la casa familiare di proprietà del padre può essere assegnata alla madre anche in caso di convivenza?

ho una casa di proprietà, e un figlio di poco più di 1 anno avuto con la mia compagna che attualmente vive con me ma non ha ancora trasferito la sua residenza che è attualmente ancora dai suoi genitori. Le cose non vanno bene tra noi e i continui bisticci mi fanno presagire al peggio. La casa è mia, provvediamo entrambi al pagamento delle rate e delle bollette anche se io per una percentuale del 70%. Qualora giungesse la decisione di “separarci” e nel frattempo lei perdesse (come sembrerebbe) il suo lavoro, quali obblighi avrò nei suoi confronti, fatto salvo quelli che io responsabilmente avrò nei confronti del mio bimbo e che mi assumerò in pieno? La casa rimarrebbe a me o andrebbe a lei buttandomi su una strada? E poi ad una madre che non ha più reddito è consentito avere l’affidamento del figlio, e se si in che termini.

Per punti, restando inteso che ti consiglierei di farti consigliare al più presto da un legale:

– non hai nessun obbligo di mantenimento nei confronti della tua compagna, dal momento che non eravate sposati
– la casa familiare può essere assegnata alla tua compagna a tutela di tuo figlio e potrebbe rimanere a lei per molti anni, fino a che vostro figlio non esce di casa (parliamo, dunque, di decenni)
– la mancanza di reddito in capo alla tua compagna non è assolutamente, per lei, un ostacolo per ottenere l’affidamento di vostro figlio.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Ho due bambine di 9 e 11 anni, sono una convivente che al momento non dispone di un lavoro; con lui non va bene da anni ormai e vorrei lasciarlo ma non ho casa né la possibilità finanziaria per avere un appartamento in locazione. Lui dispone della casa familiare che però è intestata a suo fratello ma che noi utilizziamo da 12 anni, inoltre possiede insieme a suo fratello e sua mamma altre 2 case. In questi anni di convivenza io ho mantenuto lui e le bambine e lui si è occupato di mettere da parte denaro per le eventuali calamità che fossero sorte in futuro; questi soldi però sono su diversi conti co-intestati di cui io quasi non so l’esistenza in quanto fanno comunque capo a lui. Alla situazione odierna lui dichiara di non avere quasi nulla ma io davvero non ho nulla in quanto tutto il mio guadagno di questi anni è andato per le spese di gestione familiare. Volevo chiedere: l’affidamento delle figlie può andare a me anche se non ho un reddito stabile anzi nullo? La casa, nonostante sia intestata al fratello, può essermi assegnata? Ho diritto di ottenere una parte dei soldi versata su quei fondi da lui sottoscritti come rimborso per tutte le spese che negli anni ho dovuto sostenere da sola? Quali documenti dovrei presentare per far si che ciò accada? Tra noi all’inizio non c’erano troppi conflitti per cui tutti i nostri patti sono stati fatti solo verbalmente.

    • Quando una famiglia si disgrega, non è raro che ci siano molti aspetti da valutare, organizzare e sistemare: abitazione, redditi, risparmi, figli. Nel tuo caso, ci sono un po’ tutti e hai anche bisogno di raccogliere informazioni preliminari, ad esempio su quei conti correnti in cui sono stati messi i risparmi, costituiti come hai giustamente sottolineato da redditi del tuo compagno che tuttavia ha potuto guadagnare e lavorare perché tu stavi a casa a mandare avanti la stessa. Quindi la prima cosa che devi fare è raccogliere le informazioni per capire di preciso qual’è l’assetto attuale della tua famiglia, poi devi elaborare un vero e proprio progetto per come vorresti che fosse dopo che vi sarete lasciati. In tutto questo, non puoi fare da sola secondo me, è necessario che tu ti rivolga a quell’essere considerato generalmente detestabile, viscido, quando non disonesto per natura che è l’avvocato 😉 Scegline uno di cui tu possa aver fiducia, fai anche due o tre colloquio preliminari con altrettanti professionisti, cui esporrai il tuo caso e sentirai come loro lo «vedono», poi scegli quello che ti sembra avere le idee migliori. Ricordati solo di muoverti, perché questi problemi, col tempo, possono solo peggiorare. Naturalmente, come lettura consigliata c’è sempre la mia Guida alla separazione e al divorzio, che è pensata anche per le coppie di fatto, ma questo ti può servire per avere qualche informazione in più, al momento attuale ti serve agire e quindi ti occorre un professionista che ti segua.

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