quando si prende in locazione un immobile che non avrebbe potuto essere concesso perchè di edilizia agevolata

In data 01/09/2010 ho fatto un contratto di locazione, io come inquilino, il tutto è avvenuto con l’ausilio di una agenzia immobiliare. Dal gennaio 2012 io sono disoccupata e di conseguenza inquilina morosa, nello stesso mese, tramite conoscenti sono venuta a conoscenza del fatto che l’immobile in cui io vivo non mi poteva essere locato in quanto costruito con edilizia convenzionata, il rogito è stato fatto nel maggio 2010. Mi sono subito rivolta al comune di Segrate, ufficio tecnico per avere ragguagli e chiarimenti sul fatto. Sono stata convocata dal legale del comune a fine aprile, (nel frattempo la proprietà mi ha dato lo sfratto per morosità e in udienza mi è stato concesso il termine di grazia di 90gg.) in questo incontro mi è stato confermata che l’immobile ha un vincolo di veto sia alla vendita che alla locazione come da delibera del comune di Segrate del 2005. Tutta la documentazione comprovante la cosa mi viene fornita dal comune anche se con tempistiche molto lente. Mi rivolgo al mio legale di fiducia, che mi richiede una copia del rogito notarile dell’immobile, da me regolarmente richiesto e ottenuto in copia conforme dal notaio stesso. Nel frattempo arriviamo a settembre udienza di convalida dello sfratto con notifica del 7/11/2012 di avviso di sloggio. Blandi tentativi del mio legale di cercare una transazione con il legale della proprietà, anche per avere il rimborso dei soldi pagati all’agenzia.

Lo sfratto è oramai convalidato non avendo, immagino, tu rispettato l’obbligo di pagare le mensilità arretrate più le spese allo scadere del termine di grazia, per cui sotto quel profilo oramai non si può più fare nulla. Semmai, volendolo coltivare, sarebbe stato necessario presentare opposizione allo sfratto, sostenendo la invalidità (diciamo così, genericamente, in mancanza di ulteriori dettagli) del contratto di locazione stipulato e chiedendo che quindi la situazione venisse inquadrata come occupazione sine titulo, per la qual ipotesi secondo molti giudici non è nemmeno utilizzabile la procedura di sfratto.

Ad ogni modo, per quanto riguarda l’agenzia occorre vedere quali erano i rapporti tra di voi e se sia configurabile una negligenza dell’agente immobiliare nel non aver verificato la «locabilità» dell’immobile. Mi sono occupato di una questione simile alcuni anni fa, in quel caso era stato dato incarico addirittura per la vendita, che poi era sfumata davanti al notaio che aveva rilevato la inalienabilità; l’agente, tuttavia, aveva già incassato parte delle provvigioni al momento del contratto preliminare… Il nostro studio assisteva il venditore, sostenendo la negligenza dell’agenzia; purtroppo la vicenda non è mai giunta a sentenza per decesso del venditore.

Difficilmente, per ottenere il rimborso di una mensilità di canone, può valer la pena incaricare un legale, salvo solo che tu non abbia diritto al patrocinio a spese dello Stato.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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