che diritti mi spettano dopo essermi lasciata dal padre di mio figlio?

Sono una ragazza di 28 anni, sono fidanzata dal luglio 2000 con un ragazzo con il quale a maggio 2007 abbiamo deciso di andare a convivere. A gennaio 2012 è nato nostro figlio (volutamente cercato e desiderato)! Ora ci siamo lasciati a causa di una serie di suoi tradimenti con una sua collega di lavoro. La casa in cui abbiamo convissuto è in affitto tramite una cooperativa e il contratto è a lui intestato. Mi chiedo quali diritti posso vantare a nome di mio figlio (ha 10 mesi e lo allatto al seno) poichè nato da una coppia di fatto? L’affitto a chi spetta pagarlo? Se io perdessi il lavoro, mi spetta un mantenimento da parte del mio ex compagno? Se rimango senza lavoro potrebbe essergli affidato a lui il bambino visto che a quel punto lui ha un lavoro e la casa è a lui intestata? Siccome è tornato ad abitare dai suoi genitori, ma gli stessi abitano nella stessa palazzina al piano sopra al mio,quindi io vedo lui e i miei ex suoceri tutti i giorni… se lasciassi la “casa coniugale” mi spetta che lui paghi la metà dell’affitto dell’eventuale mi altra casa? E’ giusto che lui pretenda tutte le sere quando rientra da lavoro alle ore 21.00 circa di fargli vedere suo figlio? Premetto che lavora 12 ore al giorno e spesso è in trasferta, non è mai stato presente nella vita di suo figlio; si limita a fare la spesa per l’occorrente del bambino. Posso impedirgli di vedere il bambino in presenza della sua nuova compagna nonchè collega la quale è la causa della nostra separazione?

Rispondo per punti.

La legge attuale, modificata nel 2012, paragona completamente i figli nati da coppie di fatto a quelli nati da coppie unite in matrimonio, quindi da questo punto di vista non c’è nessuna differenza.

A te non spetta nessun mantenimento perchè non eravate sposati.

L’affidamento del bambino non viene disposto considerando la presenza o meno di un rapporto di lavoro.

Tu non hai diritto a nessuna metà di affitto, solo ad un contributo per il mantenimento di vostro figlio, che potrà, in parte, coprire anche il fabbisogno di una abitazione, ma non potrà essere parametrato solo a quello.

Non ci sono criteri precisi nella legge per quanto riguarda le visite e le frequentazioni, occorre trovare un accordo, mentre, in mancanza, sarà il tribunale a decidere.

Non credo che tu possa impedirgli di vedere il bambino in presenza della sua nuova compagna, essendo così piccolo che tipo di pregiudizio subirebbe?

In conclusione, ti consiglio di consultarti quanto prima con un legale per far normare il rapporto dal tribunale, come consiglio sempre di fare per avere un minimo di riferimento. Se non hai disponibilità economiche, puoi chiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. sono una donna di 35 anni,ho convissuto per 14 anni col padre dei miei figli che hanno rispettivamente 12 e 10 anni.
    Dopo ripetute discussioni e atteggiamenti aggressivi da parte del mio ex convivente nei miei confronti,a settembre 2012 ho deciso di lasciare l’abitazione,di sua proprietà,in cui abbiamo vissuto insieme dal 1998.
    In questo momento mi trovo a dover sostenere le spese che riguardano la mia persona e supportare tutte le spese che riguardano il mantenimento dei miei figli poichè il loro padre è inoccupato,asserendo peraltro che il suo maggior impegno è basato sulla possibilità di dare la massima presenza ai figli visto che il tempo glielo permette.
    Questa situazione impone a me di dedicare loro pochissimo tempo dovendo svolgere più lavori per riuscire a sostenere le necessità economiche mie e dei miei figli.
    Vorrei sapere se mi è possibile attivarmi in qualche modo per obbligare il loro padre ad assumersi le sue responsabilità nei confronti dei suoi figli e dare così un’aiuto per gestire la situazione economica che io copro con difficoltà.

Di la tua!