è arrivato, almeno per me, il momento dei libri giuridici elettronici

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È arrivato anche per me quel giorno, che sapevo sarebbe venuto anche se non ancora quando. Oggi ho venduto e spedito, ad una collega, uno dei miei codici commentati che utilizzo maggiormente, in forma cartacea, solo perchè ne ho acquistato nel frattempo la versione elettronica. Un piccolo fatto che però segna l’inizio di una rivoluzione per me e forse per tutti quegli avvocati che, come me, sono affascinati dalle nuove tecnologie ed intenzionati a sfruttarle.

Forse mi sono lasciato un po’ prendere la mano: solo nell’ultima settimana ho speso circa 1.000 euro, oltre IVA, per acquistare ebook giuridici, dallo shop di WKI… Ma sono entusiasta di questo nuovo strumento.

Una volta acquistato il libro, me lo posso scaricare subito e iniziare subito a consultare, anche di domenica, come mi è successo un paio di settimane fa.

Me lo metto sul mac che uso in studio e sul mio iPad, che è formidabile per fare ricerche e approfondimenti di questioni che mi girano in testa nei momenti morti, anche casa.

Il libro elettronico puoi sottolinearlo, evidenziarlo, annotarlo come il libro cartaceo. Naturalmente, l’eccezionale vantaggio è quello della ricerca che puoi fare per stringa su tutto un singolo volume o, addirittura, su tutti i libri giuridici che possiedi.

Questi sono i due eccezionali e insuperabili vantaggi della «biblioteca giuridica elettronica»: averla sempre con te e poterla ricercare tutta per stringa. Sono due caratteristiche che, e questo lo dico per esperienza concreta, ti consentono di lavorare in modo molto più efficiente quando devi approfondire una determinata questione. A volte, avresti quei pochi minuti che ti servono ma sei lontano da studio; altre volte, ti metti a cercare ma non trovi quel che ti serve. Con il libro elettronico, molte volte questi problemi sono superati e fare piccole ricerche è ridiventato un piacere.

Ai numerosi colleghi che sono ancora esitanti rispetto agli ebook professionali, consiglio di provare, magari acquistandone uno per loro particolarmente importante o interessante, come ad esempio il codice di procedura civile di IPSOA (in cartaceo di tre volumi) che mi sono preso anche io e di usarlo per un po’.

La periferica principe, a mio giudizio, per gli ebook sono i tablet, quindi iPad, tablet android o periferiche dedicate come il Kindle o altri book reader. Ma si legge meglio di quel che si potrebbe pensare anche sugli smartphone, la mia esperienza è limitata all’iPhone, che funziona egregiamente, soprattutto per fare le ricerche. L’esperienza peggiore è sicuramente quella sui computer, dove deve a mio giudizio essere ancora sviluppato un software adeguato e ricco di tutte quelle funzioni che rendono l’esperienza di lettura completa. I libri elettronici, peraltro, si possono caricare anche su appositi siti web dove l’utente, autenticandosi, può accedere da qualsiasi periferica e luogo, a condizione che ci sia una connessione internet, a tutti i suoi libri. Un esempio di questi siti è bookworm, ma ce ne sono diversi.

Vale la pena, sempre ai più dubbiosi, di ricordare anche un altro aspetto: i libri giuridici sono opere non da lettura, ma pressochè in ogni caso da consultazione. Non sono come un romanzo, che si legge dall’inizio alla fine, sono più come un dizionario o un’enciclopedia, che si consulta, in una o più voci determinate, in caso di bisogno. Non sono quasi mai strumenti concepiti principalmente per esercitare il piacere della lettura, ma per farci sopra attività di ricerca, di spunti, riflessioni, soluzioni ai casi concreti. Per questo, nessuno si deve spaventare a pensare di «leggere» un libro giuridico sul computer, perchè in realtà non lo si legge quasi mai ma ci si limita a consultarlo. Ciò comporta che, se proprio uno è affezionato alla carta, una volta che ha trovato la parte che gli interessa può stamparsela e leggerla appunto su carta.

È verissimo, come ricordavano già negli anni 60 gli autori di Star Trek immaginando l’avvocato del futuro, che la sapienza giuridica è contenuta ancora nei libri e probabilmente sarà così sempre, come raccolta ragionata ed illustrata di considerazioni, dati, ragionamenti – tutti elementi che sono molto più utili delle massime giurisprudenziali, checchè se ne pensi comunemente – ma è venuto il momento di trovare forme migliori per la fruizione dello strumento-libro, perchè velocità e comodità spesso significano anche avere la possibilità di fare una cosa che altrimenti non si farebbe mai. Quante volte si è rinunciato ad un approfondimento o un chiarimento solo perchè il libro si trovava da un’altra parte o si era spaventati dal tempo necessario per fare la ricerca necessaria a trovare quel che serviva? La fruibilità è importante pere far girare le informazioni, per informarsi, formarsi e crescere un pochettino tutti i giorni come giuristi.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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