quando la madre non vuol far vedere la figlia alla nonna paterna dopo la separazione

Nonostante le difficoltà esistenti nella mia famiglia ho cresciuto con amore e devozione la mia nipote, figlia di mio figlio, fino all’eta’ di 1 anno e 10 mesi quando sua madre ha deciso, senza dire nulla, di portarla all’estero dai suoi genitori e chiedere il divorzio per incomprensioni tra lei e suo marito. Da quel momento, non ho più avuto la possibilita’ di incontrare la mia nipote se non solo con l’intervento dei servizi sociali esteri per un tempo, poi tramite lo Spazio Neutro in seguito alla decisione del giudice del Tribunale dei Minori. Tutti gli incontri sono andati relativamente bene, ma ultimamente si e’ sentita troppo pesante la presenza della madre, cio’ che non permette di vivere proprio serenamente e liberamente il rapporto nonna-nipote. Lei interviene su tutto volendo controllare e gestire l’attività ed i movimenti della bambina, influenzando anche il mio comportamento. Ha da criticare anche sul banale pacco di biscottini portati ogni tanto alla bambina, influenzandola a dirmi di non portarle piu’ “prodotti bio” perche’ a lei (alla bambina) non devono piacere solo perche’ piacciono a me. Cioe’ visto che interpreta le mie azioni, i miei gesti, le mie parole sempre in modo negativo, evidentemente non riesco a manifestarmi proprio spontaneamente, ma con tanta angoscia e imbarazzo. Sono sempre intimorita dal pensiero che lei sia in agguato alla caccia di ogni eventuale mio piccolo “sbaglio” di cui servirsi per poter accusarmi e lamentarsi per potermi negare un piu’ stretto rapporto con la nipote. Al mio legittimo e naturale desiderio espresso apertamente, sia davanti a lei sola che alla presenza degli educatori, di poter avere incontri con la bambina (che ora ha 7 anni e mezzo) anche senza la sua presenza ed eventualmente poterla portare ogni tanto anche a casa mia, a spasso, a mangiare un gelato, a fare una gita in montagna ecc, ho sempre incontrato il suo categorico rifiuto, sotto vari pretesti:una volta che non puo’ dimenticare il male che io le avrei fatto mettendo in moto i servizi sociali, un’altra volta che a casa mia si potrebbe trovare “l’altra persona” che e’ il padre della bambina ed anche mio figlio, al quale lei nega l’avvicinamento come ha fatto per anni anche con me (anche se non c’e’ nessun provvedimento giudiziale che impedisca gli incontri o l’avvicinamento di questo alla sua figlia se non la volontà della madre), un’altra volta, dice che non e’ ancora arrivato il momento e si “preoccupa” di quello che dovrei rispondere io se la bambina mi facesse domande riguardanti suo padre(?). E tutti questi rifiuti nonostante il desiderio espresso anche dalla bambina di poter venire a casa mia. Addirittura la bambina le ha chiesto espressamente piu’ volte se potesse andare a casa della nonna, anche il sabato scorso, e sempre la sua risposta e’ stata la stessa: “credo proprio di no”. Trovo che questo atteggiamento non sia proprio giusto ne’ favorevole alla bambina; che cosi facendo non rispetta il diritto alla dignità, alla propria personalita’ ed ai naturali rapporti di lei con i parenti paterni. Considero inoltre che questo incida negativamente sullo sviluppo del carattere della bambina e che possa anche essere recepito ulteriormente come frustrazioni che con il tempo possono maturare in veri e propri traumi. Lo Spazio Neutro pur conoscendo la realta’ in quanto io ed il mio compagno ci siamo confrontati davanti a loro con la madre della bambina ed il suo compagno, ha deciso di continuare allo stesso modo con incontri autogestiti (che comunque si interromperanno nel periodo giugno – settembre periodo nel quale la bambina si trovera’ all’estero dai nonni materni) insistendo che siano presenti i due uomini (i nostri compagni)… La madre ha anche detto chiaramente che neanche fra due anni o tre lei sara’ disposta a dare il consenso affinche’ la figlia possa incontrarsi da sola con me, sotto il pretesto (di ultima ora) che non si fida di me. Siccome prima o poi i Servizi Sociali dovranno fare un resoconto al giudice, e spero che questo sia obiettivo, le mie preoccupazioni sono le seguenti:-o che il giudice possa decidere di negare la possibilita’ di liberi incontri tra nipote e nonna senza presenza della mamma; – o che il giudice autorizzi gli incontri liberi ma la mamma della bambina trovera’ sempre qualcosa a cui attaccarsi per poter chiedere l’annullamento di un tale provvedimento, pur di far valere la sua volonta’. Come potrei tutelarmi e come dovrei comportarmi per non arrivare in tali situazioni? Specifico che sono stata io ad informare lo Spazio Neutro che considero prematuro il cessare del loro intervento, come da loro pensato, visto che siamo ancora lontani dall’obiettivo prefissato di garantire alla nipote il diritto alla visita da parte della nonna paterna in quanto non intravedo sicurezza e stabilita’. L’ultimo incontro svoltosi proprio oggi nella sede dello Spazio Neutro mi ha lasciato la sensazione che gli educatori considerino che il problema sia la conseguenza di reciproche vecchie animosità tra “l’ex-nuora e l’ex suocera” quando in realta’ il problema esiste e persiste solo per l’insistenza da parte della mamma della bambina di imporre il suo irragionevole volere. Anche oggi ho ribadito cio’ che ho detto piu’ volte (ed e’ la pura verita’), che non posso volere male alla madre volendo veramente bene alla mia nipote, e che io non percepisco piu’ la madre della bambina come “ex-nuora” ma solamente come madre di mia nipote.

Nella tua pur non breve lettera manchi di indicare alcuni dati importanti o comunque ci sono elementi che per poter dare una risposta più utile si dovrebbero poter valutare. Ad esempio, «estero» non significa molto, sarebbe importante sapere se si tratta di un Paese vicino all’Italia e logisticamente ben servito, da un lato, e di civiltà giuridica più o meno affine alla nostra dall’altro. Non si capisce quale sia il Tribunale dei Minorenni italiano che ha normato la situazione, quale sia, soprattutto, il contenuto dei provvedimenti del Tribunale e se vi sono provvedimenti adottati anche all’estero o se ad oggi l’unico «titolo» che regola la famiglia in crisi è quello del Tribunale dei Minorenni.

Per questo, posso lasciarti solo qualche spunto generico, che magari potrà esserti utile come base per una riflessione.

La nostra legge, con una disposizione applicabile anche ai figli di conviventi, prevede espressamente che «anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti di ciascun ramo genitoriale» (art. 155 cod. civ.).

Ciò è quanto dice la legge sulle posizioni dei nonni, che non sono viste tanto come un loro diritto, quanto come un diritto del minore a continuare ad avere rapporti anche con i nonni, dal momento che ciò è considerato dalla legge molto opportuno per il suo sviluppo, la sua formazione e la sua vita in generale.

Al di là di questa previsione molto chiara, ma anche molto generale, poi bisogna vedere il singolo caso concreto. Nel tuo caso, bisogna capire da dove nasce il timore della tua ex nuora che tu possa arrecare pregiudizio alla figlia, cioè se ci sono motivi oggettivi o se invece è semplicemente una fantasia e una davvero eccessiva diffidenza da parte della madre. La madre, comunque, in mancanza di presupposti oggettivi in tal senso, non può opporsi a che la figlia frequenti la nonna. Facendo un attimo un passo indietro, bisognerebbe capire come mai si è finiti a fare gli incontri in spazi neutri o ambienti protetti, se solo per motivi logistici legati al fatto che la madre e la bambina risiedono all’estero o anche per altri motivi.

Quando ci si rivolge ad un legale bisogna sempre dare tutti i dettagli del caso, altrimenti ci si spertica a fare ipotesi magari inutili.

Un altro problema è che gli interessi dei nonni a frequentare i nipoti non sono assistiti, secondo la ricostruzione comune, da un potere di agire in giudizio direttamente in caso di violazione degli stessi. Deve essere il genitore che deve farsi parte attiva per frequentare il figlio e farlo frequentare ai nonni. Nel tuo caso, dovrebbe essere tuo figlio a darsi da fare per poter frequentare tua nipote e consentire anche a te di frequentarla. Da quel che racconti, sembra che tuo figlio non frequenti la bambina, tanto che la madre teme addirittura che i due si possano «incontrare» a casa tua… Anche questo è un aspetto che andrebbe chiarito.

Avete mai svolto o proposto di fare incontri di mediazione familiare con la madre?

Questo è quanto posso dirti alla stato delle cose per quel che ho potuto prenderne cognizione. Tutelati, sia per te che soprattutto per tua nipote.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. insomma, non sempre le sono le suocere il male…

  2. Elena Bi says:

    Chiedo scusa che e' passato tanto tempo e nemmeno ho ringraziato per l'attenzione accordata e per la risposta. Ho avuto alcuni problemi che mi hanno tenuta lontana dal PC.
    Provero' ad aggiungere gli elementi richiesti per fare piu' chiarezza nella situazione presentata:

    – Estero = Romania, in un paesino sperduto, dove per arrivare a casa dei nonni materni devi fare la strada a piedi con stivali alti di gomma, e pregare di non rimanere bloccato nel fango sulla stradina non asfaltata. Romania, dove la giustizia si vende al banco come merce al mercato; se la porta a casa chi dispone di piu' soldi e si fa avanti con la grana. Romania, dove i genitori vanno all'estero (per lavorare o no) e lasciano i figli minorenni ai propri parenti, a volte ai vicini o agli amici, in base ad un banale verbale e non tornano per mesi o anche un anno intero come e' successo con la mia nipote. Romania, dove i Servizi Sociali non vedono in questo situazioni di abbandono, ne' possibilita' che questi bambini registrino traumi psichici.
    – L'affidamento e' stato stabilito da un tribunale romeno nel 2006. Il provvedimento degli incontri atraverso il Consultorio Familiare (il quale poi ha delegato i compiti allo Spazio Neutro) e' il Tribunale dei Minori di Venezia.
    – Il provvedimento del suddetto tribunale prevedeva che la nonna puo' incontrare la nipote con decorrenza immediata e la sentenza era stata emessa a dicembre 2009, ma il primo incontro e' avvenuto solo il 30 marzo del 2010. Questo provvedimento non specifica nulla riguardante l'estero; la bambina e
    sua madre risiedono regolarmente in Italia. La mia nipotina nata in Italia frequenta la seconda elementare in una scuola pubblica italiana.
    – L'origine dei timori della madre di mia nipote non saprei dire quale sia. Non ha mai detto cose chiare, ma come gia' avevo spiegato nella mia lettera, ogni volta ha dato motivazioni in varianti diverse e ogni volta ha richiamato in maniera travisata situazioni pregresse. Pero' secondo me, alla base dei suoi ripetuti rifiuti sono le paure che sua figlia arrivi a sapere la verita' su suo padre, su come e' arrivata ad essere una bambina con una famiglia disgregata, nonche' altre diverse verita' che lei sa benissimo che io conosco. Verita' che io non ho alcuna intenzione di rivelare a mia nipote, perche' la bambina non deve ne' essere toccata dalla melma della vita di nessuno dei genitori ne' registrare traumi. In ogni caso non per il mio tramite. Pero' considero che deve sapere la verita' su chi sono i suoi veri genitori, che sua madre non e' l'unica ad interessarsi a lei, che c'e' anche qualcun'altro che le vuole molto bene e che lei puo' in ogni momento e situazione trovare in me un punto di riferimento e sostegno.
    – Io in veste di nonna ho agito in virtu' dei miei doveri di nonna e in virtu' dei diritti di mia nipote, diritti che necessitavano all'epoca (2005-2010) come necessitano ancora oggi di essere rispettati. Ho agito indipendentemente dal parere pro o contro di ognuno dei genitori della bambina, che in passato, quando erano ancora una famiglia, mi hanno impedito di vedere la bambina per 5 mesi, perche' era questa la volonta' della madre, il padre, succube di lei, l'assecondava.
    – Il padre della bambina e mio figlio non puo' frequentare la sua figlia, per provvedimenti giudiziari che nulla hanno a che fare con la bambina o con sua madre. Lui non vuole fare ora nessuna azione; dice che ha un precedente in occasione del divorzio quando e' stato sfavorito dalla situazione e non ha potuto fare nulla ne' per difendersi, ne' per l'affidamento della figlia. Lui vorebbe anche evitare le vie dei tribunali, convinto che potra' far ragionare la ex-moglie, per il bene della bambina, cosa che io dubito fortemente che potra' accadere.
    – Sul fatto che la madre teme che sua figlia puo' incontrarsi col suo sconosciuto padre non vedo una scusa oggettiva; a casa mia o in qualsiasi altro posto, che lei voglia o no, prima o poi questo incontro accadra'. Gia' la bambina in ripetute occasioni ha affermato alla presenza di sua madre che questa le dice solo bugie, che le impone di fare solo cosa e come vuole lei e come le persone grandi, che lei (la bambina) e' una schiappa, che non e' capace di fare niente bene anche se s'impegna sempre a fare il suo meglio.
    – Mediazione… hanno provato a fare i due educatori dello Spazio Neutro, il martedi scorso, 7 giugno, ma non si e' concluso nulla; gli educatori si sono comportati come altre volte, mostrandosi di parte, dando spazio alla madre della bambina a manifestarsi con arroganza, senza rispetto e con spavalderia nei miei confronti, addossandomi colpe che non ho per varie cose e situazioni piu' inventate che reali, senza invece voler sentire le ragioni del non volere della madre, che sua figlia abbia incontri liberi e tranquilli con me senza che lei sia presente, o che questa pottesse venire anche a casa mia, anche se mio figlio, padre della piccola non si trova da me.
    Ho presentato un esposto della situazione al mio avvocato, con il quale ho conferito anche tre settimane fa quando le ho fatto presente che la mia nipote aveva sulla parte interna delle braccia lividi, segni chiari di ditate, che nonostante mio compagno le avesse fatte notare all'educatrice dello Spazio Neutro dicendole che durano da almeno due settimane, lei si era limitata a domandare alla madre chiarimenti sul perche' questi lividi e sulla loro provenienza, senza avvertire il Consultorio Familiare per verificare la veridicita' di quanto detto da lei. La madre avrebbe risposto che dovrebbe domandare alla maestra, e successivamente avrebbe riferito che la maestra le avrebbe risposto che la bambina che "ha un bel caratterino" si comporterebbe in maniera prepotente sul pulmino della scuola e molto probabilmente che questi sono stati provocati dai suoi compagni.
    Avevo chiesto al mio avvocato di agire quanto piu' veloce possibile, prima che finisse l'anno scolastico, quindi prima che la bambina fosse portata di nuovo dai nonni materni in Romania per altri tre mesi circa, ma non e' stato possibile rintraciare la dottoressa del Consultorio Familiare alla quale il Tribunale dei Minori aveva affidato il caso. Le e' stato riferito appena ieri sera, dopo che sono tornata a riferire altre situazioni degli ultimi due giorni, che hanno colmato con una minaccia da parte del compagno della madre che mi ha detto telefonicamente, che se continuassi ad interessarmi della bambina ed avessi ripreso le vie dei tribunali, dovrei sapere che il suo avvocato e' il migliore di Treviso e "mangera'" tutti i miei avvocati.
    La ringrazio per lo spazio accordatomi, cosi' come ringrazio per la Sua disponibilita' a rispondermi con tanta chiarezza.

    • Grazie a te per condividere la tua esperienza con noi tutti.

      Nel merito, bisognerebbe che tu spiegassi meglio la situazione di tuo figlio, perchè è fondamentale nell'economia del tuo caso. È sottoposto ad un provvedimento restrittivo della libertà come gli arresti domiciliari? Oppure cos'altro?

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac
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      • Elena Bi says:

        Mio figlio e' stato agli arresti domiciliari fino ad 30 maggio di quest'anno, quando e' stato riportato in carcere, in seguito all'arrivo della sentenza definitiva della Corte di Cassazione. Il suo avvocato ha gia' fatto la domanda di liberta' anticipata e di cambiare la misura cautelare, in quanto ha da scontare ancora meno di un anno. Lui frequenta l'Istituto Tecnico per geometri, ed e' stato promosso nel quarto anno, con dei bei voti. Sia il suo avvocato che i suoi professori dicono che non dovrebbero eserci problemi ad avere di nuovo il permesso agli arresti domiciliari o ancora meglio la liberta' vigilata, perche' ha sempre tenuto un comportamento corretto, non ha mai creato problemi a nessuno e si e' sempre dimostrato ricettivo, disposto ed interessato a riqualificare la sua vita da tutti i punti di vista.
        Poco fa l'avvocato mio mi ha detto che la dottoressa del Consultorio Familiare non ha veste per indagare sui lividi presenti sulle braccia di mia nipote, passando la palla all'educatore dello "Spazio Neutro". Ma se lei che e' la superiore gerarchica non lo puo' fare, lo potra' fare l'altro con una carica inferiore? Mi puo dire Lei a chi potrei rivolgermi per far si che la bambina sia tenuta sotto osservazione e siano fatte delle verifiche ed approfondimenti riguardanti la situazione di possibile bullismo che mia nipote subirebbe da parte di un suo compagno di classe e se io come nonna potrei chiedere una tale verifica visto che la madre non vuole farla? Sa per caso se i Servizi Sociali sono controllabili e da chi? Grazie mille per tutto!

        La mia decisione di esporre con dettagli i nostri vissuti parte dall'idea che puo' servire anche agli altri che si trovano in situazioni simili, cosi come utile sarebbe per me trovare giuste e qualificate informazioni sulla strada da intraprendere senza perdere inutilmente tempo e senza paura di sbagliare o di nuocere alla bambina.
        Buona giornata a tutti!

        • Questa circostanza di tuo figlio direi che sia abbastanza importante, anche se molto dipende dal tipo di reato per il quale è stato condannato, un conto sarebbe un «furtarello» magari commesso in un momento di comprensibile disperazione, un altro ad esempio un fatto di traffico su vasta scala di stupefacenti o altro. La gravità del reato può incidere sul regime delle visite concedibili a tuo figlio rispetto a tua nipote, per ovvi motivi. Tutto questo poi come ti dicevo si riflette anche nei tuoi confronti, visto che i tuoi diritti di nonna «vivono» attraverso quelli del padre, che, però, attualmente vede le proprie possibilità di frequentazione molto ridotte.

          Per quanto riguarda i problemi dei lividi, se pensi che sia stato un episodio accaduto a scuola nulla ti vieta di fare una lettera in cui esponi la situazione alle autorità scolastiche, chiedendo magari una maggior vigilanza o accortezza in ragione di tali possibili sospetti, senza indicare nessun responsabile in generale che del resto nemmeno tu sapresti indicare.

          Per il resto, con riferimento al fatto di condividere con noi la tua esperienza, devo dire che questo è proprio lo spirito del blog, che è come un libro o diario collettivo in cui ognuno, con la nostra «animazione» e coordinamento, lascia le proprie testimonianza a beneficio di tutti gli altri che si trovano a leggere. Abbiamo più di 2000 articoli e tantissimi commenti, basta cercare e chi vuole trova sempre qualcosa di utile per lui, anche solo a capire la sua situazione. Sono molto contento di avere fatto questo e sono grato a tutti quelli, sconosciuti, che tutti i giorni si prendono un po' del loro tempo – bene oggi molto prezioso – per intervenire. Grazie ancora.

          –?cordialmente,

          tiziano solignani, da ? Mac
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  3. Elena Bi says:

    Torno per precisare che sia il padre della bambina che sua madre sono cittadini romeni. Io ho doppia cittadinanza, e spero che anche alla bambina, visto che e' nata in Italia, le sia accordata automaticamente la cittadinanza italiana, al di la' della volonta' di sua madre.

    • Quindi tu sei nata in Romania, immigrata in Italia, dove hai acquisito anche la cittadinanza italiana giusto?

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac
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      • Elena Bi says:

        Si. Sono nata in Romania ed emigrata in Italia. Nel 2005 ho ottenuto la cittadinanza italiana conservando quella romena.
        Il divorzio tra il padre e la madre della bambina e l'affidamento della bambina sono avvenuti insieme tramite un tribunale in Romania, su richiesta della madre, in un processo nel quale sono stati ascoltati solo i testimoni della madre non ache noi dalla parte del padre, anche se eravamo presenti in aula, facendo ripetuti viaggi tra l'Italia e la Romania, un processo in cui il giudice ha fatto domande suggestive ai testimoni auditi e non ha mai voluto tener conto di nessun documento portato agli atti che dimostravano una realta' diversa, anzi, provavano la falsita' di quanto esposto dalla parte promovente il processo, anche se tra questi documenti erano un passaporto che attestava le uscite dall'Italia della bambina e le entrate in Romania, ed il certificato di nascita in Italia della bambina. In quell'anno, 2005-2006 in tutto il tempo nel quale la bambina e' stata lasciata dai nonni materni, senza che la madre tornasse da lei, io sono andata a trovarla ben sei volte e ogni volta ho dovuto ricorrere alla mediazione dei servizi sociali locali, provinciali e regionali, che nonostante le prove presentate che la bambina veniva trascurata insieme agli altri suoi due cuginetti piu' grandi di lei di un anno l'uno e di due l'altra non hanno mai verbalizzato niente in questo senso nei loro referti, nemmeno quando i tre piccoli sono stati trovati da soli a casa in condizioni molto precarie e rischiose.

        • Cioè tu sei riuscita a vedere la nipote tramite l'intervento dei servizi romeni giusto?

          Per il resto, credo che sarebbe da valutare l'efficacia in Italia della sentenza di divorzio emessa in Romania. Sai se questa è stata trascritta nello stato civile?

          –?cordialmente,

          tiziano solignani, da ? Mac
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          • Elena Bi says:

            No, no, no…
            Io sono riuscita ad incontrare mia nipotina grazie al provvedimento del Tribunale dei Minori di Venezia, che ha sentenziato che la posso incontrare con decorrenza immediata a dicembre 2009, ma come ho gia' scritto prima, il primo incontro e' avvenuto alla fine di marzo 2010 e a breve i servizi sociali dovranno mandare un esposto al giudice sullo svolgimento degli incontri, in modo che questo possa regolare le modalita' dei futuri incontri per un rapporto normale, continuativo nonna-nipote. I servizi romeni non solo non mi hanno sostenuta nei miei disperati sforzi di far valere i diriti della bambina tra i quali al primo posto era quello di poter stare e vivere accanto a sua madre visto gia' che suo padre non poteva essere presente, ma hanno "remato" contro la bambina, come pare che ora facciano qui allo Spazio Neutro. Dico che stanno facendo cosi', perche' dal momento che interessa loro di piu' che al compagno della madre sia attribuito un ruolo chiave e messo in luce in ogni momento, a loro interessa garantire la tranquillita' alla madre che sua figlia non incontrera' il vero padre, che non incontrera' mai la nonna paterna senza che anche lei sia presente, dal momento che al Consultorio Familiare e' stato detto che gli incontri si svolgono benissimo senza la presenza della madre…a me hanno proibito di parlare alla bambina anche di cose di casa mia, del mio giardino, ecc., a che cosa si potrebbe pensare?
            Di nuovo no! Mio figlio sconta una pena che nulla ha a che fare con la bambina o con sua madre. Il suo reato non e' proprio un "furtarello" ma non e' nemmeno un reato che riguarda traffico di persone, prostituzione, favoreggiamento alla prostituzione, o droga, traffico di droga, uccisione di qualcuno, ecc. E' un reato per il qualle non e' al rischio di subire impedimenti per frequentarsi con la figlia. Gli unici impedimenti in questo senso sono la sua condizione di carcerato ed il "non voglio io" della madre di sua figlia.
            Non capisco a che tipo di trascrizione del divorzio si riferisce. I genitori della bambina si sono sposati in Romania e sempre in Romania si e' svolto ed e' stato concluso il processo di divorzio con la sentenza riguardante anche l'affidamento della bambina alla madre. La bambina e' pero' nata in Italia e qui vive ora e la sua nascita e' stata trascritta agli atti in Romania.
            Sinceramente non conosco se la ex-moglie di mio figlio ha presentato alle autorita' italiane il certificato di divorzio, visto che dopo il matrimonio avevano portato all'Anagrafe il certificato di matrimonio contratto in Romania. Ed ora che si parla di questo argomento, mi pare di ricordare che lo stato civile attuale di mio figlio non e' stato richiesto da nessuno in Comune quando ha dichiarato la residenza.
            La saluto rispettuosamente.

            • Cara Elena, ti chiedo tassativamente 🙂 di darmi del tu, non mi piacciono i salamelecchi, così come del resto mi sono permesso di fare.

              Ok per i servizi sociale, mi pareva strano che quelli romeni si fossero attivati così tanto.

              L'aspetto della validità del divorzio romeno in Italia sarebbe da chiarire, loro si sono sposati in Romania, ma poi hanno trascritto il matrimonio in Italia, quindi il matrimonio dovrebbe essere valido. Anche la sentenza di divorzio romena in teoria si può far riconoscere, anche se nella pratica la cosa può essere più complessa.

              Per quanto riguarda il reato di tuo figlio, capisco quello che dice ma ovviamente la madre potrà farvi leva sopra.

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  4. Elena Bi says:

    Mi permeto disturbare (e chiedo scusa) con una nuova richiesta: sa Lei o qualche altra persona del suo staff se in Italia si puo' avere assistenza psicologica col gratuito patrocinio? E pongo di nuovo la domanda gia' scritta su un post precedente: i servizi sociali sono controllabili/controllati? E se lo sono, a chi potrei rivolgermi?
    Ieri sono arrivata a sentire che la dottoressa che ha ricevuto in carico il nostro caso e' molto contraria a me, perche'…disturbata e offesa per le mie insistenze "aggressive" del 2005 quando bussavo a tutte le porte per domandare cosa e come avrei dovuto fare e a chi rivolgermi per riportare la bambina in Italia accanto a sua madre che non era sprovvista di mezzi e comunque era sempre appoggiata da me; nessuno mi diceva con chiarezza, anzi, mi trattavano come la classica suocera con il dente avvelenato contro la nuora (e spesso succede cosi anche ora) …Anche se cosi fosse, e' possibile che una persona, un professionista con una tale carica si fermi davanti agli alberi e non abbia voglia di vedere il bosco dietro di loro? Questo dimostrerebbe spirito di vendetta. E con la tutela dei diritti della bambina come rimane? Anche se io mi fossi comportata "male" all'epoca, per vendicarsi di me deve fare pagare la polizza alla bambina, segnandole il destino? Come rimane con tutte quelle parole delle leggi che dicono che il bene del minore prevale al di sopra di ogni cosa o persona ed i servizi sociali a questo devono vegliare e in questo senso impegnarsi? Se cosi risultasse, si puo' dire apertamente che il lupo e' stato istituito custode alle pecore.
    Rispetuosamente
    Elena Bi

    • Il patrocinio a spese dello Stato si può chiedere solo per fare cause o resistere ad esse. Per avere assistenza psicologica, bisogna rivolgersi ai servizi pubblici sul territorio. Per il resto, i servizi sociali sono organizzati gerarchicamente e comunque sottoposti al principio del rispetto della legge, ma non credo assolutamente che ti convenga fare un muro contro muro, perchè da loro dipende molto quello che farà il Tribunale dei minorenni.

      –?cordialmente,

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  5. Elena Bi says:

    Grazie per avermi autorizzato a darti del tu. Riconosco che la comunicazione diventa cosi' piu'…rilassata. 🙂
    *Figuriamoci! I Servizi Sociali romeni, come tra l'altro gli avvocati ed i notai laggiu' non si stancano e nemmeno si disturbano piu' di tanto. Il loro interesse si orienta verso le situazioni ed i casi sovvenzionati dallo Stato, perche' quelli permettono loro di tirare le funi e farsi anche loro la propria parte. Capisci di cosa parlo, no?
    *Se per caso il divorzio non fosse stato trascritto in Italia, che cosa comporterebbe in questa situazione? Inciderebbe in qualche modo nel caso specifico da me presentato? O potrebbe incidere su una futura azione legale di mio figlio sempre per poter incontrare la figlia ed adempiere ai suoi doveri di padre? Se si', in che modo?
    *Si', purtroppo hai ragione quando ti riferisci ai Servizi Sociali di qui. Mi ero' gia' accorta anch'io che, purtroppo, il coltello e' nelle loro mani e dalla parte del manico. E' per questo che si manifestano con cosi tanta arroganza. Si sentono forti perche' chi li ha investiti in questi ruoli non ha stabilito regole proprio chiare e loro giocano su questo e sembra che neanche siano controllabili. Secondo me, quando si inventano nuovi servizi, questo accade in troppa fretta e comunque prima di definire con chiarezza tutti gli aspetti e le situazioni posibili. Oggi ho avuto l'occasione di sentire che, interpellato dal mio avvocato, uno dei due educatori ha negato decisamente che mia nipote avrebbe mai avuto lividi sulle braccia o su altra parte del corpo (l'avra' verificato lui?! E se si', autorizzato da chi?), mettendomi cosi nella situazione di non aver detto la verita'. Quindi, io ed il mio compagno ci siamo inventati il tutto(?!), pure che l'altra educatrice alla quale il mio compagno ha attratto l'attenzione sulle braccia della bambina ha domandato alla madre chiarimenti in merito, alla presenza di questo educatore e del compagno della madre di mia nipote? Cosi' di punto in bianco da due persone rispettate per l'integrita' morale e modo di essere siamo diventati due bugiardi. Ora capisci come stanno in realta' le cose qui? Ecco perche' io chiedevo se questi fossero controllabili e da chi, a chi potrei rivolgermi. L'avvocato mio mi domandava se ho delle prove, delle foto… Come potrei averle? Mica durante gl'incontri io mi permetto di fotografare come fossi su una nave da crociera e fotografo il paesaggio come mi pare. O dispongo di una macchina fotografica professionale con la quale posso immortalare anche il piu' piccolo dettaglio…Dimenticano che si tratta di una bambina che voglio proteggere da qualsiasi tipo di sofferenza o situazione pesante che la possa mettere in difficolta' e dimenticano che comunque io e lei non siamo mai riuscite ad incontrarci da sole, tranne l'altro ieri, giovedi, quando dando corso all'invito della bambina di andare a vederla alla piscina, senza essere stata avvertita prima, mi sono trovata nella situazione che il compagno della madre l'ha accompagnata fin la' e me l'ha lasciata affinche' mi occupassi di lei fino all'arrivo di sua madre che sarebbe dovuta andare a lavorare improvvisamente.
    Che la bambina e' arrivata ad un punto che ha gia' manifestazioni che portano a pensare a delle situazioni di molestie se non di bullismo a chi importa. Detto da questo educatore, la bambina e' serena, e' tranquilla, e' educatissima e seguitissima. E' per quello che negli ultimi due mesi almeno tre volte l'abbiamo sentita dire che sua madre e' cattiva e che le racconta solo bugie e che non ha mai tempo per lei…E' per quello che la piccola ha atteggiamenti di insofferenza, di irascibilita' e di aggressivita', che e' sempre piu sfiduciata in se stessa e ha tanto bisogno di sentirsi rassicurata e, perche' no, protetta?! E' per tanta educazione che ha toccato la pancia del mio compagno con tanta tranquillita' come avesse toccato la mia mano e alla mia osservazione la madre ha detto "se vedessi che fa con l'ombelico di…"nominando il suo compagno e ridendo…Ed io devo stare zitta e mandare nodi amari giu' perche' i Servizi Sociali "vegliano" sulla "serenita'" e la "felicita'" dei bambini, e si impegnano per "tutelare i loro diritti", ammettendo che e' tutto OK, che le cose da me osservate e dette sono mie invenzioni.
    Gia' immagino che a settembre quando finiranno le vacanze, qualcosa cambiera' e quel qualcosa non sara' sicuramente a favore mio, quindi della bambina. Hai preso il significato dell'espressione romena che ho usato in un post precedente? Da noi in Romania esiste questo detto: "Non vede il bosco dietro agli alberi". Usandola volevo dire che spesso chi ha il potere di decisione si ferma davanti a cose singole o di minore importanza domandando in modo spavaldo dov'e' il "bosco", ovvero il nocciolo del problema, negando e rifiutandosi di vedere quello che davvero importa nonostante le evidenze.
    Pensavo di rivolgermi al Difensore Civico della Regione Veneto… Navigando sul sito, io ho capito che pur non essendo controllabile, puo' intervenire nei casi di disfunzioni ed abusi che si verifichino nell'azione amministrativa, compresi i Servizi Sociali locali ed i Consultori Familiari ed in problemi riguardanti anche i diritti umani tra cui quelli dei minorenni. Perche', ingenua o cocciuta, non posso credere che in uno Stato civile come l'Italia i Servizi Sociali non possano essere chiamati all'ordine da nessun organo superiore; che una persona onesta che agisce legalmente e onestamente sia presentata volutamente come persona bugiarda che si inventa le cose solo perche', con le sue insistenze di far vedere i fatti e di tener conto delle sue vere richieste ed intenzioni, urta persone che hanno stampi rigidi e criteri non proprio obiettivi che poi' mettono in atto la personale vendetta, colpendola, ma sopratutto colpendo chi di dovere dovrebbero tutelare e tutelarne i diritti. Mentre i veri bugiardi si godono le sofferenze di questa e la distruzione inconsapevole di chi affermano di amare.
    Rimane sempre viva la paura di sbagliare, urtare ulteriormente gli "indisturbabili" e mettere a rischio tutto quello che e' stato ottenuto faticosamente finora.
    Che Dio ci aiuti e faccia si' che questi signori "perfetti" si mettino la mano sulla coscienza e si rendino conto del loro agire sbagliato nei confronti della bambina. Non possono essere cosi cinici da far pagare i cocci alla creatura, vero?
    Saluti cordiali e buon fine settimana!
    Elena Bi

  6. Elena Bi says:

    Buon inizio di una nuova settimana!
    Non trovo piu' la pace da venerdi sera, da quando sono stata dall'avvocato. Mi risuonano nella mente le parole sue "Dai signora, si metta il cuore in pace, non ci puo' fare niente. Si accontenti di quello che abbiamo ottenuto, che non e' poco. Del resto, vedra' che la bambina verra' lo stesso da lei anche se avra' 20 anni." (Allora, era forse meglio che non iniziassimo nemmeno questa causa e che aspettassi tranquilla il passaggio dei 20 anni con la speranza che la bambina venisse da me!!!???…) Mi ha detto tutte queste parole mentre lavorava sul PC ad un'altra causa, e si era distratta sia lei che la sua socia. Ed io ero la' previo regolare e normale appuntamento, non … chiedendo che si trovasse qualche minutino per me tra un appuntamento e l'altro. Ho trovato il mio avvocato molto cambiato nei miei confronti, e questo mi ha fatto molto male. Conoscendomi da cinque anni, aveva espresso piu' volte apprezzamenti sulla mia onesta', sulle mie idee riguardanti la vita e sulla mia coerenza; si era creato un rapporto di fiducia che mi ha portato a vedere in lei non solo un difensore dei miei interessi o delle mie azioni, ma anche un sostegno, e perche' no, un alleato. La percepivo come combattente devoto accanto a me per la stessa causa. Venerdi ho dovuto svegliarmi. Tutto questo era' "un sogno". Mi sono sentita cadere, come un bambino che scivola dalle braccia di sua madre. Cosa ha determinato questo cambiamento in lei, nel suo modo di rapportarsi a me? Sara' perche' mi assiste con il gratuito patrocinio ed essendo una cosa abbastanza delicata, difficile e lunga non vuole continuare ad andare avanti? Sara' perche' lavorando comunque anche in altre casi con gli stessi rappresentanti dei Servizi Sociali non vuole venire in contrasto con loro? Evidentemente sono solo supposizioni mie, nulla di concreto. Tranne il comportamento molto distaccato, diverso da quello di altri appuntamenti, e questi suggerimenti di accontentarmi di vedere solo la bambina nelle condizioni imposte dai Servizi Sociali che poi rapporteranno al giudice che decidera' in base alle cose da loro riferite, vere o meno vere. E se loro riferiranno cose non vere come gia' si vede che hanno iniziato a fare? Pare che tutto d'un tratto il mio avvocato non abbia capito le mie reali, concrete richieste, i motivi per i quali ho fatto questa causa. Come per me fosse importante potermi vedere con la nipotina per un mio bisogno, ma non per un diritto della bambina e un mio dovere a contribuire ad una sanissima crescita sua in tutti i sensi e ad aiutarla e sostenerla nel caso che si trovasse a disagio o in difficolta'. Vederla e soffrire senza poter intervenire o agire per vie legali quando mi accorgo che le cose per la bambina non vanno proprio liscie e chi ci rimette e' solo lei, la piccola; perche' soffre ora, registrando traumi e frustrazioni e soffrira' quando crescera' anche da adulta per un carattere modellato in maniera distorta e per il quale la societa' e la vita la penalizzeranno.
    Mi domando quanto abbiano voglia o tempo i Servizi Sociali e chi decide il destino dei bambini che si trovano dentro a storie di questo genere, di fermarsi a riflettere che questi bambini di oggi sono gli adulti di domani, che formeranno la societa' futura, popolata da elementi fragili o prepotenti, societa' nella quale anche i loro figli sarrano presenti. Che questi bambini di ora, adulti di domani, potranno creare dispiaceri, sofferenze e guai anche gravi a loro stessi ed agli altri adulti che potranno essere figli loro. Ci lamentiamo sempre e dappertutto della societa' in cui viviamo. Ma la societa' e' cosi come l'abbiamo impostata noi (o chi di piu' ha avuto potere di farlo), quindi ognuno di noi ha la sua fetta di colpa. Tutti vogliamo e speriamo un mondo migliore per i nostri discendenti… ma molti e sopratutto chi dovrebbe dare loro i giusti insegnamenti o vegliare che cosi succeda, suggeriscono ai bambini di fare come loro offrendo un "buon esempio". Inculcano in loro sentimenti ed atteggiamenti ipocriti, li spingono ed incoraggiano (dando loro spesso volentieri anche esempi personali, o non prendendo misure contrarie) verso spavalderia, verso prepotenza, verso aggressivita' e disprezzo nei confronti del prossimo e delle fatiche altrui.
    Sarebbe meglio che questi stessero zitti! La societa' nella quale vivono, loro se la meritano e come! E' frutto delle loro indifferenze, dei loro egoismi; e obbligano gli altri a vivere da vittime.
    Gentile Tiziano, aiutami a capire ancora delle cose:
    Quando si puo' considerare conclusa una causa legale come la mia?
    Quando un avvocato non e' piu' tenuto ad assistere e consigliare il cliente?
    Ha l'avvocato il dovere di informare il cliente per scritto in tale senso?
    L'assistenza con il gratuito patrocinio da il diritto all'avvocato di tergiversare e portare le cose alle lunghe e trattare il suo cliente con scarsa considerazione?
    In una situazione come questa che ho condiviso con voi, avrei il diritto di chiederle che faccia segnalazione al Tribunale dei Minori?
    Le sue "indagini" con il Consultorio Famigliare e con lo Spazio Neutro avrebbero potuto svolgersi per scritto e non telefonicamente, cosi' da ottenere prove di quanto intercorso?
    Se arrivassi alla conclusione di dover incaricare un altro avvocato, l'attuale e' tenuta a presentare a quello che subentra tutti i documenti archiviati nella pratica?
    Alcuni mesi fa mi ha comunicato con una lettera che lo Stato le aveva pagato delle competenze attinenti alla pratica per la quale avevo richiesto la sua assistenza. Devo considerare che tale pratica e' conclusa da quel momento? I successivi colloqui o interventi collegati alla stessa questione possono essermi addebitati?
    La mia "valigia" e sempre piu' piena di domande e situazioni che necessitano di essere chiarite. Le mie scarsissime finanze non mi permetono di chiedere consulenza ne' di un legale ne' di uno psicologo, perche' tutto e' a pagamento e le tariffe sono altissime. Le cose da me viste, sentite, osservate o intuite riguardanti la nipotina non sono ritenute credibili. Tutto questo mi rende molto sofferente e impotente nell'aiutare la creatura. E' per questo che sto cercando giuste informazioni da persone qualificate per capire come agire senza sbagliare o daneggiare, ma ottenere cio' che e' stato sin dall'inizio l'obiettivo della mia causa: il rispetto e la tutela dei diritti di mia nipote.
    Tutte queste mie domande possono fare l'oggetto di un altro articollo che potrebbe interessare moltissime altre persone. Se ritieni opportuno, "costruisci" un articolo su di esse.
    Mille grazie per la pazienza, per l'accuratezza e la chiarezza delle risposte e per il tempo dedicatomi!
    Tante belle cose!
    Elena Bi

    • Penso che dovresti chiarirti prima possibile con il tuo avvocato, parlando francamente con lei di questi tuoi disagi. Ricordati che lei conosce il tuo caso meglio di chiunque altro. In situazioni come la tua è assolutamente indispensabile la fiducia nel proprio legale, possono esserci incomprensioni ma bisogna impegnarsi per superarle.

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac
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  7. Elena Bi says:

    Grazie tante, Tiziano!
    Provero' al piu' presto a scrivere una e-mail al mio avvocato, puntando sulle cose che necessitano di chiarimenti nello caso specifico. Le diro' che non intendo lasciarmi sopraffare dalle paure, per vivere poi magari tutta la vita con dei forti rimorsi. Le cose che devono essere risolte sono vere come vero e' che io mi chiamo Elena. Se sara' necessario mi rivolgero' anche al Presidente della Repubblica. La giustizia deve trionfare ed io m'impegnero' con tutte le mie forze anche se non dispongo di soldi. Non puo' essere sempre che i poveri non possono avere giustizia e che i loro figli o nipoti devono per forza non essere considerati da chi giustizia fa. Per crescere bene, sereno ed essere ben educato, non basta dare ad un bambino un tetto sopra la testa e un piatto di cibo sul tavolo, anche se questi fossero in oro. I bambini necessitano prima di tutto di vero affetto, di essere ascoltati, visti, compresi e difesi, rassicurati e sgridati se e' necessario, con dolcezza e fermezza nello stesso tempo e guidati con amore e pazienza sul cammino della vita.
    Aspetto ancora risposte alle domande con le quali ho concluso il post precedente, ringraziandoti per il tempo che dedichi alle mie problematiche.
    Con tanto rispetto,
    Elena Bi

    • Figurati, piuttosto ti conviene parlare anche di quegli aspetti con il tuo legale, una volta che vi sarete chiariti, perchè le risposte possono essere varie ma quelle migliori sicuramente le può apprezzare e fornire chi conosce il tuo caso. Alla tua avvocatessa chiedi di essere molto franca con te, sino alla brutalità e di dirti sempre se su una tua richiesta o esigenza pensa che sia possibile lavorare o no. Purtroppo ci sono problemi che non si possono nonostante tutto risolvere allora meglio mettere via subito l'idea e concentrarsi su quelli dove il nostro impegno può portare a dei frutti. Di nuovo in bocca al lupo.

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac
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  8. Elena Bi says:

    Crepi il lupo!
    Ho ancora due cosine da fare. Poi, mi rivolgero' di nuovo al mio avvocato per chiarirmi cosi' come mi hai suggerito tu. In questi giorni il mio compagno ha scritto una lettera all'educatore "capo" che si occupa del caso, esigendo le scuse per averci fatto passare da bugiardi e che contattasse l'avvocato per chiarire la situazione. Sai che ha risposto? Che… lui non ha detto quello che ci e' stato riferito dall'avvocato… e che non puo' fare queste cose (scusarsi e smentire per scritto) perche' non ha l'autorita'… (?!!!). Quindi… per parlare, denigrare e raccontare frottole ha l'autorita' ma per cose scritte, di punto in bianco si ricorda che non ha il potere o il diritto… Pero'… ci ha invitati ad un colloquio con lui e la sua collega… E con che fretta anche! Pero', noi abbiamo gia' preso contatto con delle autorita' che si occupano dei problemi dei minori, appunto per chiarire le cose e chiedere consigli giusti sul muoverci senza pregiudicare nulla. Ho dato la mia disponibilita' per il colloquio solo dopo la data di quest'altro incontro di consulenza.
    Non l'ho detto ancora, presa dai miei pensieri e problemi, ma lo devo dire comunque: questo sito e' concepito molto bene, e' molto utile, perche' da alla gente comune possibilita' di chiarirsi sul da fare e capire cose che senza spiegazioni giuste non arriverebbe mai a conoscere.
    Sai, credo che molte cose nel mondo non sarebbero mai accadute se la gente comune come me avesse trovato la forza di non lasciarsi sopraffare dal timore di non riuscire in cio' che si era proposto. Perche' secondo me, dove non abbiamo noi il coraggio di agire, troveranno sempre gli altri la spavalderia di colpirci e calpestarci. Certo, e' giusto fare cosi': informarsi molto bene, valutare e decidere con molta attenzione sulle cose che davvero possono essere fattibili. E agire come dici tu: con molta delicatezza. Mio figlio sicuramente fara' la sua parte appena sara' possibile. Ora come ora lui sa che e' molto svantaggiato e stenta a fare qualsiasi mossa. Ma presto finira' la sua pena e sara' libero. Pero' come ho gia' detto, io ho agito indipendentemente dal parere pro o contro di mio figlio, padre della bambina e della madre di mia nipotina. Percio' rimango coerente e porto avanti la mia battaglia finche' le cose saranno non solo chiarite, ma anche messe a punto.
    Tornero' con notizie ogni volta che succedera' qualcosa che riterro' di interesse anche per altre persone.
    Intanto ringrazio di nuovo con tanta considerazione e augurando ogni bene a te, ai tuoi colleghi ed a tutti coloro che spinti dalla necessita' di avere informazioni chiare, valide e qualificate si fermeranno a leggere quello che e' scritto qui.
    Le tue risposte, anche se abbastanza concise (e' ovvio che non si puo' pretendere consulenza on line) mi sono state utili. Spero di poter tornare un giorno per comunicare notizie belle, e soddisfazioni per cose fatte bene con risultati su misura. Grazie!
    Elena Bi

    • Sì, io qui rispondo solo a perso tempo e quindi di necessità velocemente, non posso dilungarmi. Grazie per tenerci aggiornati, sarà un piacere per me conoscere gli sviluppi. Di nuovo in bocca al lupo per tutto e grazie ancora per i complimenti per il blog.

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac
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      • Elena Bi says:

        Buon giorno, e ben ritrovati!

        Torno oggi per comunicare a tutti voi, in particolar modo a Tiziano, la mia immensa gioia che mi riempie l'anima da quasi due settimane. Avrei dovuto farlo prima, ma non ho avuto modo di accedere all'internet e neanche al sito.

        Dunque…

        Il 01 ottobre la mia adoratissima nipotina e' stata ospite a casa mia ed ha dormito da me. Ho il cuore colmo di gioia! E' stato meraviglioso! La bambina si e' mostrata molto piu' sciolta, disinibita, proprio a suo agio e contentissima di essere finalmente da me, con me e col mio compagno. Si e' comportata con cosi tanta naturalezza che pareva che da sempre viveva in questa casa. All'inizio e' andata a curiosare in tutti i cassetti, in tutti gli armadi, e poi… una volta soddisfatte tutte le sue curiosita' si e' trasformata automaticamente dall'ospite in una vera persona della casa. Sembrava che abbia vissuto da sempre in questo ambiente e che era solo tornata dalle vacanze.

        Abbiamo vissuto un momento di grande felicita' sia noi che lei. Dico a tutti voi che vivete situazioni pesanti di distacco dai propri figli e/o nipoti di non mollare mai e di non perdere mai la speranza. Col buon senso, con la tenacia e perseveranza tutto trova una giusta risoluzione.

        Un abbraccio di luce, gioia e speranza a tutti quelli che ne hanno bisogno (e chi non ne ha?!) da una nonna finalmente felice. Grazie Tiziano! Anche se potrebbe non sembrare, averti trovato mi e' stato di grande aiuto. Grazie ancora!

        A presto (almeno lo spero!) il giudice dovra' decidere definitivamente su come regolamentare il frequentarci e spero che la sua decisione sara' quella che la bambina e noi aspettiamo da tanto: poter incontrarci piu' spesso, libere, e frequentare la nostra abitazione molte piu' volte, magari dormire e passare anche parte delle vacanze con noi. Che belli sono i colori dell'autunno! 🙂

        Un caloroso abbraccio!

        Elena Bi

  9. Segnalo questa sentenza: http://goo.gl/hMIpz

  10. buon giorno sig tiziano vorrei chiederle un suo parere, mio figlio dopo 4 anni di convivenza è stato letteralmente messo fuori casa da questa donna, per motivi da parte sua che non vorrei dire perchè troppo volgare
    premetto che il papà in cassa integrazione da un anno e mezzo ora lavora, ha praticamente assistito alla bimba e al bambino di lei minore di 11 anni per tutto il periodo e anche dopo ovviamente , in quanto anche lei lavora, poi lavorando entrambi io la nonna paterna gli accudivo la bambina.mentre l'altro ragazzo lo lascia solo per le 8 ore lavorative che fà(ora fà i turni)
    ora da un mese che si sono lasciati lei con varie minacce di non far vedere la piccola,ora ha messo in atto il suo proposito e da circa 15 giorni gli vieta assolutamente di vederla, se non un ora al giorno con la sua presenza, ma visto che non ci sono sentenze di nessun gidice ne avvocati, (mio figlio ha appuntamento stassera con un avvocato) come ci dobbiamo comportare , e la "chiamiamola" signora con che diritto può rifiutare di far vedere la propria figlia al padre?
    grazie per la sua eventuale risposta nonna grazia

  11. Bi Elena says:

    Caro Tiziano, sono Elena Bi, la nonna “fortunata” protagonista di questa vicenda.
    È tanto che non mi sono più fatta viva, non ho più scritto sul tuo sito anche se l’ho sempre seguito. Il mio indirizzo con il quale mi sono registrata nel 2011 l’ho perso per rinuncia.
    In tutto questo tempo chi ha letto la mia storia avrà pensato che sono una nonna felice, che la nostra vicenda si è risolta in maniera felice alla fine.
    Invece… Invece no! Le cose non stanno così nemmeno da lontano. Da settembre 2011 quando ci siamo staccate dallo Spazio Neutro e passate al Consultorio Familiare, in breve abbiamo perso quasi tutto quello che faticosamente si era conquistato ed ottenuto durante un anno e mezzo circa. Le psicologhe di questa istituzione hanno fatto in tal modo che si era creato il quadro adatto nel quale la madre di mia nipote si è potuta comportare in maniera sfacciata e senza timori o buon senso contro gli interessi veri della propria creatura. Se prima avevamo incontri settimanali di circa 3 ore, più una domenica intera a casa nostra, ora, quando siamo ancora pendenti dal Consultorio Familiare che non si sbilancia a decidere nero su bianco in qualche modo, ma sopratutto a pendere dalla non disponibilità della madre a permettere alla bambina di avere veri e propri rapporti continuativi, significativi con noi.
    I S.S. hanno continuato ad opporsi all’arrivo della bambina a casa nostra motivando sempre, fino ad un mese fa, che a casa nostra abita e vive il padre della bimba (nei confronti del quale non esiste alcun provvedimento che impedisca la frequentazione della figlia).
    Nell’estate 2011 lui ha spedito ai S.S. una lettera con la quale chiedeva loro di iniziare a preparare la bambina per i futuri incontri che intendeva avviare con lei appena avesse finito di scontare la pena. Questi, non solo che non hanno mai dato seguito alla sua richiesta, ma addiritura hanno iniziato a condizionare il nostro rapporto nell’idea del ritorno suo in libertà ed ovviamente a casa mia, nostra. Dal 4 marzo 2012 la bambina non è più venuta a casa nostra, non siamo più riuscite ad incontrarci da sole senza la presenza di sua madre, tranne tre sole volte, ed anche allora con tante difficoltà e storie, anche se la decisione apparteneva ai S.S.
    Anzi, in tutto questo periodo la madre non ha perso il tempo, ha messo tanto impegno per manipolare emozionalmente, psicologicamente la bambina in tal modo che ora…dice che sia lei stessa a non avere tanta voglia di frequentarci; inoltre, la bambina si comporta molto spesso male, risponde di getto, con inssofferenza, in maniera disprezzante, sopratutto quando la madre si trova vicino a noi, o vicino a lei durante le brevissime telefonate che ultimamente si sono ridotte spesso a solo 1-2 minuti. Il padre in qualche modo ha ripreso a frequentare la piccola, anche se, onestamente per me si tratta non di frequentazione ma di far finta che questo accada. I due o tre incontri si sono svolti in una pizzeria alla presenza ogni volta della madre e dell’attuale marito suo. L’ultimo, tre settimane fa, è durato… massimo 10 minuti. Lei, la madre, accusa sempre la mancanza di tempo suo come a qualcuno importasse di questo. Basterebbe portare la bimba agli incontri e tornare all’ora stabilita per riprenderla. Invece lei deve essere presente, fare il guardiano, condizionare la bambina che non ha libertà di esprimersi secondo la sua volontà ed il suo sentire in modo spontaneo, sereno, tranquillo.
    Il padre che ha orrore dei tribunali, giudici ed avvocati spera (e ci crede, anzi, dice anche di essere convinto) di riuscire a far ragionare la madre e determinarla a non ostacolare più nessun rapporto della bambina con noi o con lui.
    I Servizi Sociali offesi che lui non intende chinarsi davanti a loro lasciano le cose ad andare a rotoli…Nel frattempo, la madre riesce ad avere la bambina “influenzata” o comunque in qualche modo indisposta solo quando si deve incontrare con noi, come è successo il sabato scorso quando dovevamo andare a cenare insieme. Dice di stare male; ma non sta lo stesso male quando la portano nelle stesse giornate in visite con loro da amici o parenti materni.
    Oggi la dovremo incontrare. Negli scritti dei S.S. risulta che ci vediamo sabato e passiamo insieme minimo 3 ore. In realtà si tratta di molto meno: ci incontriamo alle 15:00 di solito ai giochi gonfiabili all’interno di un supermercato. La bambina quindi non sta con noi. Noi siamo là come osservatori e basta. Non abbiamo modo di interferire. Dopo un’ora e mezzo, la portiamo alla piscina per l’ora di nuoto. Noi rimaniamo fuori e la guardiamo dalla finestra. Alle 18:00 arriva la madre, la prende e la porta a casa con furia che appena riusciamo a salutarci.
    Ieri l’altro ci siamo sentite e sorprendentemente ha parlato in modo più gioioso, più sciolto, dichiarandosi contenta dell’incontro e promettendo per iniziativa sua che ci porterà un bellissimo disegno fatto apposta per noi, per i nonni.
    Un giorno prima la madre mi aveva telefonato per proporre di incontrarci non di sabato in quanto avevano loro programmata una cena, ma di domenica ed andare anche a cena con la bimba, nell’idea di recuperare la cena mancata l’altra settimana. Ci ha sorpresa tutta quella sua “disponibilità” e ci siamo anche domandati cosa avrà sognato (qualcun’altro direbbe…cosa si sarà fumato). Il giorno dopo, dopo che io ho parlato con la nipotina, visto che lei non richiamava come aveva promesso per stabilire accordi chiari sia sulla giornata sia sull’orario, ho chiamato io. Le mie orechie hanno subito una forte aggressione. Ha iniziato a urlare che non sarà alcuna cena., che se la bimba stava male una settimana fa, non era colpa di nessuno e quindi non si parla di recuperare nulla, che ci incontreremo sabato alle 15:00 ma non è detto, perché c’è ancora da valutare…
    Si comporta in questo modo anche se questi incontri erano chiaramente stati decisi dai S.S. all’ultimo colloquio congiunto.
    La “ciliegia sulla torta” è arrivata però ieri sera, quando ha telefonato il padre della bimba, che si trova ora in un’altra città, lontana, per il lavoro, per informarmi che la madre lo aveva chiamato l’altro ieri sera incavolata nera per lamentarsi di me…(!?Di cosa? Di che?!?). E siccome non era abbastanza, gli ha passato la figlia che si sarebbe espressa con le seguenti parole: “Senti, di’ a tua madre di non rompere più le scatole”.NO COMMENT!
    Non so come ha reagito lui. Spero di poter sentire stasera quando ci chiamerà nuovamente.
    Questa madre, che sostiene di amare sua figlia, sostiene anche che manifestazioni della bambina come questa non sono indotte, né suggerite da lei o da altri per conto suo, ma sono l’espressione della spontanea volontà della bimba.
    Ma va! Alcuni minuti prima, quando avevamo parlato io e la bimba le cose stavanno ben diversamente, era pacata e tranquilla, abbastanta sciolta nel parlare e si sentiva che aveva veramente piacere di conversare con noi e che si preparava con gioia per l’incontro di domani.
    Come vedi, come vedete, non c’è traccia di latte e miele, non c’è traccia di rose e fiori, ma invece di avvicinarci all’uscita dal tunell, ci dirigiamo sempre più nella direzione opposta, al punto di partenza. E tutto questo con il grande contributo dei S.S. se non intenzionalmente voluto almeno per non aver deciso ancora nonostante non ci siano motivi validi che li giustifichi.
    Chiedo scusa per la lunghezza del mio messaggio!
    Ho presentato il tutto dettagliatamente in quanto ho ritenuto giusto che la gente capisca come stanno in realtà le cose con i Servizzi Sociali, come NON intervengono ma solo fingono di farlo e come, invece di protegere e preservare i diritti tanto invocati dei bambini, si accingono a remare esattamente contro di loro e preservano gli interessi di chi egoisticamente, cinicamente si prende gioco delle proprie creature in primis. La gente deve sapere che è tutta una presa in giro, che loro non sono in grado di decidere e che manca tanto l’empatia ed il professionalismo e quindi, illudersi in condizioni del genere sarebbe veramente da sciochi.
    L’Italia è stata multata più volte dalla Corte Europea di Strasburgo ed anche di recente per non essersi impegnata nel facilitare rapporti del genere tra bambini e genitori con i quali non convivono. Penso che con il nostro caso si scriverà una nuova pagina, arriverà un’altra multa da Strasburgo, stavolta per il disinteresse delle istituzioni coinvolte e per l’impegno a non favorire ad una minorenne i normali e sereni rapporti sia con gli ascendenti da parte del padre, sia con il padre stesso.
    Grazie dell’attenzione, grazie dello spazio e della possibilità offertami per fare pubblico il nostro doloroso caso.

    • Ciao, mi ricordo bene di te e del tuo caso. Mi dispiace sapere che dopo i primi risultati siete tornati indietro, purtroppo in vicende come queste ci sono alti e bassi, anche in considerazione delle istituzioni che di volta in volta intervento e, soprattutto, delle persone tramite cui agiscono. Sei sempre la benvenuta, tienici aggiornati e intanto in bocca al lupo!

  12. Ciao Tiziano vorrei una tua opinione su una questione riguardante i rapporti con mia suocera e mio marito.
    Mio marito lavora all’estero e quando è nato mio figlio dopo una settimana e ripartito lasciandomi sola, questo non era un problema sapevo che sarebbe andata così e sono abituata a prendermi in ogni situazione le relative responsabilità del caso da sola, sono molto autonoma….non economicamente purtroppo. Dopo un mese e mezzo è morta mia mamma per un tumore ed io mi sono trovata a fronteggiare i comportamente di una suocera cattiva ed invadente senza anzi con mio marito che mi dava addosso e che mi ha fatto violenza psicologica comportandosi come uno stronzo anche col bambino piccolo. Il problema (ti riassumo il tutto visto che ora sono circa due anni che la situazione va avanti) è che mia suocera ha iniziato a dire che non le facevo vedere il bambino (all’inizio fino a quando aveva 6mesi, visto che abito nel mezzo ai miei genitori ed ai suoceri, veniva ogni giorno, poi tre-quattro volte alla settimana il tutto senza telefonare o avvertire, veniva e bussava alla porta….)poi che sono una alcolizzata (solo perchè mi bevevo una birra piccolo verso l’ora di cena….)chiamando anche mio marito a Londra per dirlgielo, il quale mi ha vietato, in casa mia, di fare ciò che volevo cioè di bere o fumare quando c’erano i suoi genitori.L’ultima cosa è accaduta questa estate quando si è messa a urlare contro di me sulla battigia di un bagno davanti a tutti per dire a mia zia che io”sono malata devo essere curata da uno bravo e che non sono in grado di crescere mio figlio”.Questo poi me lo ha ripetuto sul muso alla presenza di un testimone.Sorvolo sulle invadenze nella sfera privata della casa, sulla gestione del figlio e sul mio matrimonio…che sta andando a rotoli!!!!Ora io attendo la sua prossima mancanza di rispetto e/o offesa per procede legalmente e vorrei anche chiedere una diffida di avvicinamento a me ed al bambino, visto che ha provocato immenso dolore e sofferenza turbando la quiete della mia famiglia e provocando forti stati di ansia che, per qunato sia brava, comunque sono stati accusati anche dal bimbo, tanto che ora, visto l’odio che lei sprigiona nei miei confronti, non le vuole andare in braccio e so già che la colpa verrà data a me. Con quasta donna ho cercato di chiarire e parlare per ben 4 volte dicendole che determinati comportmanebti non andavano bene e che doveva cambiare….ora visto che mio marito l’ha sempre difesa a discapito mio e di suo figlio ho provveduto da sola quindi vede il bambino solo 2volte alla settimana a meno che io non abbia altri impegni e non lo lascio nemmeno un secondo solo con lei visto che oltre tutto ha anche dei problemi di salute, ha 70 anni, tali per cui non è in grado di stare dietro ad un bambino di due anni o di prenderlo in braccio.
    Inoltre, io sono un legale, non ancora laureata e visto quello che è andata a dire di me, noi abitiamo in versilia in una piccola città dove ci conosciamo quasoi tutti più o meno, mi ha rovinato la carriera anche prima di iniziare…..cosa mi consigli di fare perchè io veramente non ne posso più nè di mio marito nè della sua famiglia e visto che ci sono dentro non sono in grado di vedere le cose poi così lucidamente….
    Grazie aspetto un tuo consiglio.
    Elena

    • Per me sbagli a rivolgerti ad un avvocato, incarica prima un mediatore familiare. In bocca al lupo, e ricordati che tutto quello che fai deve essere fatto per tuo figlio, per cui un ambiente fatto di ostilità non è un bene.

  13. Buon giorno io ho un problema x vedere la mia nipotina ! Ultimamente la mia nuora non effettiva x la legge perche non si sono sposati ma mio figlio ha riconosciuto la figli ! I due si sono divisi lei e andata a vivere abbastanza lontano da me ! Premetto che mio figlio non la vede da quasi un anno si comunicano con la bambina telefonicamente o tramite skai devo anche dire che nonostante la mia nuora sia andata da un legale e dove mio figlio dovrebbe dare i soldi mensilmente non puo mandare i soldi xche non lavora ! Io non so come fare anch’io ho dei problemi finanziari premetto che alla bambina non manca nulla anche perche mia nuora abita con sua madre che non le fanno mancare nulla . La mamma ha anche un lavoro! Ultimamente siamo andata a trovarla ma non le vedo molto contenti della mia presenza ! Come devo gestirmi x vedere la mia nipote!

  14. Buongiorno Tiziano, ho letto i molti commenti precedenti che trattano problematiche di relazioni fra adulti parenti e che coinvolgono minori.
    Il mio quesito è forse un po’ diverso, e verte principalmente sul diritto, se esiste, di un adulto investito della “responsabilità genitoriale”, quindi possiamo dire solitamente “di un genitore”, di impedire che altri adulti possano avvicinare un minore laddove il genitore ritenesse che tale avvicinamento possa essere pericoloso in termini fisici oppure anche solo psicologici.
    Esemplifico: Mario ha un figlio in tenera età. Mario nota in Piero, suo ex amico, alcuni comportamenti che ritiene eccessivamente invadenti, ad esempio Piero vuole correggere “presunte” cattive abitudini alimentari del figlio di Mario. E magari già in diverse occasioni Piero si è spinto più volte a dire al minore che suo padre , non educandolo correttamente, danneggia la sua salute.
    Mario comprende che Piero, mettendolo sistematicamente in cattiva luce agli occhi del figlio minore, mira a gettare discredito pubblicamente e agli occhi del bimbo, sull’adulto suo ex amico.
    In buona sostanza Mario, al di là del conflitto con Piero, ritiene che la presenza ed influenza di Piero nella vita del minore siano nettamente più negative che positive.
    Decide quindi che Piero non sia una buona frequentazione per il proprio figlio (che ha diciamo 6 anni quindi ancora decisamente piccolo).
    A tal fine dapprima invita Piero a non interferire pretestuosamente nell’educazione del proprio figlio e poi, a seguito di ulteriore inasprimento dei rapporti fra gli adulti, a non avvicinare il proprio figlio in alcun modo.
    Intanto mi chiedo se Mario possa avanzare questa richiesta direttamente a Piero, o debba rivolgersi alla autorità. Ma quale? Giacché l’invadenza, seppur molesta, non sempre è un reato.
    C’è quindi un modo più strutturato, uno strumento che consenta al responsabile del minore di tutelarlo fattivamente da intromissioni di terzi da lui ritenuti pericolosamente molesti?
    Ribadisco che non si tratta di parenti, ma di conoscenti. Non dovrebbe esserci quindi uno specifico diritto del minore né tanto meno del conoscente. Ho volutamente immaginato una tenera età del minore per “escludere” dal ragionamento la possibile volontà del bimbo che se espressa, potrebbe cambiare radicalmente lo scenario.
    Naturalmente l’esempio è teorico solo in parte.
    Ti ringrazio per le indicazioni che potrai darmi.

Di la tua!