la Cassazione dichiara risarcibile il danno alla salute della moglie tradita

Nei giorni scorsi la Cassazione ha accolto il ricorso di una moglie tradita, che chiedeva un’ingente somma, quasi un miliardo di vecchie lire, a titolo di risarcimento del danno subito in seguito al tradimento del marito in costanza di matrimonio.

La Corte ha sancito, in questo caso, la risarcibilità del danno, ma non in seguito alla violazione del dovere di fedeltà, bensì in conseguenza della lesione del diritto alla salute. Infatti, in conseguenza del tradimento effettuato con particolari modalità lesive ed offensive, sarebbe stato fortemente leso il diritto alla salute psicofisica della moglie, la quale avrebbe subito, nel caso concreto, un trauma psicologico.

Proprio tale trauma comporta, secondo i giudici delle Cassazione, il diritto al risarcimento del danno subito.

Inoltre, la Suprema Corte ha affermato che tale diritto al risarcimento spetta in via autonoma rispetto al giudizio di addebitabilità della separazione,  perciò può essere richiesto in un separato giudizio civile, essendo sufficiente provare il disagio effettivamente subito in conseguenza del tradimento. In realtà, il risarcimento del danno deve essere richiesto in un separato giudizio, dal momento che quello di separazione può avere per oggetto solo le questioni di carattere personale o comunque legate al dissolvimento del vincolo matrimoniale tra coniugi.

Tale provvedimento si inserisce in filone di giurisprudenza di merito, di cui abbiamo già trattato sul blog, che ritiene risarcibile il danno non patrimoniale ogni volta in cui vi sia la lesione di un diritto costituzionalmente garantito.

About Eleonora Cuocci

praticante patrocinatore presso lo studio Solignani.
Appassionata di diritto, ma ancor più di umanità.

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