quando si deve pagare un contributo unificato di 1.446 euro da «convenuto» solo per potersi difendere

Ieri mattina siamo andati al Tribunale di Reggio Emilia per depositare una comparsa di costituzione con relativo fascicolo in un procedimento per sinistro stradale con esito letale in cui il nostro assistito è stato convenuto per il risarcimento del danno. In quella occasione, abbiamo appreso di una modifica alla disciplina del contributo unificato entrata in vigore il 1° gennaio 2012, che non è stata adeguatamente focalizzata dalla mia categoria, quella forense, e dalla generalità degli utenti.

Nella nostra comparsa, infatti, dal momento che pare che nel fatto in questione vi sia la responsabilità di terzi, abbiamo chiesto l’autorizzazione a chiamare in causa questi terzi; secondo le nuove disposizioni, in tali casi, anche se non viene nè aumentato il valore della domanda, nè modificata la stessa, occorre pagare un nuovo ed ulteriore contributo unificato commisurato al valore della domanda.

Siccome nella chiamata in manleva o in garanzia di terzi il valore della domanda è sempre quello determinato dall’attore originario nel suo atto introduttivo, non ho potuto fare altro che dichiarare lo stesso valore, circa 2 milioni di euro, e applicare il corrispondente contributo, pari a 1.446 euro, già pagato dall’attore al momento dell’iscrizione a ruolo del procedimento.

Praticamente, per questo procedimento lo Stato ha già incassato 2.892 euro. Siccome, poi, i terzi che ho chiamato in giudizio chiameranno a loro volta in causa le rispettive compagnie di assicurazione, immagino che ci saranno altrettanti, ulteriori, contributi unificati da versare. I terzi da me chiamati sono 3 (tre), quindi 4.398 euro, che assommati a quelli già pagati fanno un totale di 7290 euro. Non male, direi che sia più o meno pari allo stipendio di un magistrato ipotizzando che lavori tutti i giorni del mese su questo caso.

Forse conveniva davvero fare un arbitrato…

Ho provato anche a far notare alla funzionaria di cancelleria che nella mia comparsa di costituzione io ho, come prevede la legge, solo fatto domanda di essere autorizzato a chiamare in causa un terzo e che, semmai, il contributo unificato potrebbe essere dovuto al momento in cui, dopo essere stato debitamente autorizzato ed aver citato i terzi, vado a depositare gli atti di citazione in cancelleria, ma non c’è stato niente da fare, mi ha detto che il contributo è dovuto anche se poi il giudice non autorizza, con il chè uno pagherebbe, se si dovesse mai verificare questa ipotesi, sostanzialmente per niente.

A parte la sostanziale ingiustizia di chi deve pagare un contributo unificato solo per potersi difendere, senza fare nessuna domanda nuova nè aumentare il valore della controversia, ma subendo del tutto passivamente una quantificazione fatta dall’attore, resta da vedere quale sarà la qualità del «servizio-giustizia» che sarà reso adesso all’utente, sul quale naturalmente non mi faccio troppe illusioni.

Mi sembrava giusto parlarne ed evidenziare il fatto.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Commento probabilmente contro-corrente 😉

    Io mi chiederei come e perché siamo arrivati a questo punto…

    Non sarà che quando non c'erano questi ostacoli, si sono fatte troppe cause? Ovviamente tutti a brandire l'art. 24 Cost., ma 6.000.000 di cause non sembrano forse troppe …come circa 10 anni per una sentenza?

    Ovvio lamentarsi: per l'errore di qualcuno (prima), pagano tutti (dopo)!

    Temo davvero che il sistema "giusto" in grado di accontentare tutti non ci sia, almeno in Italia e finché continueremo a fare cause "liberamente", senza nessun filtro interno (in primis teoricamente – forse troppo – da noi avvocati) o esterno…. 

    Credo che non ce lo possiamo più permettere …di andare avanti come prima:. Una storia vecchia.. le colpe dei padri che ricadono sui figli… Prima si sono fatte troppe cause ed ora ci sono troppi ostacoli.

    Ok, da un eccesso all'altro… deprimente ed errato.

    Tuttavia, forse, dovremmo smetterla di guardare il mondo con il microscopio e renderci conto che – volenti o nolenti – siamo tutti parte di qualcosa più grande: se non lo capiamo da soli..ho paura che verrà qualcun altro a tentare di farcelo capire.

     

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