quanto tempo c’è per far causa al datore di lavoro in caso di lesioni di tipo colposo?

Quanto tempo ho per far causa al datore di lavoro per lesione colpose, evitando la prescrizione?

Anzitutto andrebbe distinto se per «fare causa» si intende un processo civile o una denuncia penale.

Se parliamo da un punto di vista civile (azione che serve sostanzialmente ad ottenere un risarcimento monetario del danno subito) una causa per risarcimento da fatto illecito può essere promossa entro cinque anni. Da notare, però, che questo è solamente un termine indicativo, in quanto la prescrizione può essere interrotta (ad esempio tramite diffide) o sospesa.

Si noti, inoltre, che la prescrizione può avere durata maggiore quando il fatto (come nel caso prospettato) ha anche rilevanza penale. In questo caso la prescrizione, anche civile, ha la stessa durata di quella penale.

Da un punto di vista penale la prescrizione per il reato di lesioni è tendenzialmente di sei anni, ma il delitto è perseguibile a querela di parte, che va presentata in termini molto più brevi (tendenzialmente tre mesi). Si noti, però, che si tratta di termini solo indicativi, che vanno verificati caso per caso. Il codice penale prevede, infatti, diverse forme di lesioni colpose (semplici, gravi o gravissime) con pene differenziate. Esiste inoltre una fattispecie particolare prevista nel caso particolare in cui le lesioni personali (ma solo se gravi o gravissime) siano state causate in conseguenza di una violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. La circostanza che  i fatti si siano verificati per violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale può inoltre influenzare la procedibilità del reato (che può diventare d’ufficio).

Si noti, infine, che le norme sull’assicurazione obbligatoria dei lavoratori (la normativa che disciplina l’INAIL, in sostanza) prevedono che al datore di lavoro può essere richiesto dal lavoratore solo l’ulteriore danno non già risarcito da INAIL e solo se si verificano certe circostanze collegate alla condanna anche penale del datore di lavoro.

Come vedi le cose non sono così semplici, per cui, se ritieni di aver subito un danno, ti consigliamo di servirti di una assistenza qualificata (un legale o, in prima battuta, un sindacato), in modo da non perdere alcun diritto.

 

Comments

  1. Non credo, purtroppo. Il danno è solo quello che è conseguenza immediata e diretta dell’illecito, non anche tutti i fatti sia pure causalmente collegati allo stesso. Se io ad esempio non pago un debito di 100€ e il creditore per effetto di cui fallisce, non posso essere tenuto a risarcirgli il fatto di essere fallito, dovuto evidentemente anche ad altre concause. Chiaramente il discorso è opinabile a seconda del caso, potreste anche trovare un giudice che vi dà ragione, ma la materia rimane discrezionale ciò significa ad esempio che l’hotel potrebbe impugnare tanto i soldi per far cause li ha e vincere in appello o addirittura in cassazione… Da valutare molto attentamente.

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