i vigili dicono che un terreno è di mia proprietà. Il vicino può contestarlo?

Io vi contatto in merito ad un terreno del quale dopo un accertamento dei vigili urbani sono risultato erede. I vigili hanno eseguito vari accertamenti per risalire alla mia famiglia come proprietaria del terreno che era in evidente stato di abbandono. Il terreno in questione fa parte di una serie di lotti anche questi lasciati incustoditi e dei quali sempre i vigili urbani hanno rintracciato i leggittimi prorpitari. Il problema è nato quando il mio confinante mi ha telefonato per comunicarmi la sua intenzione di procedere all’usocapione invitandomi a non entrare nella MIA proprieta per evitare di essere denunciato da lui. Siccome ne io ne lui in questi anni abbiamo mai rivendicato il possesso di queste porzioni di terreno, vorrei sapere se la persona in questione è nel diritto di esercitare tale pretesa o se da parte mia c’è il diritto alla proprietà dello stesso terreno.

In primo luogo bisogna specificare che quello che hanno accertato i vigili urbani, anche se può essere indicativo di quello che risulta dai pubblici registri immobiliari, non è una prova definitiva della proprietà.

Tra le funzioni dei vigili urbani, infatti, non vi è quella di stabilire di chi sia la proprietà di un bene immobile nel caso lo stesso sia rivendicato da più soggetti privati (come mi pare di capire stia succedendo nel caso in questione).

In questi casi, se non si raggiunge una soluzione amichevole tra le due parti, è il Tribunale a dire la parola definitiva sulla proprietà del bene. E questo può essere fatto solo al termine di una causa che si conclude con una sentenza.

Non conoscendo il caso concreto non siamo in grado di stabilire se il vicino potrebbe avere degli elementi a suo favore per far valere l’usucapione del terreno. Di sicuro, comunque, se il vicino è intenzionato ad intraprendere la strada dell’usucapione, dovrebbe iniziare una causa davanti al Tribunale, mentre a ben poco (o meglio nulla) può valere una telefonata in cui afferma unilateralmente che il terreno è suo.

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