L’avvocato deve essere il «primo giudice» del cliente: che significa?

C’è questo motto piuttosto risalente e diffuso, di cui non tutti capiscono fino in fondo il significato, che è molto importante, peraltro.

Esso infatti significa che se il cliente dice una cazzata, l’avvocato deve farglielo notare, e deve farlo subito e con la massima chiarezza. Deve poi ragionare insieme a lui sulla stessa e poi vedere cosa fare. Nei casi più gravi di divergenza di vedute, l’avvocato deve prenderne atto e rinunciare al mandato, per impossibilità di poterlo utilmente proseguire. Nei casi, invece, in cui la materia è opinabile, nel senso che l’avvocato ha un suo parere, ma che anche quello del cliente è perfettamente legittimo, l’avvocato deve far presente al cliente come la pensa, lasciando la decisione al cliente.

Il cliente dell’avvocato insomma è un cliente che, a differenza di tutti gli altri, «non ha sempre ragione».

L’avvocato deve, anzi, conservare sempre una sua autonomia rispetto al cliente, altrimenti può essere sanzionato disciplinarmente. Ad esempio, è stato ritenuto scorretto il comportamento dell’avvocato che ha consentito al cliente di intromettersi eccessivamente nella redazione de­gli atti e nella partecipazione alle udienze, interferendo sul ruolo dell’avvocato (Consiglio naz. forense, 27 giugno 1997, n. 76, in Rass.forense, 1998, 134).

Il legale infatti è tenuto, secondo una nota formula, ad una doppia fedeltà: sia nei confronti del cliente che della legge. Lo prevede l’art. 36 del codice deontologico forense, significativamente intitolato «Autonomia del rapporto», secondo cui «L’avvocato ha l’obbligo di difendere gli interessi della parte assi­stita nel miglior modo possibile nei limiti del mandato e nell’osser­vanza della legge e dei principi deontologici». Questo principio è ribadito anche dalle legge recentemente approvata di riforma dell’ordinamento forense.

L’avvocato, insomma, non è una «coscienza a noleggio», secondo l’immagine letteraria di Dostoevsky, ma un professionista che lavora nel rispetto della legge.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.