se facebook ti chiude illegittimamente l’account

Poco più di un anno fa Facebook mi ha chiuso arbitrariamente l’account, senza alcun preavviso e senza il minimo straccio di motivazione, neanche a posteriori, nonostante ripetute richieste. Avevo più di 2.000 “amici” che ovviamente hanno potuto pensare qualunque cosa di me (rompiballe? terrorista? truffatore? ecc…). Vi è pertanto un grave danno di immagine (sono un tranquillo e inoffensivo prof. di filosofia…;-).  E inoltre sul profilo Facebook chiuso vi erano contenuti miei non duplicati (note ecc…) che Fb ha praticamente sequestrato, appropriandosene indebitamente, e che io non ho più rivisto né forse rivedrò. Ci sono “amici” e “amicizie” a cui tenevo e che in gran parte non ho potuto recuperare. Non solo, ma i contenuti a cui io non ho più accesso sono a loro volta accessibili in rete, pur nella loro incontrollabilità – e alcuni di essi mi hanno a posteriori creato problemi con un tale giornalista, prima d’accordo e poi pentitosi di alcuni miei elogi verso la sua persona (elogi che ovviamente non avevo più la possibilità di cancellare). Ho chiesto ad altri legali ma finora la risposta è stata negativa. E tuttavia, mi è parso di capire, più per carenza di giurisprudenza che per giurisprudenza contraria. Perciò la mia domanda è: è possibile fare causa a Facebook per i detti motivi? Sia chiaro che non mi interessano i benefici economici ma la battaglia di civiltà. Oltre che ovviamente riavere il mio profilo. Anche temporaneamente: mi basta prelevare i (MIEI!) dati non duplicati altrove e poi l’account possono anche riprenderselo. Anche questo ho proposto, ma con gli stessi esiti. Il vostro network può fare qualcosa?

Noi avvocati non possiamo mai garantire di ottenere dei risultati, ma semmai di fare alcuni tentativi, porre in essere alcune iniziative per cercare di agevolare l’ottenimento di un risultato favorevole all’assistito. Ciò premesso, credo che nel tuo caso ci possano essere più che discreti margini di intervento. Non sono d’accordo sull’impostazione di fondo del discorso per cui il problema sarebbe la «mancanza di giurisprudenza»: non siamo mica in un sistema a precedente vincolante, dove quando c’è un fenomeno nuovo dobbiamo stare con il naso all’insù ad aspettare che qualcuno faccia qualche causa pilota. La nostra è una cultura giuridica millenaria che contiene in sè regole e principi che consentono di inquadrare e risolvere probabilmente ogni situazione, anche del tutto inedita, della vita. È un concetto a cui ho sempre tenuto molto e di cui non a caso ho parlato diffusamente nel mio primo libro, dedicato agli aspetti giuridici di internet, pubblicato quando la rete era ancora un fenomeno nuovo. Le sentenze che sono uscite dopo mi hanno in diversi casi dato ragione, sposando gli stessi criteri che io avevo potuto individuare semplicemente ragionando in base al famoso «ABC» del diritto.

Su queste premesse, mi fare che la situazione sia molto semplice: ci sono delle condizioni generali di servizio, che costituiscono giuridicamente un contratto, che sono vincolati sia per il fornitore, facebook, che per l’utente. Se facebook non poteva chiuderti l’account, ha commesso un illecito e una violazione contrattuale, che ci conferisce il diritto di chiedere il ripristino della situazione quo ante e comunque il risarcimento del danno. Per non dire dei profili, cui pure accenni, dell’esistenza di materiali in nota, che potrebbe essere rilevante sia sotto il profilo del diritto d’autore, sia sotto quello del trattamento dei dati.

Non so se i legali che avevi già consultato avevano provato almeno a fare un intervento stragiudiziale, ma almeno quello, la classica lettera cioè, a mio giudizio converrebbe provare a farlo, dopodichè si potrebbe decidere in base al risultato e al riscontro che si consegue.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Anca olariu says:

    Sono una mamma rumena di una figlia di 9anni nata in Romania mai stata sposata…. ho il problema che il suo padre non vuole farmi la delega e non ha mai contribuito con nulla per la bimba nemmeno per poter farli il passaporto per quale poter farle un dottore e non so come fare perché nemmeno reddito non ho ora per pagare un avvocato…mi pottete dire per favore come fare per risolvere questa situazione

    • Mi dispiace, ma non è una cosa ed una situazione per la quale io ti possa aiutare in maniera efficace in questa sede. Devi per forza rivolgerti ad un avvocato in caricandolo di seguire il tuo caso. Se non disponi di risorse adeguate per poterlo compensare puoi chiedere se ne hai i presupposti il patrocinio a spese dello Stato.

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