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L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (AGCM) ha recentemente sanzionato la società Danone Italia spa per le modalità di pubblicizzazione dello yogurt Danaos, applicando una multa di 170.000€. Secondo il provvedimento n. 24027 dell’Autorità, che si può leggere per intero sul bollettino 45/2012, la Danone avrebbe veicolato un messaggio scorretto al pubblico dei consumatori, sia tramite gli spot tv che tramite il sito internet dedicato allo yogurt.

In particolare, in questi messaggi erano contenute affermazioni non comprovate da dati scientifici (come ad es. «due donne su tre non assumono abbastanza calcio») e il?prodotto veniva presentato come idoneo a coprire il 50% del fabbisogno quotidiano di calcio, che in realtà non è uguale per tutti, ma cambia in base a molti fattori e richiede una valutazione individuale. Secondo il Garante veniva inoltre posta «un’enfasi esagerata alla scelta di assumere un vasetto di yogurt al giorno». Negli spot, veniva infine riportato un «metodo Danaos», riferendosi ad una «collaborazione scientifica del Policlinico Gemelli», in modo ritenuto scorretto per mancanza di informazioni rilevanti circa le caratteristiche, la portata e la natura della collaborazione.

In sostanza, secondo l’AGCM, che si è conformata sul punto ad un parere espresso anche dall’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, il prodotto era presentato in modo scorretto, inducendo i potenziali consumatori a credere ad eventuali proprietà «para-farmacologiche» dello stesso, mentre in realtà si tratta di un semplice yogurt preparato con latte scremato, addizionato con calcio e vitamina D.

In realtà, il messaggio si presentava non solo potenzialmente fuorviante, ma anche sostanzialmente «fuori fuoco», facendo costantemente riferimento, come ad una verità assodata, all’opportunità di consumare latte e latticini, che, come tali «potrebbero non bastare», ragione per cui, secondo Danone, sarebbe stato necessario per i consumatori aggiungere speciali yogurt condizionati.

Tutto ciò mentre invece diversi studiosi sostengono che latte e derivati non possono costituire una idonea fonte di approvigionamento di calcio per gli esseri umani, che lo possono ricavare per lo più da frutta e verdura, mentre altri esperti ancora sostengono addirittura che i latticini deprivino l’organismo delle proprie riserve di calcio, indicando a riprova di ciò la circostanza per cui i paesi dove si consumano più latte e prodotti relativi sono quelli in cui è più diffusa l’osteoporosi.

Questa pronuncia, insomma, potrebbe rappresentare un primo importante passo verso una informazione alimentare, anche commerciale, più corretta e attenta agli ultimi esiti e sviluppi della ricerca scientifica nel campo, anche se c’è davvero ancora tanta strada da fare.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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