cosa fare se un cellulare presenta un difetto «non risolvibile»?

A dicembre ho acquistato un cellulare nokia c3. Dopo il primo mese ho cominciato a riscontrare problemi di malfunzionamento del software (si riavviava all’improvviso durante la conversazione, problemi nel sistema di messaggistica, non funzionavano bene i tasti). Tutti problemi risolvibili, a detta del centro assistenza, al quale l’ho lasciato per effettuare l’aggiornamento. Dopo un altro paio di mesi, però, la situazione si è ripresentata e, una volta riportato allo stesso centro assistenza, mi è stato riferito che è un difetto del mio modello di cellulare e pertanto non risolvibile. Posso chiedere la sostituzione dell’apparecchio con uno simile o di pari prezzo? Come devo fare?

Il quesito proposto ci fornisce la possibilità di tornare a parlare dei rimedi che la legge riconosce al consumatore che acquista un bene difettoso.

Nel caso proposto dall’utente un cellulare acquistato, dopo alcuni tentativi infruttuosi di riparazione, viene giudicato dal rivenditore “non riparabile”.  Ora, al consumatore non interessa davvero che il proprio cellulare presenti un difetto “seriale”, ovverosia tipico di tutti gli apparecchi di uno stesso modello. Al consumatore interessa solamente, ed è tutelato in questo dalla legge, che il cellulare acquistato abbia tutte le funzioni e qualità che il produttore garantisce al momento dell’acquisto. Se al contrario ciò non avviene, come nel caso proposto, il consumatore ha diritto alla riparazione o alla sostituzione dell’apparecchio.

Nel caso che né la riparazione né la sostituzione siano possibili il consumatore ha diritto alla risoluzione del contratto e quindi alla restituzione del denaro speso. L’articolo di riferimento è naturalmente l’art. 130 del Codice del consumo, il D.Lgs. 206/2005.

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