Google drive fa sempre più acqua da tutte le parti.

Con questo altro grave baco trovato stamattina, google drive si conferma sempre più un sistema concepito per profilare e raccogliere dati sugli utenti a scopi pubblicitari che un serio supporto di archiviazione. Purtroppo, devo rimpiangere il giorno in cui ho deciso di utilizzarlo per i documenti dello studio, anche se per tutelarmi ho predisposto multipli sistemi di backup con i quali avere sempre la possibilità di recuperare i dati, nell’attesa che o google si decida a renderlo un sistema con un minimo di affidabilità e un supporto tecnico degno di questo nome o, in mancanza, traslochi ad un altro supporto degno di questo nome.

Nel frattempo, pur con tutto l’amore e l’ammirazione che ho nutrito in passato per google, sconsiglio chiunque di basare la propria strategia di archiviazione, sia personale che a maggior ragione professionale, su google drive; o anche altre strategie su altri prodotti di google, vista la recente totalmente assurda e scriteriata – a dir poco – decisione di smantellare google reader, un servizio usato con soddisfazione da milioni di utenti al mondo e per cui non esistono, almeno al momento, alternative davvero paragonabili (nonostante, anche qui, i commenti giulivi di tanti blogger).

Mi viene da sorridere pensando al motto di google: don’t be evil. Un par di palle, bisogna aggiungere.

Comunque, il baco di oggi è questo: c’è un file, in formato google doc, che si trova regolarmente facendo una ricerca per stringa, che viene altrettanto regolarmente sincronizzato in locale tramite il client di drive per Mac, ma che, se tenti di aprirlo, ricevi un errore per cui «il file non esiste». Carino eh?

La cosa bella è che tu puoi editare i permessi di condivisione e, per fortuna (è grazie a questo che ho risolto, alla fine), puoi «scaricarlo in locale». Appunto, per risolvere il problema dal lato pratico ho scaricato il file in locale in formato docx e l’ho poi ricaricato in drive.

Non ho pensato nemmeno per un attimo a scrivere all’assistenza tecnica. L’ultima volta che l’ho fatto – e si noti che io sono un cliente Google Apps for Business, cioè pagante (spendo circa 700€/anno per avere i servizi di Google – ed avevo un duplice problema grave di perdita di dati (files che venivano ficcati nel cestino a cazzo, più files che venivano «tirati fuori» dalle cartelle in cui beatamente si trovavano per essere sparsi nel sistema di google drive), ho ricevuto come risposta una mail di un tizio che mi chiedeva quando mi avrebbe potuto telefonare, gli ho risposto e non mi ha chiamato nessuno. Dopo una decina di giorni, lo stesso tizio mi scriveva (attenzione: parliamo di una multinazionale che in teoria dovrebbe spaccare il culo a tutti!) che non aveva potuto chiamarmi perchè «era stato poco bene» e mi chiedeva un altro appuntamento telefonico. Io regolarmente glielo davo, anche se va notato che non c’era niente da discutere al telefono, avevo già descritto il problema per filo e per segno (oggi rimpiango di non aver utilizzato quel tempo per guardar beatamente fuori dalla finestra) per iscritto e bisognava intervenire sui dati e sul sistema e basta. Comunque, anche questa volta non mi telefonava. Dopo un’altra decina di giorni, ricevevo una mail in cui si diceva più o meno «Visto che non ti abbiamo sentito per un po’ in relazione al ticket che hai aperto, presumiamo che il tuo problema si sia risolto e quindi provvediamo alla chiusura», cosa che è veramente il top! Non replicavo, perchè non valeva proprio la pena tenere aperto un ticket come questo, oggettivamente più di disturbo che di aiuto, per la serie: se devo risolvermi il problema da solo, nonostante sarebbe invece tuo dovere farlo, almeno lasciami in pace e non prendermi per il culo.

In effetti, per fortuna, il problema l’avevo risolto ma non certo grazie a loro, bensì andandomi a spaccare la testa con google apps script per scrivere degli script che mi andassero a tirare fuori tutti i files messi nel cestino alla cazzo e a recuperare tutti quegli elementi (folders e files) che erano diventati «orfani» non si sa bene per quale motivo, cioè tirati fuori dalla cartelle in cui si trovavano e sparsi a cazzo nell’ecosistema di google drive. Adesso ho questo mucchio di files che ho messo da parte e da cui attingo in caso di bisogno, cioè quando non trovo qualcosa la vado a ripescare là… Comodo eh? Soprattutto, molto «smart» e veramente 2.0 … Onestamente, il vecchio file system FAT32 di Microsozz avrebbe lavorato con molta più affidabilità.

Ho dovuto anche disabilitare tutte le app per la sincronizzazione in locale, perchè funzionavano (e funzionano tuttora) in modo meraviglioso. Se al momento di fare la sincronizzazione non riescono a completarla, trasmettono al server il comando di buttare nel cestino i files che non sono riusciti a uploudare, tanto – presumono – «dopo li rimandiamo su». Lasciamo perdere che sarebbe comunque uno spreco di banda inutile ed un disallineamento idiota in un sistema di files in cui lavorano più utenti, il punto è che dopo, se per caso riavvi l’applicazione, perdono questa informazione per cui dopo per l’applicazione è nel cestino ed è bene che vi rimanga…

Beh, io ho sempre preferito un disonesto ad una persona cattiva e se questo è il don’t be evil i fatti mi danno ragione. Va bene non essere cattivi, ma nemmeno fare dei sistemi del genere…

Adesso provate un po’ a fare una ricerca, con … google, su «google drive»: i primi 60-80 risultati saranno di blogger giulivamente entusiasti del servizio, altri di paragone con dropbox (che non c’entra un cazzo), ma quasi nessuno, anche nei blog statunitensi, che dica queste gravi e importanti verità, cioè che «google drive» ha dei gravissimi bachi, un supporto assolutamente ridicolo e quasi ingiurioso anche per i clienti paganti e che è in sostanza un sistema da evitare finché non verrà, eventualmente, ri-costruito in modo serio.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Bello il post zeppo di rabba ….

    comunque io ti consiglio dropbox che funziona alla perfezione .

  2. Alternative a Google reader ? Prova feedly (http://www.feedly.com) , è molto ben fatta e importa da Google tutti i feed, automaticamente.

  3. prova evernote se non devi scrivere file troppo complessi

  4. Dario Castagna says:

    Condivido la frustrazione. Dopo l’iniziale entusiasmo per Google Drive so solamente io quante ore ho perso a ricercare files orfani, permessi non applicati a cascata, condivisioni e cambiamenti di proprietà applicati con logiche incomprensibili, zombie che riappaiono a causa delle latente del cloud… Personalmente ho risolto tutto con Dropbox che pago più che volentieri.

    • La stessa mia esperienza. Io passerò a cloud station di synology, così avrò più controllo sui files, i backup e così via. Drive è stato una grandissima delusione. Da due settimane, poi, ho abbandonato anche gmail.

  5. Alessandro says:

    Salve, qualche giorno fa ho provato a effettuare l’upgrade a 100GB di Google Drive, migrando da dropbox. Purtroppo ho iniziato a notare che la sincronizzazione ancora non funziona granché. Cartelle cancellate su un PC, ancora presenti su drive, e mai sincronizzate su altri PC. Questi primi giorni, devo dire, non mi sto trovando bene.
    Sono approdato a drive principalmente per l’integrazione con gmail, che trovo utilissima. Mi stavo chiedendo come vada il servizio di microsoft, onedrive, rispetto a google drive e dropbox. qualcuno di voi lo ha provato?

    • Non ti so dire di Onedrive, google drive per me è un prodotto pessimo, incredibilmente pessimo, da abbandonare prima possibile. Noi attualmente per i files usiamo dropbox for business. Costa, ma il servizio è di qualità. E sui files non si scherza mica tanto, poi dipende uno che cosa ci tiene chiaramente…

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