posso evitare di pagare gli alimenti richiesti dai miei genitori indigenti?

i miei genitori in stato di indigenza mi hanno fatto citare da un avvocato per l’ art 443 c.c. Nella citazione hanno anche fatto presente che io non gli faccio vedere mia figlia, nata dal matrimonio con mia moglie. Premettendo che mio padre per anni non si è fatto sentire, non è venuto al matrimonio, che io sono operaio (1500€ senza contingenze, qualcosina di più con le notti) con la moglie in cig ed un mutuo, una rata auto ed una figlia e che loro vivono in casa con un figlio 20enne (mio fratello) che ha i suoi vizi (fumo, alcool) e non vuole lavorare studiando posso evitare gli alimenti? Posso evitare di fargli vedere la bambina (fino ad ora l’ hanno vista con tanto di prove foto) nei modi che loro richiedono?

Ovviamente, per dare una risposta occorrerebbe una analisi della situazione, dei redditi e dei problemi di ogni suo protagonista, ben più approfondita di questa. Peraltro, il giudizio circa la debenza degli alimenti risente sempre, nonostante tutto, di un certo margine di discrezionalità da parte del giudice, per cui, anche se calcolassimo algebricamente tutti i fattori, sarebbe difficile avere la certezza su quello che potrebbe decidere il magistrato.

Su un piano più generale, c’è da dire che le cause in materia di alimenti sono oggigiorno una cosa abbastanza rara, dal momento che le funzioni sociali dello Stato si sono talmente espanse che è davvero difficile che una persona in stato di bisogno debba ancora rivolgersi ad un parente. La prima cosa da accertare, dunque, è vedere se i tuoi genitori si sono, o meno, attivati per richiedere i benefici e i provvedimenti di sostegno previsti dalla legislazione nazionale e dagli enti locali.

Per quanto riguarda le visite a tua figlia, non è una domanda, questa, che i tuoi genitori potevano fare in quella sede, cioè la causa per gli alimenti e che probabilmente, pertanto, il giudice semplicemente ignorerà, per non dire del fatto che, nel bene o nel male, la giurisprudenza è abbastanza unanime nel sostenere che non vi è un vero e proprio diritto dei nonni alla frequentazione dei nipoti.

Naturalmente, ti consiglio di vedere se, con l’aiuto di un buon avvocato, sia possibile trovare un accordo, sia per definire gli aspetti economici, sia per quelli personali, anche nell’interesse di tua figlia, per cui un rapporto sereno con i nonni paterni è sempre un valore.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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