quando la moglie si offre di acquistare la quota della ex casa familiare del marito a prezzo inferiore a quello di mercato

Sono separato con figli, la casa in comproprietà è stata assegnata alla moglie con cui vivono le figlie, corrispondo un assegno di mantenimento alle figlie di 800 euro/mese più spese straordinarie; la moglie è dipendente del Vaticano con stipendio di 1800 euro/mese ed io sono dipendente di azienda privata con stipendio di 3600 euro/mese. Il giudizio è ora in Appello promosso dalla moglie su questioni di affido prole e importo assegno. Io ho una nuova unione da cui è nato un bambino che ora ha 4 anni e del quale non ho chiesto nulla per la revisione dell’assegno che corrispondo alle due figlie (di 19 e 12 anni). La moglie sta offrendosi di acquistare la mia quota di appartamento per 100mila euro (valore reale 180mila euro) diventandone così proprietaria unica. Dice di dover accendere un mutuo che non potrebbe sostenere per importo più elevato e che comunque sarebbe per lei molto gravoso. Io ho bisogno di questi soldi e sarei tentato di accettare. Ho chiesto di intestare la quota a mia figlia maggiorenne per smascherare l’intenzione speculativa della ex ma ha rifiutato. Temo che accettando mi ritroverò ad aver perso il mio unico capitale a prezzo svilito e per giunta in sede di divorzio la mia ex stia macchinando di riprendersi i soldi chiedendo l’aumento dell’assegno di mantenimento figlie essendo intervenuta per lei una rata di mutuo da pagare per garantire l’abitazione alle figlie. Cosa ne pensate?

Premesso che per dare una risposta veramente utile bisognerebbe studiare più approfonditamente il caso, l’impressione che si ha leggendo questa breve descrizione è che probabilmente ti convenga vendere la tua quota alla tua ex moglie. È vero, la vendi ad un valore più basso di quello di mercato, ma comunque ti conviene visto che ad ogni modo per diversi anni ancora non ne potresti disporre, visto che è vincolata al raggiungimento dell’autonomia delle tue due figli, di cui una è ancora abbastanza piccola, per cui probabilmente ancora per 10 anni non te ne faresti di niente. Se consideri quello che ne ricaveresti dandola invece in locazione, a mio giudizio arriveresti ad un sostanziale pareggio e potresti anche dirti fortunato a differenza di tanti altri genitori che si vedono bloccato il loro immobile per venti o trenta anni senza poterci fare assolutamente nulla e senza ricevere un centesimo in cambio.

Piuttosto, considerato che avete ancora pendente il giudizio di separazione in appello, potresti cogliere l’occasione per consensualizzare tutta la materia, definendo anche le questioni che avete in sospeso in secondo grado.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. papadom says:

    ma la questione più rilevante è: può la ex dopo aver acquistato la quota di immobile finanziandosi con un mutuo bancario chiedere in sede di divorzio l'aumento dell'assegno per il mantenimento delle figlie avendo aggravato le sue uscite mensili per garantire un tetto alle figlie (dice lei)?

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