quando la studentessa manda la disdetta dalla locazione un po’ in ritardo

Sono una giovane ragazza universitaria che ha firmato un contratto transitorio di locazione della durata di un anno (01/10/2011 – 30/09/2012). Purtroppo per motivi personali, soprattutto di natura economica non riesco più a pagare l’affitto mensile di 200€ quindi nel mese di marzo ho mandato una raccomandata in cui comunicavo la mia disdetta e che lasciavo l’immobile il giorno 31 maggio 2012. Il mio contratto prevede che un eventuale disdetta sarebbe dovuta arrivare con 3 mesi di anticipo, la mia era “quasi” di 3 mesi. Nel mese di aprile scopro che non è stata accettata la raccomandata in quanto mi ritorna indietro nella mia abitazione, così ne rimando una seconda con le medesime dichiarazioni. Inoltre, il locatore ha in mano una caparra di 400€ che dovevano corrispondere alle due ultime mensilità così come da accordi, quindi io non ho pagato aprile e non intendo pagare maggio dato che i soldi li ha già ricevuti. Adesso, lui minaccia di farmi causa in quanto non posso lasciare l’immobile prima del 31 luglio e per il mancato pagamento del canone. Il mio problema è che lui sapeva già da mesi che intendevo andarmene e non vuole per nulla venirmi incontro. Io sono nullatenente e non sono a carico dei miei genitori, a cosa posso andare incontro?

Se la prima raccomandata che avevi mandato era tornata indietro per compiuta giacenza, era inutile rimandarne una seconda. Per il resto, la legge prevede necessariamente termini precisi, così fanno anche i contratti, per cui bisognerebbe attenersi agli stessi, è ovvio che uno può avere le sue buone ragioni per non farlo ma con questo naturalmente non si spostano i termini del diritto sul punto. Mi sembra improbabile che per somme così basse il proprietario di casa instauri un recupero credito, ma se la cosa ti preoccupa, e comunque più in generale, puoi provare a negoziare con lui dando magari una parte di quel che sarebbe dovuto in modo da raggiungere una transazione.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. mi pare di aver letto su internet da qualche parte che citando \”i gravi motivi\” (malattia,problemi di lavoro ecc) si possa recedere da un contratto anche dopo i canonici 3 mesi di anticipo…..vero anche che dubito che per 200 ti faccia causa spendendo soldi….sarebbe piu la spesa che l impresa….se poi come scrivi sei nullatenente non hai nulla di intestato (macchina ecc) che ti puo fare?..attaccarsi ad un 5 del tuo stipendio qual ora un domani lavorassi…..regolare e con stipendio superiore a 500 euro (considerata soglia di sopravvivenza quindi impignorabile)…ma anche qui sarebbero altre carte da pagare!……ben inteso che la cauzione versata non puo servire per pagare affitti…ma serve solo a coprire eventuali danni!….trova un accordo se puoi è la cosa migliore…..se non ci sente….amen…io penso che a volte la corretezza delle persone andrebbe premiata…non sfruttata!.

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