diffida a Lextel per far funzionare il PCT sotto il Mac e Lion

Stamattina mi sono seccato e ho spedito, al mio fornitore di firma digitale Lextel, la diffida ad adempiere che trovate di seguito. Se anche voi vi trovate nella stessa situazione, cioè siete avvocati, usate prodotti Apple e vi siete stancati di essere sempre trattati peggio dei colleghi che usano Windows, potete copiare la diffida, modificarla dove vi pare e inviarla a Lextel, preferibilmente al suo indirizzo di posta elettronica certificata, che è lextel@legalmail.it. Per qualsiasi osservazione, lasciare pure un commento in calce come al solito.

Gentili Signori,

sono un vostro utente, un avvocato e un utente Apple / Mac. 

Nei giorni scorsi ho aggiornato il sistema operativo, cosa che è consigliata anche per motivi di sicurezza, facendo l’aggiornamento a Lion.

Da allora non sono più in grado di utilizzare il processo civile telematico.

Se, infatti, utilizzo il software che si trova sulla mia businesskey, cioè la versione portatile di Firefox e DikeXlite, riesco ad accedere al sistema, ma non riesco a firmare validamente i documenti, anche utilizzando la procedura manuale, perchè la versione di DikeXLite in mio possesso non è aggiornata alle modifiche introdotte alla firma digitale il primo di luglio scorso.

Se aggiorno il software per Mac della businesskey scaricando quello messo a disposizione sul sito a questo indirizzo https://www.firma.infocert.it/installazione/download/Istr_BK_Mac.pdf, la versione portatile di Firefox non si apre (immagino perchè sia necessario Rosetta, che in Lion è stata dismessa).

Ho provato anche ad utilizzare la nuova versione di DikeXLite con la vecchia versione di Firefox portable, ma non si riesce perchè DixeXLite al momento della firma va costantemente in crash; inoltre i riferimenti alle librerie di DikeXlite sono diversi nella vecchia e nella nuova versione, quindi non è possibile utilizzare la vecchia versione di Firefox che fa riferimento alle librerie di DikeXlite vecchia versione con la nuova versione di DikeXlite.

Considerando che garantite l’utilizzabilità dei vostri dispositivi e dei vostri servizi anche con prodotti apple, come da contratto ma anche come da vs. sito web, la presente valga quale formale diffida ad adempiere ai sensi dell’art. 1454 cod. civ. restando inteso dunque che in mancanza di predisposizione di un sistema software funzionante sotto Lion si chiederà la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno.

Sono spiacente di essere giunto a questi estremi, ma credo che sia il momento di finirla con il discriminare chi sceglie i sistemi Apple e sinceramente mi sono stancato di chiamare l’assistenza per sentirmi dire sempre che «al momento non è possibile».

Vi ringrazio per l’attenzione e resto comunque a disposizione per qualsiasi cosa.

Cordialmente,

avv. Tiziano Solignani

via Caselline n. 330 c/o Millenium 4 – Vignola (MO)

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. annalisa grillo says:

    Grazie Tiziano, ho appena inviato PEC confermando quanto sopra anche per smart card e Chrome. Addirittura, nel mio caso, Dike aggiornato non riconosce più neanche il lettore di smart card.
    Stiamo a vedere.
    Saluti.
    Annalisa Grillo

  2. Prima di postare ho contattato Tiziano per dirgli che non ero proprio d'accordo sull'impostazione.

    La diffida e' chiara: il software non va dopo l'aggiornamento del sistema operativo.

    Io pero' non sono d'accordo. Vediamo i motivi.

    1) a pelle: non posso leggere il contratto in modo da creare obblighi futuri o per l'eternita'. I sistemi operativi cambiano, apple non resta compatibile con il passato in molte occasioni, e diffidare un produttore dopo pochi giorni dall'uscita del nuovo os mi sembra fuori da ogni esperienza d'uso

    2) nella diffida si fa riferimento a varie "librerie" chiamiamole cosi', potremmo dire estensioni, plugin, che non funzionano. Cioe' potrebbe non essere il sistema operativo ma alcune modifiche a parti di terzi.

    3) la configurazione base indicata e' poi particolarmente complessa, anche se credo che tutto il progetto processo telematico sia piu' adatto a smanettoni che ad utenti di computer che possono pretendere semplicita'.

    Insomma, e per farla breve, il termine centrale e' "lo stato dell'arte".

    Posso concordare che la soluzione ideale sia quella di uno sviluppo uguale per tutte le piattaforme, ma lo stato dell'arte non e' arrivato al punto di poter garantire software compatibile con le future generazioni dei sistemi operativi.

    Non lo e' per ios, per nessuna libreria, per nessun linguaggio, per nessun plugin terzo.

    La diffida ad adempiere e', francamente, fuori luogo. Hanno dato qualcosa che funziona con il software all'epoca vigente.

    Adattarsi in pochi giorni non e' qualcosa che ancora possiamo pretendere allo stato dell'arte, come anche aggiornarsi senza sapere se vi e' compatibilita' e' un comportamento "sicuro".

    Non a caso nei blog americani vi sono gli elenchi di software compatibile e non compatibile con il nuovo lion.

    Non a caso sul mio iphone non aggiorno mai a scatola chiusa le applicazioni, ma solo dopo che ho verificato se si perdono vecchie funzionalita' per me importanti.

    Insomma: il processo di aggiornamento non e' richiesto da norme di sicurezza. Gli aggiornamenti di sicurezza si', i salti di versione (quelli importanti) sono da verificare con calma.

    Quello che non mi e' piaciuto e' dare per scontato che il fornitore insegua l'ultima versione solo perche' l'utente ha installato una nuova versione senza preoccuparsi delle compatibilita'.

    Allo stato dell'arte quando esce un nuovo aggiornamento del sistema operativo alcune soluzioni non funzionano piu'. L'utente prima di aggiornare deve verificare la compatibilita': i comportamenti da tenere sono almeno reciproci, e comunque non sono automatici.

    Non sto parlando di patch, ma di salti di versione.

    Per quanto riguarda skype siamo tutti "esperti": le nuove versioni portano problemi ai plugin, o funzionalita' che non volevamo. Tenere le vecchie non e' insicurezza, e' attendere che gli aggiornamenti vengano forniti. E se non vengono forniti, si paga chi li fornisce prima.

    Piuttosto lamento il non aver adottato pgp per la pec. Ma la mia e' fantaillusione fantascientifica.

    Comunque mai un diffida. Una lettera, una richiesta, una petizione. Non esista solo la diffida come strumento di comunicazione, se non si vuole chiudere il dialogo.

    • Ciao Valentino e grazie per il tuo comunque eccellente contributo. Non hai tutti i torti, ma faccio le seguenti osservazioni.

      Il problema specifico risiede nel fatto che non sono più supportate, con Lion, le applicazioni per processore powerpc. Il cambio di processore quando è stato fatto da Apple? Nel 2005, oltre 5 anni fa (http://goo.gl/qAZLz). Non si tratta, quindi, di una vicenda di «pochi giorni», come potrebbe sembrare, ma di una cosa molto più risalente. Perchè Lextel, quando ha sviluppato le applicazioni per il PCT sul Mac, ha scelto di adottare quello che già era un vecchiume in corso di esaurimento come le applicazioni powerpc, che richiedevano Rosetta – un emulatore – per funzionare? Già questo è indice di cattiva programmazione e assenza di lungimiranza, se sai già che un sistema è destinato a scomparire, perchè continui ad implementarlo quando le alternative ci sono e non presentano problemi? Apple ha smesso di supportare power pc 6 anni dopo averlo annunciato, mi sembra un buon lasso di tempo per poter adattare un browser come Firefox (nemmeno svilupparlo!) e un software di firma digitale come DikeXlite.

      A parte quanto sopra, le varie versioni beta di Lion e la golden master sono state distribuite da Apple diversi mesi fa agli sviluppatori, proprio in modo che questi potessero rendere compatibili le nuove applicazioni con il sistema operativo, anche sotto questo profilo non si tratta di pochi giorni, ed infatti tutte le software house più serie (Cultured code, ad esempio) sono uscite con aggiornamenti delle proprie applicazioni in concomitanza con l'uscita di Lion. Tra l'altro, come abbiamo visto, l'aggiornamento relativo all'architettura del processore avrebbe dovuto e potuto essere fatto molto prima.

      Qual'è, poi, il lavoro di coding necessario per far funzionare Firefox e DikeXlite con Lion? 4, massimo 8 ore di lavoro di un solo bravo programmatore, che sa quello che fa e che conosce il codice già scritto. La gente non si rende conto a volte di come sia assolutamente semplice, quando si hanno le dovute competenze, fare certi aggiornamenti. Non si tratta di sviluppare un'applicazione di intelligenza artificiale o di ricerca semantica sul web, semplicemente di far funzionare su processori intel applicazioni originariamente progettate per power pc; di una vi è la disponibilità da anni del codice sorgente e da anni funziona come applicazione universale. L'altra, il software di firma, mi sembra comunque una applicazione molto semplice.

      Per questo credo che il fornitore avrebbe potuto e dovuto aggiornare per tempo le proprie utilities, a favore dei suoi utenti paganti, che non sono pochi e non pagano poi così poco per usufruire del servizio, se si considera il fenomeno in scala. Per quanto riguarda la tassatività di una diffida, è vero che si sarebbero potute scegliere anche forme più morbide, ma il fatto è che noi utenti Mac siamo stanchi di essere sempre e costantemente trattati da utenti di serie B, di non poter usare i nostri sistemi perchè qualcuno ha deciso di dedicare maggior cura alle versioni Windows, un sistema operativo infilato da anni oramai in un vicolo cieco e destinato a peggiorare sempre di più. Vogliamo parità di trattamento, paghiamo gli stessi soldi degli utenti windows, abbiamo scelto Lextel perchè prometteva compatibilità anche con i prodotti Apple, ebbene queste promesse debbono essere mantenute se la lingua italiana ha ancora un senso.

      Non credo che questo, in fondo, sia sbagliato, anche se è vero tutto quello che dici tu.

      Buona serata!

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac http://ts.solignani.it (splash) http://goo.gl/p6Sb0 (libri)

  3. Molte cose le condivido. Sul supporto di power pc per esperienza e' raro che basti ricompilare, perchè cambiano anche altre librerie.

    Html5 è universale, come le zucchine: non c'è una versione uguale ad un'altra. Uno supporta mp3, l'altro ogg, il terzo aac … La complessita' di un sistema è ancora legata ai limiti umani e lo stesso firefox non è uguale: io ho dovuto modificare il plugin della toolbar che sotto win funzionava e sotto mac faceva alcuni errori.

    Anche per questo l'html ha avuto tanto successo. E' universale.

    E comunque la risposta alle tue e mie esigenze ha un nome: open source. Ma il legislatore ha creato solo limiti, ed è per questo che, senza successo, protestai con Maccarone quando lui propose la via italiana alla firma digitale mentre poteva essere il pgp.

    Ma allora internet non influiva sulle scelte.

    La ver. per win non gira sotto mac ?

    • Certo, quasi mai è sufficiente ricompilare, bisogna anche spulciare il codice e modificarlo per farlo andare, ma come dicevo penso che in tanti anni il tempo ci fosse e che un operatore serio possa e debba comunque permettersi di ingaggiare, stabilmente o ad hoc, uno o più sviluppatori per fare questo lavoro che non è sicuramente semplicissimo, ma non è nemmeno, nell'informatica di oggigiorno, inaffrontabile. Diciamo le cose come stanno, la realtà è che hanno semplicemente trascurato il problema. Se fosse uscita una nuova versione di Windows, ad esempio la 8, sicuramente si sarebbero messi al lavoro per far funzionare le varie utilities al momento della versione definitiva, con Mac invece lo stesso impegno non c'è e questo perchè siamo considerati utenti di serie B solo perchè siamo statisticamente in meno, ma il criterio numerico non è necessariamente, e di fatto non lo è quasi mai, qualitativo.

      Per quanto riguarda la versione per windows, gira sotto mac tramite virtualizzazione, che è appunto la soluzione che stiamo usando noi tutti adesso: usiamo una macchina virtuale del buon vecchio windows XP, il miglior sistema mai partorito da Microsoft e dopo il quale è stata tutta discesa, con le utility di lextel. Oggi ci vedi incazzati, ma se fossimo del tutto privi della possibilità di usare il PCT saremmo, ti assicuro, letteralmente inferociti, visto che senza PCT non puoi neanche depositare un ricorso per decreto ingiuntivo. È il fastidio di avere un sistema eccezionale e dover sempre ricorrere ad «accrocchi» per poter accedere alle cose ministeriali, nonostante che il fornitore prometta la compatibilità con Apple e che magari molti di noi lo abbiano scelto proprio per quello.

      Buona giornata, Valentino!

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac http://ts.solignani.it (splash) http://goo.gl/p6Sb0 (libri)

  4. Non ho colto un dettaglio; mi pare che non sia stato evidenziato abbastanza, che per avviare comunque la compatibilità è scontato “a priori” che il software sia stato pagato!
    E’ strano che il contratto di fornitura (avvocato Solignani, sbaglio?) non preveda procedura di recesso! Sembrerebbe che quella prevista dalla Legge debba esclusivamente passare per “tocco e toga” senza preventive misericordie!
    Io affogo negli stessi viluppi “orditi” , sia pure in buona fede, da Infocert. Non sarà che anche la firma digitale sia guidata da una…. “main noire”?
    Raimo

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