cosa può fare la figlia che fa l’Università se il padre non vuole pagarle in mantenimento?

Ho 20 anni. I miei genitori sono divorziati da quando ne avevo circa 2 e mezzo. Ho vissuto tutta la vita con mia madre, che si è occupata per la stragrande maggioranza della mia educazione, mantenimento etc.. Non posso dilungarmi, i dettagli su mio padre, a suo sfavore morale e giudiziario sono fin troppi. Ho cercato di far finta di niente per anni, ma ha continuato a trattarmi con il minimo del rispetto, mi ha rifiutata, allontanata, e presa in giro agendo secondo quelli che erano i suoi vantaggi, ovvero non mandare niente a mia madre per il mio sostentamento. Mi ha ricattato psicologicamente in diverse occasioni, e ora mi trovo in un grande disagio sto per iniziare finalmente l’università e lui trova ogni scusa per non darmi ciò che mi spetta e che non ho mai osato chiedere, nella speranza che cambiasse e che potessimo avere un rapporto. Sono stanca, ho sofferto spesso di depressione, in passato, non voglio ricaderci. Sono stanca, di far finta di niente, e sono avvilita perchè mia nonna e mia zia (materne) stanno partecipando con mia madre al mio mantenimento e agli studi, e io trovo ingiusto che mio padre se ne lavi le mani.Oggi, quando finalmente ho avuto il coraggio di dirgli che allo stato aveva promesso di darmi almeno 150 euro mensili e che per mesi e mesi non l’ha fatto, mi ha chiuso il telefono in faccia dicendo che non mi manderà più un soldo (cosa che già fa). Vi prego aiutatemi, anche se significasse fargli causa. Ora sono pronta a farlo.

Essendo tu maggiorenne, sei legittimata a chiedere il mantenimento direttamente a tuo padre; bisogna partire dal provvedimento che regola il divorzio tra i tuoi genitori, sempre che in seguito non siano intervenuti altri provvedimenti modificativi delle tue condizioni. Al riguardo, dovresti informati da tua mamma e, nel caso, rivolgerti ai legali che l’hanno a suo tempo assistita per farti dare copia della documentazione necessaria.

Se non godi di un tuo reddito, come immagino dal momento che dici che frequenti l’Università, puoi chiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, in relazione al quale trattandosi di un diritto personale si dovrebbe considerare solo il tuo reddito, o assenza di, e non anche quello di tua madre, che non dovrebbe cumularsi col tuo anche se vivi ancora con lei – a maggior ragione, naturalmente, se non vivi più con lei ma da sola.

Ad ogni modo, gli approcci possibili al problema sono sia civilistico che penale. Dal primo punto di vista, bisogna vedere se tuo padre ha beni aggredibili, ad esempio un immobile o uno stipendio; sotto il secondo punto di vista, invece, si può agire anche quando insolvente, anche se io ti consiglierei di lasciare il penale ad una fase successiva, visto che interviene più pesantemente nelle dinamiche dei rapporti familiari.

Fai una ricerca nel blog, tramite l’apposito motore cerca.solignani.it, si è parlato molte volte del tema del mancato pagamento del mantenimento e potrai trovare molte informazioni utili. Naturalmente, se vuoi puoi dare un’occhiata anche al mio libro Guida alla separazione e al divorzio.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Chiara91 says:

    La ringrazio molto, ciò che mi interessava era sapere proprio questo, se potevo anche agire per vie legali autonomamente grazie al gratuito patrocinio. Rispondo ai chiarimenti che giustamente vorrebbe per capirci qualcosa in più. Ho cambiato non poche residenze nella mia vita, negli ultimi tre anni specialmente. Ora vivo con la nonna e sono sul suo stato di famiglia, mia madre credo rimanga il genitore affidatario principale, ma in ogni caso per ora la nonna si sta facendo carico di spese per le quali non è tenuta ad interessarsi, e la cosa è non poco avvilente. Per quanto riguarda mio padre lavora eccome, è infermiere psichiatrico part-time. Si è fatto mettere part-time per continuare a inseguire le sue velleità da peter-pan di musicista. E fa delle lezioni private che A ME dice di dichiarare, ma non so quanto crederci. Insomma non so quanto guadagni sul serio, ma so che sta pagando un mutuo ed è già a buon punto. Quindi ha sia lavoro che casa di proprietà. Una piccola curiosità: l'anno scorso sono andata a vivere da lui per il primo anno di università con grandi speranze (come può immaginare fallite miseramente). Mi sono trovata anche un lavoretto a nero, per avere i miei introiti, visto che lui non pagava NIENTE. Escluso vitto e alloggio se ha cacciato dei soldi è stato in casi straordinari lamentandosi sempre di non averne. Ma, appena fidanzatosi con una signora della città dove ora vivo con la nonna, che è anche la sua città di nascita (parenti etc..). Faceva circa 2 volte al mese nord-sud anche in freccia-rossa per andare a vederla stando via dai tre ai quattro giorni ogni volta. E quei soldi? Da dove uscivano? Davanti ai miei occhi ha fatto tutti questi viaggi, e per me NIENTE. Io voglio solo giustizia, dei soldi non mi interessa. Vorrei solamente che meriti di pagare per l'irresponsabilità che ha portato avanti da quando sono nata. Per gli anni che non si è fatto vivo. I mesi che non mandava neanche un centesimo a mia madre per me. E l'atteggiamento indegno di elemosina che ha le rare volte che lo vedo. Una volta mi ha dato in mano 20 euro, dicendomi "così ti fai una pizza con gli amici". Ed io " papà a me servono i soldi per gli studi, per le visite mediche, per fare uno sport(MAI FATTO IN UNA VITA). Non per divertirmi".

    Ma lui niente, rifiuta me come figlia da quando sono nata, e rifiuta l'impegno che si è preso nel mettermi al mondo. Voglio SOLO giustizia, anche se comporti non avere un soldo ( i suoi soldi mi fanno schifo). Mi basta che venga portato in tribunale e perda, e la finisca di sentirsi sempre a posto con la coscienza. In ultimo volevo chiederle, nel caso vincessi questa causa, una volta terminato il tutto potrei chiedere di non volerlo più vedere, e di cambiare cognome? Non è mai stato un padre. Per me è come essere stata orfana.

  2. Chiara, forse non sai che in italia esiste un sistema giudiziario sessista che sembra voglia recidere i legami fra i padri ed i figli. Tuo padre non aveva alcuna possibilità di resistere, e tanti per il dolore cercano di auto-convincersi che i figli non gli importano. Tanti bambini subiscono l'alienazione genitoriale, cioè vengono indotti a credere cose negative e false contro i genitori assenti. Forse, ora che sei adulta, se invece di attaccarlo con avvocati facessi capire a tuo padre che sei felice di essere sua figlia, forse si ristabilirebbe il legame naturale, per il quale un padre è felice di contribuire alla persona che sente come sua figlia.

    • Pur non essendo completamente d'accordo con Alex, devo riconoscere che quello che dice non è privo di qualche fondamento, almeno in alcuni casi che mi è capitato di seguire. Proprio per questo, propugno al più possibile la mediazione familiare (anzi, al riguardo annunceremo presto una novità). Naturalmente, per poter valutare il tuo caso bisognerebbe conoscerlo, può darsi che le indicazioni di Alex abbiano un senso o invece no, dipende da come stanno per te le cose.

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac http://ts.solignani.it http://blog.solignani.it

    • Chiara91 says:

      Non so cosa non sia chiaro di ciò che ho scritto. E soprattutto rispondo ad Alex con grande sincerità e mi dispiace schiettezza.

      1) se lei sta passando dei guai a causa di questo sistema giudiziario sessista, si ricordi sempre che per prima cosa, UN FIGLIO/A non chiede di vedere la luce, quindi credo abbia un attimo più importanza concentrarsi su cosa subisce la prole, e non quanto i genitori si siano sbagliati, abbiano subito conseguenze ingiuste o siano stati irresponsabili. Ciò che è fatto è fatto, il figlio è messo al mondo? Bene.

      Bisogna occuparsene se si vuole avere il fregio di essere chiamati genitori.

      2) Non ha nessun diritto di interpretare la situazione secondo quella che è la sua personale esperienza, NON SA, cosa ho passato, cosa mio padre mi ha fatto passare, NON SA che ho un rapporto conflittuale anche con mia madre. NON SA che ho una coscienza, che leggo fiumi di libri di psicologia e autoconsapevolezza e che studio la mia situazione familiare da quando avevo 8 anni per venirne a capo. Lei semplicemente NON SA. Quindi, nonostante la mia età sia quella che è, vorrei ricevere un minimo di rispetto, dato che ho ricorso a questo sito in extremis perchè avevo perso quel poco di speranze che mio padre mi ha succhiato via a gocce negli anni. LEI NON SA quanto sia andata incontro a mio padre negli anni, non ne ha MINIMAMENTE IDEA. Il rancore che nutro è proprio dato dal fatto che ad ogni manifestazione d'amore mi sono trovata sbattuta in faccia un volto sconosciuto da estraneo ai fatti, di un genitore che nel suo ruolo non si è mai voluto calare, e mai è stato capace di manifestare empatia verso la figlia. MAI. Sono adulta, ed è per questo che, essendo stanca di essere mistrattata o peggio abbandonata a me stessa, ho deciso di farmi forza e provare a capire se potevo far valere dei miei diritti PERSONALMENTE. Visto che mia madre di suo non vuole agire realmente. Tutto chiaro adesso? Ritornando a mia madre per l'appunto, vorrei sottolineare che proprio per il carattere altalenante del mio rapporto con lei, le è stato impossibile farmi il lavaggio del cervello, crescendo ho capito che io, non avendo vissuto certe dinamiche non potevo giudicarle, ma potevo valutare COME I MIEI GENITORI SI COMPORTAVANO CON ME, E NON FRA DI LORO. Mia madre coi suoi mille difetti mi ha cresciuta, DA SOLA. Mio padre, nel mio ultimo tentativo di raggiungerlo al nord, e vivere per un anno con lui, mi ha chiesto CORTESEMENTE di smammare, perchè voleva viversi il suo neo-rapporto amoroso in tutta tranquillità.

      3) Avvocato, posso capire che certi casi si ripetano, ma la prego di non fare di tutta l'erba un fascio e non seguire certi perbenismi che vogliono questa maledetta mediazione familiare. I MIEI SI SONO LASCIATI 17 ANNI FA. Mi sembra un pò tardi per mediare. Arrivederci

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