero fatto entrare nessuno… io sto cercando alla disperata una agenzia di spedizioni che possa prendersi la briga di ritirare tutto, imballarlo e spedirlo, ma vado alla cieca, e oltretutto se richiedo un servizio e loro continuano a non voler consegnare le cose a nessuno che devo fare???
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> all’ultima richiesta hanno detto che vogliono che … li chiami, giusto per sbraitare ancora qualche insulto al telefono, minacciando sempre le solite cose, e a questo punto io non riesco a tollerare oltre questa situazione…. ho perso l’ultimo briciolo di rispetto che potevo avere e mi interessa solo dare un taglio a tutto quanto, psicologicamente è una situazione che non riesco più a reggere…
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> lo so che questo non c’entra niente… ma mi ha depresso ancora di più riferire alla sorella che avrei pensato a chiedere consiglio al mio avvocato… cioè… non mi deprime chiedere consiglio a te… mi deprime pensare che non ho un cane li di cui potermi fidare!!..va bè… questo è un altro paio di maniche..
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> comunque la situazione è questa… se anche io trovassi una agenzia che possa occuparsi di tutto non è detto che loro accetterebbero di consegnare le cose… più probabile non lo facciano e più probabile ricomincino a gettare altre cose…
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> lo so che rischio di prendere decisioni estreme… e che sarebbe meglio tentare qualunque altra via pur di non metterci in mezzo anche un avvocato… e so che questo porta a un taglio definitivo… ma realmente non riesco a reggere questa situazione che si sta protraendo da vari mesi…. sono psicologicamente a pezzi e ne sta risentendo tutto, lavoro, vita e famiglia… sarebbe meglio sapere che non c’è rimasto più niente anzichè stare con la costante “minaccia” sulla testa del “butto via tutto”…
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> ecco qui…
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> ci capisci qualcosa?
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Embeh… Dopo che uno mi ha raccontato il caso per filo e per segno sì che ci capisco qualcosa, e sono anche in grado di dare un consiglio (è sufficiente mandare una lettera in cui si richiede la consegna degli effetti personali lasciati a suo tempo in deposito). Ma paragoniamo per un attimo la descrizione completa della vicenda, contenuta nell’ultimo paragrafo, con le 5 domande che l’assistito aveva fatto all’inizio della vicenda. Praticamente l’assistito si era voluto inventare alcuni profili giuridici per conto suo del tutto irrilevanti e inconferenti per risolvere nella pratica il problema; se anche avessi fornito le risposte tecniche comunque il cliente non se ne sarebbe fatto di niente perchè il modo di procedere più indicato era completamente diverso. Non credo che i clienti ci interpellino per disquisire di diritto, ma per risolvere un loro problema.

Mi chiedo se queste persone quando vanno dal medico si limitano a dire, come è più indicato, «mi fa male qui», oppure si mettano invece a disquisire di sintomi e di loro possibili cause e malattie. L’utente, quando si rivolge ad un professionista, deve limitarsi a riferire i fatti e manifestare il suo disagio (non posso riavere la mia roba che ho lasciato in deposito ad un altro), come inquadrare le cose e come meglio agire è compito dell’avvocato dirlo.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. MICHELE says:

    Gentile AVV. HO STIPULATO UNA POLIZZA DI TUTELA LEGALE DOVE PER I SINSTRI DOVREBBE RISPONDERE LA COMPAGNIA D'ASSICURAZIONE ARAG,QUELLO CHE VOLEVO CHIEDERE E' QUESTO : IL TOTALE DEL PREMIO E DI CIRCA 5.200.00 €. PER OGNI ANNO QUESTO VALORE MASSIMO SE IN UN ANNO VIENE SUPERATO , RINNOVANDO LA POLIZZA SI RICOMINCIA D'ACCAPO HO' IL SINISTRO SCADE ALLA FINE DEL VALORE DELLA POLIZZA? SPERO TANTO CHE SONO RIUSCITO A FARMI CAPIRE , IN ATTESA LA SALUTO
    MICHELE

  2. credo che al posto della sua conoscente ci potremmo stare tutti. io per prima mi perdo in queste sciocchezze, ogni tanto. eppure per lavoro sono la prima a cercare di portare le agenzie ad arrivare al punto, a spiegare il problema senza la 'storia dell'orso'. anche perché spesso il problema è tutt'altro.
    la cosa che trovo però curiosa è il fatto che uno scriva all'avvocato -che reputo sia legato al segreto professionale anche in un caso così- senza fare la storia semplice con i nomi. se scrivo, ho fiducia e spero in risposte precise ma se non lo sono io??

    ricordo una chiamata sulle polizze vita, che -sappiamo- teoricamente escono dall'asse ereditario (fintanto che la legittima viene rispettata, lei mi insegna). l'impiegato di agenzia cercava di capire la scelta del beneficiario facendo un panegirico che non le dico.
    solitamente, quando devo spiegare il concetto di beneficiario e uscita dall'asse ereditario (v. parentesi sopra) la faccio breve: faccio una polizza, non voglio che i soldi li prenda mio marito e scelgo come beneficiaro il mio amante.
    la risposta era spesso "ecco, era questo il caso".

    insomma, ormai sappiamo subito da che parte vogliono parare… ah la vita da helpdesk!

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