se una figlia inizia a lavorare per il padre tenuto al mantenimento cosa succede?

Ho quasi 22 anni, figlia di genitori divorziati, sto per essere assunta nell’azienda di mio padre come apprendista. Mio padre da 6 anni versa a mia madre l’assegno di mantenimento mensile di 800 euro stabilito dal giudice. La mia domanda è questa: ora che inizierò a lavorare e percepirò un mio stipendio, il diritto di percepire l’assegno di mantenimento cessa? legalmente sono tenuta a dare parte del mio stipendio a mia madre per partecipare alle spese di casa? Dal momento che non sarò totalmente indipendente economicamente all’inizio, mia madre potrà obbligarmi a cercare un alloggio dove poter vivere da sola dato che lei non riceverà più la quota di mantenimento?

Non esiste una risposta univoca e valida per tutti i casi per una domanda di questo genere, ma la cosa va sempre valutata in relazione alla situazione della famiglia, sia pure disgregata, e quindi la tua, quella di tuo padre e quella di tua madre.

Si possono quindi solo fare alcune considerazioni di carattere generale.

Innanzitutto, un’occupazione da apprendista non comporta, generalmente, il raggiungimento di una piena autosufficienza economica, ma di una autonomia parziale che, se ha una sua incidenza, normalmente non comporta il venir meno del tutto dell’assegno di mantenimento, ma tutt’al più una sua riduzione.

Peraltro, nel tuo caso l’assegno di mantenimento è di importo superiore alla media, probabilmente perchè commisurato sia, da un lato, alle tue esigenze, sia al patrimonio e al reddito di tuo padre, a tutela di un tuo tenore di vita che non credo potrà essere mantenuto con la retribuzione da apprendista.

Da queste considerazioni discende anche la risposta alla seconda domanda circa l’obbligo di contribuzione alla casa di tua madre. È vero che il figlio ha, per codice civile, e anche per morale ed etica comune, anche se negli ultimi anni la prassi se ne sta sempre più distaccando, il dovere di contribuire al menage dei genitori o del genitore convivente, tuttavia, come sempre accade in materia familiare, occorre considerare in particolare le circostanze del caso concreto. In altri termini, un conto è se il tuo stipendio sarà, ad esempio, di 3.000 euro al mese, tutto un altro conto sarà invece se la tua retribuzione sarà, poniamo, di 600 euro al mese: nel primo caso, probabilmente, dovresti essere considerata tenuta a contribuire alle spese di casa, nel secondo credo si faccia fatica a sostenere.

Per quanto riguarda l’alloggio, una volta che sarai completamente autosufficiente dal punto di vista economico, cosa che non necessariamente appunto si ha con una occupazione da apprendista, starà a te e a tua madre decidere come vorrete organizzarvi la vita, lei non avrà più obblighi di assistenza, se non in casi eccezionale, nei tuoi confronti.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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