cosa succede ai beni del de cuius quando una persona ha una compagna-convivente, un figlio, fratelli e genitori in vita

Salve, vorrei sottoporvi il seguente caso. Mio fratello è tragicamente scomparso lasciando  una compagna con la quale conviveva e dalla quale ha avuto due figli attualmente di 8 e 4 anni, i rapporti con la compagna erano esauriti e ostili da anni  con mio fratello,  con i miei genitori e pure con la sottoscritta. I bambini riusciamo a vederli e siamo riusciti a mantenere con loro un buon rapporto grazie ai nonni materni. A questo punto visto le ostilità passate e presenti con la madre dei piccoli, vorrei sapere, se quando uno dei miei genitori(sposati in comunione dei beni) verrà a mancare, considerato che gli unici eredi sono il coniuge superstite, la sottoscritta ed i figli di mio fratello, c’è una qualche possibilità che si possa vincolare la quota legittima dei minori fino alla loro maggiore età, oppure se tale quota puo’essere amministrata da un tutore per soddisfare SOLO  i bisogni dei minori,  per farsì che la madre non sperperi i  loro soldi (cosa che farà sicuramente) e per ultimo se  c’è una possibilità che impedisca alla madre per conto dei minori di chiedere la parte legittima dei figli fino a che l’altro coniuge superstite è in vita. Premetto che i miei genitori dispongono solo di una casa di proprietà e di un terreno agricolo, papà è disoccupato e vivono con la pensione di mamma. In sostanza quello che sono a chidervi è se c’è una qualche forma di garanzia che tuteli la quota spettante ai minori dallo sperpero sicuro della madre, per cercare di assicurare un futuro ai bimbi e altresì tutelare il coniuge superstite dal momento che per poter dare la quota legittima agli eredi si troverebbe costretto a vendere casa, dal momento che rappresenterebbe l’unico modo per onorare la quota di legittima  dovuta;  il terreno agricolo per come è posizionato non ha alcun valore economico. 

In realtà posso già dirti che la compagna di tuo fratello non erediterà alcunchè dai tuoi genitori.

Infatti, l’art. 467 del cod. civ. stabilisce che la rappresentazione è quell’istituto che fa subentrare i discendenti legittimi o naturali nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l’eredità o il legato.

Il successivo art. 468 cod. civ. chiarisce chi succede per rappresentazione, ossia i figli del de cuius. Nè la moglie, nè tantomeno la compagna succedono per rappresentazione.

Nel caso siano chiamati all’eredità dei minori, questi possono accettare l’eredità solamente con beneficio di inventario (art. 490 cod. civ.) e solo su autorizzazione del Giudice Tutelare.

Per quanto concerne l’immobile, se questo cade in successione, ti preciso comunque che il coniuge superstite ha il diritto di abitazione (art. 540 cod. civ.), pertanto l’immobile verrà di fatto diviso solo quando anche il coniuge superstite verrà a mancare.

About Antinisca Sammarchi

Avvocato tra Casalecchio di Reno (dove vivo) e Vignola. Convivo e abbiamo la fortuna di avere la compagnia di due splendide gatte europee, Triplette e Mimì.

Di la tua!