ad un avvocato conviene oggi seguire clienti col patrocinio a spese dello Stato?

Ciao Tiziano, disturbo per chiederTi cortesemente alcune indicazioni in merito alla Vostra esperienza in regime di gratuito patrocinio. Mi trovo ad assistere una signora che ne ha diritto, però non sono ancora iscritta nell’apposita lista, anche se era già mi intenzione farlo anche prima di analizzare questo caso. Al riguardo sento voci entusiaste e voci meno entusiaste sul punto. Quelle meno entusiaste si lamentano in ordine ai tempi ed alla misura del compenso che lo Stato corrisponde all’avvocato. Volevo chiederTi, in base alla Tua esperienza, se mi consigli di iscrivermi alla lista e, magari, quali sono i pro ed i contro nella scelta di assistere clienti in regime di gratuito patrocinio (avv. Frida Del Din, foro di Treviso)

Con questo intervento usciamo un attimo dalla nostra consueta impostazione, di risposte di tipo divulgativo date da legali ad utenti, e quindi diciamo B2C, per aprire un dialogo sul tema di tipo B2B, cioè avvocatoavvocato, anche se naturalmente, essendo pubblico, anche gli utenti potranno dire la loro e intervenire. A questo punto, come al solito, racconterò la mia esperienza e farò le mie osservazioni, l’invito è però appunto poi rivolto a tutti i colleghi, e utenti: date anche voi la vostra testimonianza, ogni esperienza è importante per capire meglio come funziona «sul terreno» questo istituto, a beneficio di tutti gli avvocati, specialmente più giovani, che ne sono interessati.

Premetto che io faccio molto patrocinio a spese dello Stato. In questi ultimi anni, mi è anche capitato di presentare domande un po’ in tutta Italia e ho avuto esperienze davvero diverse, sotto molteplici aspetti.

Probabilmente la prima cosa da dire è che funziona in modo diverso per il civile, il penale e l’amministrativo.

Nel civile, la domanda di ammissione al beneficio va presentata, se la causa non è già iniziata, all’Ordine degli avvocati presso l’Autorità giudiziaria competente. Bisogna ricordarsi sempre che l’ammissione fatta dall’Ordine è solo anticipatoria: se il giudice, cui spetta sempre l’ultima parola in materia, non la ritiene fondata può revocarla, anche se devo dire che a me ciò è capitato una volta solamente su centinaia di casi. Per quanto riguarda gli ordini, ho trovato persone veramente competenti e preparate, ma anche, come al solito, persone meno preparate; da alcuni ordini mi sono sentito mettere in dubbio la possibilità di chiedere l’ammissione in quanto procuratore extra distretto (possibilità ammessa da una modifica legislativa di oramai diversi anni fa), richiedere documenti assolutamente inutili e così via. La cosa migliore è fare sempre quel che viene richiesto, anche in ordine all’integrazione documentale, e armarsi di molta pazienza – ma questa è una cosa che di sicuro non difetta a chi fa la professione continuativamente.

Un’altra importante differenza del civile rispetto agli altri settori è che, in questo tipo di procedimenti, l’avvocato del cliente ammesso al beneficio viene, per legge, pagato di meno. Infatti, si applica la riduzione della metà degli onorari e dei diritti. Non so se sia giusto, non credo, dal momento che spesso l’assistenza in un procedimento civile comporta uno studio e un approfondimento molto maggiori di quelle richieste da un penale per la quasi totalità dei reati commessi da persone ammesse al patrocinio, ma tant’è. Se si somma a questa circostanza il fatto che il civile dura molto più a lungo, proprio in termini di tempo, del penale, per cui non raramente un legale con questo regime deve aspettare sette o otto anni per farsi liquidare – che non è ancora, attenzione, il pagamento, ma appunto solo la liquidazione – allora si capiscono le critiche mosse al sistema da certi colleghi. Naturalmente, si fa per dire, durante tutti questi anni, se ci sono da fare spese, le deve anticipare il legale perchè è anche deontologicamente vietato chiedere soldi ad una persona ammessa al patrocinio – ci si chiede dunque … se non è volontariato questo allora cosa possa esserlo. Come anticipato, poi, dal momento della liquidazione a quello dell’effettivo pagamento possono trascorrere molti mesi, anche anni. Nel mio caso, la media è di circa un anno, con punte più «virtuose» e altre meno.

Questa situazione conduce nella pratica alla paradossale, e anche deontologicamente scorretta, situazione per cui il legale, magari dopo due o tre anni di giudizio, di fatto non vede l’ora che termini il mandato per poter farsi liquidare e quindi spesso o rinuncia addirittura direttamente al mandato, senza altra ragione oggettiva, oppure si comporta in modo tale da farselo revocare dal cliente. In questo modo, pur non essendo concluso il procedimento, potrà presentare la propria parcella per la liquidazione e ricevere anche il pagamento. Tutto questo non è corretto, dal punto di vista della valutazione della condotta dei legali, nè conveniente per gli assistiti, che si trovano magari nella necessità di dover cambiare legale a metà pratica, con tutte le difficoltà del caso. Ma l’istituto è purtroppo configurato in modo tale da favorire applicazioni «deviate» di questo tipo. Sarebbe, io credo, sufficiente prevedere una liquidazione annuale o almeno biennale dei compensi, dal momento che non esiste alcun lavoratore o artigiano o imprenditore che accetta pacificamente di lavorare senza prendere alcun compenso, e per giunta anticipando le spese, per sette, otto, financo dieci anni. Diciamo che questi aspetti vanno messi nel gran novero di quelle cose che, nonostante tutto, i nostri governanti non vogliono capire.

Nel penale non esiste l’intervento dell’Ordine, ma decide direttamente il Magistrato. Se il cliente non ha ancora i dati del procedimento, bisogna fargli presentare una istanza del 335. Ricordati, in generale, che tutto quello che fai prima che ci sia l’ammissione al patrocinio non ti verrà liquidato, quindi se fai tu la istanza ex art. 335 cpp, magari tramite anche un bel colloquio in carcere, di fatto lavori gratis, solo in vista della liquidazione che verrà fatta se l’assistito verrà ammesso al patrocinio e tu verrai liquidata. Nel penale, a differenza che nel civile, come abbiamo cennato, la liquidazione delle competenze è piena e non ci sono abbattimenti. Un aspetto positivo, anche se spesso le liquidazioni sono comunque molto basse. A me personalmente sono capitate, per procedimenti penali seguiti al Tribunale dei minorenni, che è quello che liquida meno di tutti, liquidazioni favolose dell’ordine di cento o anche più spesso cinquanta euro: praticamente, quando ti va bene, un rimborso spese. Nei procedimenti penali degli adulti, le liquidazioni sono invece molto più corpose. Generalmente ho notato che di solito sono anche più veloci nel civile, sia come liquidazioni che come pagamenti.

Davanti ai TAR l’ammissione al patrocinio viene deliberata da una apposita commissione, «restaurata» a seguito di una modifica legislativa che in un primo momento le aveva abrogate. Di solito, quando devi impugnare un atto amministrativo al TAR il tempo è pochissimo e c’è da correre, per cui forse è meglio che ci sia un organo apposito, e non vada tutto a confluire agli Ordini, che non di rado sono abbastanza ingolfati. La mia esperienza con le commissioni presso i TAR è tutto sommato positiva, mi hanno sempre ammesso, i tempi per le liquidazioni e i pagamenti non sono stati peggio di quelli che si hanno negli altri settori. In un caso, la commissione aveva richiesto una integrazione documentale che secondo il mio cliente non era dovuta: il cliente si è impuntato, non l’ha fornita e la commissione l’ha ammesso ugualmente.

Una cosa che abbatte ulteriormente i compensi è il fatto che lo Stato, ad ogni persona ammessa, paga un solo avvocato, non due, anche se la causa è da fare fuori zona. Quindi il corrispondente bisogna trovarlo e pagarlo. Personalmente, riesco a fare procedimenti in ogni parte d’Italia accordandomi con il corrispondente per una divisione secondo certe percentuali di quanto verrà liquidato dal giudice al termine del procedimento e devo dire che ho sempre trovato grande disponibilità e umanità a riguardo, un altro aspetto che la gente comune, quando pensa agli avvocati, non considera. Essere disposti a dividere in parti una torta già magra non è da tutti.

Ad ogni modo, dal punto di vista logistico, mi sono organizzato con un modulo on line, con una scheda pratica approfondita da dare in pasto agli interessati affinchè capiscano anche loro i tratti essenziali dell’istituto, che potrai consultare anche tu stessa per avere molte maggiori informazioni. Ho poi definito, all’interno del personale amministrativo dello studio, una persona dedicata a trattare tutte le domande di ammissione al beneficio; in questo modo, personalmente incontro il cliente quando è già stato ammesso, mentre la fase preparatoria viene svolta dal personale amministrativo, naturalmente sotto la mia supervisione, anche perchè la domanda richiede che il caso concreto venga inquadrato correttamente in diritto e altrettanto correttamente descritto.

In ambito associativo, mi appoggio da anni ad ANVAG, che credo sia la miglior associazione di legali in materia, con persone di grande competenza e umanità, presieduta dal collega Nicola Iannello di Roma, sempre disponibile a dare una mano concretamente e in prima persona in caso di questioni oscure o dubbi interpretativi. In letteratura, non ci sono testi particolarmente approfonditi e su molti aspetti dell’istituto non c’è sufficiente informazione. Il miglior strumento, se deciderai di iscriverti ti consiglio di procurartelo, è il manuale di Spinzo – Palombarini, che considero uno dei miei pochi veri ferri del mestiere, quelli che consulto quasi tutti i giorni.

Un aspetto positivo del patrocinio a spese dello Stato è che ti consente di aumentare il numero di casi che segui, non tanto sotto il profilo del ricavo economico quanto sotto quello dell’esperienza. Grazie all’istituto, ho potuto seguire casi cui non avrei mai avuto occasione di interessarmi e che, devo dire, mi hanno dato molto, perchè come sa ogni avvocato non è tanto lo studio sui manuali ma l’applicazione del diritto alle regole della vita che ti fa veramente crescere. Il primo caso, ad esempio, in cui mi è capitato di ottenere un mantenimento per il marito, posto a carico della moglie, è stato un caso seguito in regime di patrocinio gratuito. Oppure il mio primo ricorso per cambiamento di sesso. Ma ce ne sono tanti altri. Siccome io sono molto curioso di natura, per me è tutto grasso che cola. Ciò, ovviamente, dipende in fondo dal carattere di ognuno.

Un aspetto negativo può secondo alcuni essere che, anche con il patrocinio, possono capitare i famosi clienti «tossici», quelli che sono più una perdita, su tutti i fronti (economico, di tempo, di equilibrio e serenità personale), che altro. Ma, contrariamente a quel che si potrebbe forse pensare, non ne capitano di più di quelli in regime di libera professione e devo dire che ho avuto occasione di avere a che fare con persone prive di risorse economiche ma con una grande dignità e soprattutto buona educazione, dove per converso in regime professionale standard ho purtroppo incontrato persone benestanti che erano insopportabili cafoni. Per cui anche la tua esperienza potrà variare. Resta il fatto che in ogni caso un avvocato, quando si accorge che un cliente è tossico, per lui e di riflesso per tutto lo studio, compresi gli altri assistiti, deve rinunciare al mandato, se pensa di non potergli comunque essere utile in alcun modo.

In conclusione, io ne faccio molto e credo che continuerò a farne, quindi il consiglio finale hai già intuito qual’è: tutto sommato, secondo me vale la pena, anche se rimane da valutare il rapporto tra pratiche che si seguono in questo regime e pratiche di clienti in regime di libera professione. In ogni caso, credo anche che le nostre valutazioni al riguardo non debbano, come cennato, essere solo economiche: oltre alla necessità di crescere culturalmente, è giusto fare anche qualcosa per le persone che nella vita sono state meno fortunate di noi. Essere un avvocato, almeno a mio giudizio, non può essere solo onori, ma anche oneri. Non che questi manchino, al contrario di quanto ritiene comunemente la gente, che ce ne sono eccome, però è giusto anche dare una mano. Al riguardo, parlo di una forma di «semivolontariato», dal momento che un po’ di compenso c’è comunque, anche se ci deve essere necessariamente anche un po’ di altruismo nell’avvocato che segue in regime di patrocinio. Una buona idea per incentivare i legali a iscriversi nelle liste del patrocinio potrebbe essere, visto il valore anche formativo dell’esperienza, quella di riconoscere un minimo di crediti formativi, o per ogni atto o anche solo per l’iscrizione, ma in questo caso a condizione che si raggiunga un numero minimo di incarichi annuali.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. costantino manzotti says:

    Secondo me si.

    Per ora ho solo fatturato al Tribunale per le cause concluse col patrocinio a spese dello Stato. Vedremo quando incasserò…….! Peraltro la convenzione Pop. di Sondrio pare che preveda un anticipo sul fatturato fino all'80 % per 18 mesi……..quindi l'avv. che ha bisogno può monetizzare.

    • Giusto Costantino, mi sono dimenticato di parlare di queste convenzioni. Praticamente, alcune banche «scontano» le parcelle già liquidate agli avvocati in attesa di liquidazione. Si tratta proprio dello schema tipico dello sconto bancario, dove sostanzialmente l'istituto di credito «presta» il denaro al cliente che lo deve ancora incassare, tolti gli interessi proprio come in un vero prestito, anche se in questi casi c'è l'incognita del giorno in cui avverrà il pagamento, quindi nel dettaglio non so poi come venga regolata la cosa. Io non ne sono interessato, ma se qualche collega lo fosse gli converrebbe informarsi.

      Grazie ancora del tuo intervento.

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac http://ts.solignani.it (splash) http://goo.gl/p6Sb0 (libri)

      • Entrando sull'argomento, posso dire che il tema è stato trattato e sviluppato ampiamente da Tiziano.

        Alcune precisazioni sul tema. A volte si incontrano dei clienti in regime di patrocinio a spese dello stato che fanno più o meno la stessa domanda: " ma avvocato lei curerà bene i miei interessi? oppure mi trascurerà visto che la sua parcella, peraltro abbattuta, la paga lo Stato? " Naturalmente, in questa sede, si deve spiegare al cliente che noi professionisti abbiamo un codice deontologico che va rispettato, che l'avvocato deve comportarsi con correttezza seguendo il mandato con diligenza e che anche i clienti in regime di patrocinio a spese dello stato vanno trattati allo stesso modo di quelli che pagano direttamente la parcella al professionista. In poche parole, i clienti in regime di patrocinio a spese dello stato, hanno paura di essere considerati clienti di tipo B. A questo punto l'avvocato non deve fare altro che spiegare al cliente che il professionista non può fare discriminazione e che deve trattare tutti i clienti allo stesso modo. Per la mia esperienza personale posso dire che ho notato che i clienti ammessi al patrocinio a spese dello stato hanno paura di essere trascurati dall'avvocato e dunque sono più insistenti di un altro, per esempio, chiamano di continuo in studio o chiedono spesso di incontrarti per avere spiegazioni sull'andamento della pratica anche se sulla stessa, come è stato detto loro in più occasioni, non ci sono novità.

        Per il patrocinio, in ambito penale, collegandomi a quanto detto da Tiziano, devo dire che, come nel civile, la notula viene abbattuta dal magistrato ai fini della liquidazione. In ogni modo, non si sa se per fortuna o per disgrazia, in alcuni tribunali, per alcuni procedimenti come i riti alternativi (es. patteggiamento), sono state create delle notule standard (redatte d'accordo tra l'ordine degli avvocati e i magistrati) a cui tutti gli avvocati in regime di patrocinio gratuito si devono adeguare ai fini della redazione della propria notula per l'attività prestata.

        • Quello che dice Franca è giusto, io sono un po' più «terra-terra» e dico che non faccio assolutamente distinzioni in base al censo, ma alla buona educazione della persona e al modo di collaborare per la conduzione della pratica. Se un cliente mi chiama troppe volte per sentirsi dire sempre le stesse cose, il rapporto con me sicuramente non attecchisce, sia facoltoso che indigente; analogamente, se devo farlo chiamare io più volte del necessario per farmi portare un documento che mi serve. Non è il caso, secondo me, di finire all'estremo opposto, il cliente in regime di patrocinio a spese dello Stato ha diritto ad un trattamento professionale e di contenuto, ma deve fare anche lui la sua parte come in tutti i rapporti umani e personali e non deve assolutamente considerarsi di serie A+ solo perchè, come a volte è capitato, il suo conto viene «pagato dallo Stato quindi è sicuro».

          –?cordialmente,

          tiziano solignani, da ? Mac http://ts.solignani.it (splash) http://goo.gl/p6Sb0 (libri)

          • Frida Del Din says:

            Grazie per le risposte, sempre molto complete ed accurate.

            Riguardo alle spese da anticipare nel corso del procedimento, se non ricordo male mi sembra di aver visto da qualche parte che importi quali contributo unificato, tassa di registro e marche possono essere prenotate a debito? Mi sembrava di avere capito questo, anche perchè se si tratta di anticipare spese di notifica, postali e generali di Studio è un conto, ma se bisogna anticipare anche il resto diventa un bell'importo nelle cause di valore elevato. E poi, se così è, l'abbattimento della parcella spero avvenga per diritti ed onorari, le spese, almeno quelle documentate, verranno pur rimborsate per intero immagino.

            Mi sorge poi un'ulteriore riflessione (divertente o tragica a seconda dei casi): poniamo per assurdo che un avvocato lavori solo ed esclusivamente in favore dei meno abbienti, dichiarando quindi al fisco ciò che fattura allo Stato stesso: se i parametri degli studi di settore non sono rispettati (cosa che penso nella quasi totalità dei casi accadrebbe), l'Agenzia delle Entrate potrebbe contestare e irrogare legittimamente una sanzione?

            • Sì certo il CU e le altre spese sono prenotate a debito, cioè non si pagano. Il mio riferimento era alle altre spese come ad esempio il telefono, i fax, le lettere e così via (ma anche la benzina per andare in udienza ecc.).

              Per il resto è un profilo interessante, anche se per fortuna probabilmente non esiste un legale che eserciti solo con clienti in regime di patrocinio gratuito.

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    • Tiziano ha già detto tutto, ma mi sento di aggiungere qualcosa sulla mia esperienza personale.

      Sono almeno sei-sette anni che mi occupo spesso di patrocinio a spese dello Stato, sia in materia civile che penale e ne ho sperimentato l'utilizzo anche in diversi fori rispetto a quello di appartenenza personale.

      Devo dire che decisi di iscrivermi alle liste proprio perchè all'epoca seguivo (e seguo tuttora) un'anziana signora con molteplici problematiche legali, ma in condizioni economiche al limite della sopravvivenza.

      All'epoca si trattava di un procedimento di separazione a cui negli anni ne hanno fatto seguito molti altri.

      Feci questa scelta proprio perchè in assenza di gratuito patrocinio sapevo bene che non avrei guadagnato nulla, nè mi sentivo di poter chiedere nulla alla cliente poichè a volte non riusciva letteralmente neppure a mangiare.

      Da allora, per una serie di circostanze si sono moltiplicati i procedimenti che seguo a livello di gratuito patrocinio e credo che saranno in aumento considerata la crisi reddituale che ormai riguarda molte persone.

      Sicuramente i problemi più rilevanti sono quelli di tipo burocratico da un lato e dall'altro quella della riduzione degli onorari e della lentezza nelle liquidazioni.

      Riguardo al primo problema spesso non vi è un'adeguata preparazione da parte delle cancellerie e questo crea qualche ostacolo, oltre a quelli di cronica disorganizzazione degli uffici.

      Nella maggior parte dei casi, però, non ho avuto problemi in sede di ammissione, nè in sede di liquidazione.

      Riguardo al secondo aspetto devo dire che, a differenza di un tempo, la procedura di pagamento è diventata un pò più complessa a causa dell'introduzione del funzionario delegato.

      Prima dell'introduzione di tale figura (sino al 2006, se non sbaglio) una volta che il decreto di liquidazione diveniva definitivo (dopo 20 giorni dalla notifica senza opposizione), in genere l'ufficio giudiziario presso cui si era tenuto il procedimento trasmetteva il mandato alle Poste ed in pochi giorni si otteneva il pagamento.

      Oggi passa tutto attraverso il funzionario delegato che, prima di effettuare il pagamento, deve verificare la disponibilità dei fondi, cosa che prima non avveniva.

      Per tali motivi oggi il problema può essere costituito dal fatto che, a fronte di una fattura emessa in un determinato periodo, il pagamento si riceva dopo qualche mese o, in caso di esaurimento dei fondi dopo anche un anno, con evidenti problemi di liquidazione IVA. Per questi motivi è consigliabile (almeno io faccio sempre così) emettere fatture con IVA ad esigibilità differita in modo tale che l'IVA sarà pagata solo al momento della reale ricezione dei compensi.

      Dunque la velocità della liquidazione può dipendere anche dal momento in cui viene presentata la fattura e se a quel dato momento vi sono fondi, con la conseguenza che, spesso fatture emesse nel secondo semestre dell'anno non vengono pagate proprio perchè non vi sono più fondi ministeriali e, dunque, si deve attendere il "rifornimento" dell'anno successivo.

      Prima ancora di ricevere materialmente il denaro un altro elemento che rallenta le liquidazioni è il tempo che ci mettono i magistrati a liquidare le parcelle (a volte anche mesi).

      Recentemente è stato introdotto un sistema telematico raggiungibile su http://lsg.giustizia.it attraverso il quale, previa registrazione, è possibile depositare l'istanza di liquidazione anche se poi materialmente si deve comunque consegnare la copia cartacea anche in cancelleria.

      Questa procedura dovrebbe velocizzare i tempi, anche se, per ora ne ho inoltrate due in questo modo (da oltre due mesi), ma non ho ancora ricevuto il decreto di liquidazione.

      Concludendo, dunque, ritengo che nonostante questi ritardi possa ancora convenire iscriversi alle liste per due ordini di motivi.

      Da un lato perchè, comunque, anche in ritardo, si tratta, pur sempre di un pagamento garantito dallo Stato (a differenza del cliente che non sempre è solvibile) e, dall'altro perchè proprio in situazioni di clienti impossidenti è un modo comunque per iniziare procedimenti e, dunque, ipotizzare futuri introiti sicuri, beneficiando peraltro anche dell'esenzione di tutte le spese per il giudizio stesso (bolli, notifiche, contributo unificato), il che non è poco, considerati i recenti aumenti delle spese di giustizia.

      Dunque il gratuito patrocinio è comunque ancora una buona occasione e non vale la pena sprecarla.

  2. maria cristina says:

    devo preparare una nota spese per il gratuito patrocinio separazione giudiziale e non so proprio da dove cominciare potrei avere un grosso aiuto

  3. paolillo gianluca says:

    buongiorno avvocato ,gentilmente mi potrebbe dare un consiglio.allora sono seguito con il patrocinio gratuito da un avvocato della mia citta per 2 cause una per essere stato ingiustamente licenziato e laltra causa e verso una discoteca in cui il loro personale mi hanno mandato all”ospedale.be la mia domanda e questa e corretto che il mio avv per mandare gli avvisi alle parti prima citate mi abbia chiesto per ben 2 volte 25 euri ?grazie attendo una sua risposta

  4. salve avvocato
    vorrei porle un mio dubbio
    devo fare una causa penale,ho fatto domanda per l’ammissione al gratuito patrocinio
    il mio avvocato mi ha chiesto per questa causa 3.000.00 euro (non sò se legale la cosa)
    la mia domanda è se mi viene riconosciuta l’ammissione al gratuito patrocinio,devo pagare anche il mio avvocato? o deve accontentarsi dei soldi che gli dà lo stato
    grazie

  5. Gent. le avvocato
    Sono alle prese con la mia prima esperienza in termini di G. P.. Ho avuto l’ammissione al beneficio per una mia cliente da parte del Cons. dell’Ordine e dopo l’iscrizione della causa, ma dimenticando poi di farlo presente.
    Come faccio ora per la liquidazione delle spese, atteso che non risulta il G.P. perché non l’ho dichiarato pur avendo l’ammissione?

  6. Buongiorno!!!vorrei avere una piccola informazione…in media dopo quanto tempo si viene liquidati?io ho appena fatto sei udienze con gratuiti patrocini!!giorni 19 20 22 dicembre e 13 18 e 24 gennaio!!sono stato ammesso in tutti i casi ma niente liquidazione!!mi affaccio per il primo anno al gratuito!!verosimilmente quando verrò pagato?grazie mille in anticipo

  7. Alessandra says:

    Chiedo scusa, posso difendere due coniugi in un divorzio congiunto richiedendo per entrambi il gratuito patrocinio, avendone tutti e due i requisiti ? devo far presentare all’ordine due diverse domande, indicando entrambi me come legale?
    grazie mille!!

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